Può un cancello arginare il mare?

La foto rappresenta uno dei tanti recinti che stanno crescendo sulle nostre spiagge, a me sembra un emblema di come la stupidità dell’uomo tenti sempre di abusare delle risorse ambientali.cancello-mare-ispica.jpg
Nel silenzio di tutti, ma proprio tutti, l’abusivismo cresce e si sviluppa su tutto il nostro litorale.
La legge dice esplicitamente che entro una soglia di 150 metri dal mare non si può costruire niente.
Ma si sa, le leggi sono fatte per i poveri cristi; il potente di turno sa sempre come sistemare le sue carte bollate.
Su Cirga e l’abusivismo tutti sanno oramai; quello che mi stupisce è il silenzio dell’opinione pubblica, degli organi di controllo e dei mezzi di comunicazione su questo tema.
E’ mai possibile che tutta la spiaggia di Ciriga sia soggetta a recinzioni e edificazioni, e che queste siano fatte da molti dei nostri politici, gente che votiamo e che paghiamo con i soldi delle nostre tasse?
Siamo tutti diventati così cinici?
Oppure ognuno ha il suo orticello da salvaguardare?

181 Comments

  1. No caro mio, il cancello è di un illustre ispicese, di cui non si può fare il nome…

  2. Oltre ai cancelli di Ciriga, perchè non parliamo dell’abusivismo nella zona di S. Maria del Focallo?

  3. Io non lo so chi ci sta – abita- e anche se è un illustre ispicese, bene, vuol dire che l’illuste è un Coglione. Hai mai letto la splendida poesia di Raffaello Baldini “Coglioni”? Anzi, ne ha scritte due con lo stesso titolo pubblicate in Intercity, “Coglioni” e “Coglioni”(2), ed. Einaudi a 13,50 euro potete recitare la vostra poesia a tutti i coglioni che volete. Anzi, ormai che ci sono la canto:
    Coglioni
    SI dice bene i coglioni/ ma loro, io ne conosco più d’ uno/ si credono d’essere, non lo sanno che sono dei coglioni,/ e si sposano, hanno dei figli,/ e i figli sono i figli dei coglioni,/ che io non dico mica, il babbo è il mio babbo, ti non abbia/ da voler bene al tuo babbo, portagli rispetto,/ però questi figli, non lo so, io, non se ne accorgono?/ quando parlano con il loro babbo,/ non lo vedono, non lo sentono? o sono coglioni/ anche loro? che lì allora è fatica,/ fra coglioni,- ecco, sì, no, c’è delle volte/ che gli scappa detto: il mio babbo è un coglione,/ ma in un altro senso, nel senso/ che è buono, che è un galantuomo,/ che questo però è un discorso,/ come sarebbe allora? i galantuomini/ sono dei poveri coglioni?/ intendiamoci, può essere che un coglione/ sia un galantuomo,/ può essere che sia buono,/ ma può essere anche cattivo,/ ci sono i buoni e i cattivi anche tra i coglioni,/ coglione non vuol mica dire,/ uno è coglione, ma può andare vestito bene,/ portare gli occhiali, può essere anche, guarda/ io quello che ti dico, può essere anche/ intelligente, e nello stesso tempo coglione,/ che è un caso eccezionale, ma succede,/ essere coglione è una cosa, può essere tutto/ un coglione, può essere anche istrutito,/ può essere perfino laureato,/ certo che se è ignorante,/ i coglioni ignoranti, quelli sono una disgrazia,/ non si ragiona, è come parlare al muro,/ e prepotenti,-che uno, io capisco,/ disorientato, gli viene da dire: allora/ se uno è un coglione, in cosa si distingue?/ cos’è la coglionaggine?/ eh, questa è una domanda, è fatica,/ come si può dire? fammi pensare, non c’è un esempio?/ ecco, i coglioni fanno le cose alla rovescia,/ e tu li vedi che sbagliano, tu lo sai/ come andrebbero fatte, provi a dirglielo, anche/ con le buone maniere, ma loro niente,/ tirano dritto, tu cerchi di dargli una mano,/ di metterli sulla buona strada, loro ti guardano/ con un’aria: adesso cosa vuole questa testa di cazzo?/ e allora va a finire che t’arrabbi:/ “Sono coglioni!”, ti sfoghi in piazza, e in piazza,/ c’è qualcuno che ti ascolta:/ “Hai ragione, sono coglioni, però”, “Però?”,/ ” Cosa ci puoi fare? sono tanti, comandano loro”.

  4. Qualche orticello da salvaguardare sicuramente si! Gli ispicesi cinici? Non direi proprio, molto peggio… indifferenti.

