Politically correct

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Oggi una roba del genere decreterebbe la consegna della testa del copywriter su un piatto d’argento. Eppure quanta ingenuità c’era dietro cose come queste…

Personalmente ho sempre tenuto ad allinearmi con il politically correct “vigente”, preoccupandomi di aggiornarmi per non urtare la sensibilità dei miei interlocutori, ma un giorno ho incontrato un diversamente abile che mi ha detto: “nella scuola che frequento non ci sono i bagni per gli handicappati“, e un ragazzo di colore che mi ha detto: “vivo in un appartamento che il proprietario affitta solo ai neri“. E qualche domanda me la sono fatta. Da chi è veramente sentito il problema della diversità o dell’imbarazzo? Quanto è sottile il confine tra rispetto e ipocrisia? Vero è che anche dopo l’incontro con questi due amici ho continuato ad attingere dal lessico politically correct, e che non mi sogno di dare del “negro” a nessuno. Cambiano le percezioni delle cose, nella cultura dei popoli, e con esse cambia anche la lingua. Ma è anche vero che questa ansia di ripitturare i nomi a volte mi lascia perplessa, per quello che si intravede dietro: la necessità di vestire le cose, di mettere loro abiti consoni a concetti universali che poi, nella realtà dei fatti, raramente vengono presi sul serio o adottati. Basta trovare la parola che ci permette di nominare senza ansia il “diverso”, per farci sentire “correct”? E quando neanche quella di oggi basterà, ci inventeremo un “diversamente colorato” o un “diversamente sessuale”?

3 Comments

  1. il “politically correct” è scorretto.
    una parola può essere scorretta solo perchè la si è usata per offendere, non tanto perchè sia “scorretta” di suo.

    “diversamente abile”, che cosa mi dovrebbe significare questa parola se non che chi l’ha partorita è un “diversamente pirla”.

    una persona che ha un problema fisico è un “handicappato”, se il problema fisico riguarda una gamba è uno “zoppo”, esistono parole specifiche per ogni handicap, quello che conta è non usare le parole per offendere, io posso dare dello zoppo a qualcuno senza offenderlo, chi si è inventato il “diversamente pirla” evidentemente è un razzista che pensa che si possa dare dello zoppo a qualcuno solo a scopo offensivo.

    le parole vengono “abolite” da decenni per evitare di “ferire” le persone, ma le persone direttamente interessate lo capiscono bene che non basta cambiare una parola per farli sentire integrati.

  2. Cara Clara… altro centro! M…..A CHE MIRA!!!
    Mi sembra che il succo stia tutto nella differenza che intercorre tra il “modo” e l'”intenzione” (o la “sostanza” se vogliamo). Non esiste modo “corretto” se l'”intenzione” è quella di offendere e, viceversa, se l'”intenzione” è corretta non dovrebbe essere necessario (ma solo “educato”) anche un modo “corretto”!!!

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