  5. Non abbiamo coscienza sufficiente del fatto che Ispica è anche un comune costiero. Lo sostengo in un articolo pubblicato sull’ultimo numero de L’immaginario. Parlando dell’erosione costiera, per la quale prospetto una soluzione da ricercare in ambito comunitario (cito in proposito nomi di documenti ed estremi di provvedimenti utili a chi potrebbe intervenire), sostengo proprio questo. Parliamo di una costa che si sviluppa su un fronte di oltre dodici chilometri, corrispondente con la costa meridionale dell’Europa, praticamente senza politiche organiche di tutela, sviluppo, valorizzazione. Una risorsa buttata a mare (è il caso di dirlo) e dove l’iniziativa privata, a danno del pubblico, regna sovrana. Lo dimostra la foto postata da Gianni Barrotta, lo testimoniano decine e decine di angoli in via di privatizzazione selvaggia ed abusiva. Occorre una campagna di grande respiro per integrare la nostra fascia costiera nelle politiche di sviluppo del territorio che Ispica, per tradizione, ha avuto solo a sprazzi.

  6. SERVIZIO:
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    L’invito è di registrarsi regolarmente ed inviare i commenti dopo aver fatto il “login”.

    GRAZIE.

    P.S. Bello il cancello, arte geometrile?

  7. complimenti per il Vs blog, da lontano un saluto affettuoso a tutti ed in
    particolare a saruzzo fronte. LO ZIO

  8. repeat…
    Che i cittadini ispicesi siano indifferenti a tutto è abbastanza risaputo. Che poi si sblocchino da questa quando si inizi a toccare le loro tasche, ancor di più.
    Ma mettendo da parte questo commento personale sulla realtà di Ispica, volevo dire solo una cosa: invece di nascondere il nome del “coglione” -grazie a Raffaello Baldini e Francesco Lauretta per lo spunto- bisognerebbe dirlo, ed iniziare a farlo girare (cosa che a noi “spaccafurnari” riesce DAVVERO BENE) assieme alla splendida opera d’arte raffigurata sopra, naturalmente allegata all’articolo, in modo che inizi a bruciargli un pò il c.lo, come si suol dire.
    NON SE NE PUO’ PIU’…
    viviamo in un’epoca in cui tutto è nelle mani di gente mascherata da “politico” che fà questo
    lavoro (che poi è considerato lavoro solo da loro)per il bene del Paese………(aahhhhhhh!! ahhhhh! ahhhha!!!! aaaahh!!!!) ma poi i risultati li vediamo ogni giorno con i nostri occhi! uno dei tanti “il cancello al dilà del mare”…. ma vahhhh…..
    Parole sante quelle di mio nonno: A ZZAPPARI N’CAMPAGNA!!!!!
    scusate per lo sfogo
    MENOC

  9. Fare il nome sul blog e portare avanti una iniziativa giudiziaria, magari da parte di qualche associazione titolare di interesse diffuso, dove ne ricorrano i presupposti, deve essere un tutt’uno.
    Bene procede giannibarrotta astenendosi (non è viltà sicuramente).
    Non ci sta bene il cancello e tutto ciò che esso comporta? bene!
    Qualcuno ha preparazione legale per mettere il sale sulla coda a queste persone? benissimo!
    Non ci sono Lega Ambiente o simili a Ispica? Coinvolgiamoli.
    Riordiniamo le idee e le possibili azioni da compiere per far si che sfoghi, poesie e complimenti non rimangano parole al vento.
    Allora si che nome e cognome si potrnno fare, anche in ben altre sedi, con altra soddisfazione.

    Un saluto agli ispicesi di buona volontà.

  10. Ma davvvero non sapete il nome del personaggio in oggetto?
    Non ci posso credere…
    Se non sapete questo, che dire dei pezzi da novanta che si trovano 100 metri più avanti…
    Davvero interessante l’osservazione di Gianni Stornello sulla fascia costiera, ho anche letto l’articolo sull’immaginario, ma non ricordo di nessuna denuncia di abusivismo edilizio, o sbaglio io?
    Poi voglio anche dire che a Ispica esistono rappresentanti di Lega Ambiente che si stanno interessando della cosa, invito tutti gli interessati a contattarmi sulla mia email personale.

  11. Carissimi,
    mi piange il cuote a vedere simili scempi. E la spiaggia dei faraglioni, ve la ricordate ? Se ne è parlato in questo blog l’anno scorso. Ogni anno un nuovo scempio. Anni portai dei visitatori stranieri alla spiaggia dei faraglioni, che rimasero meravigliati della bellezza selvaggia. Si scendeva con una scaletta da una rupe. Roba da patrimonio mondiale dell’Unesco. E oggi ? Un muro di cemento pretende di cancellarne persino la memoria.

    Mandiamoci una bella pala meccanica a buttar giù tutto!

  12. Per quanto riguarda la spiaggia dei faraglioni so che c’è stato un accordo in merito tra l’assesore genovese e il proprietario ,pubblicato sulla sicilia,che riguardava la possibilità di lasciare libero il passaggio per i bagnati…ma ancora non si è visto nulla..il punto è che questi signori chiudono il passaggio a loro piacimento e nessuno fa nulla…Ispica sta diventando sempre più la città dei balocchi…tutti possono fare quello che vogliono senza problemi, a discapito della legalità….
    PS:non ho capito perchè saro non pubblica i nomi dei proprietari …grazie

  13. Se andate sul sito di legambiente, troverete un articoletto che parla appunto di questo. Si invita a far intervenire il comune di Ispica per controllare la regolarità di queste costruzioni…. ma una domanda mi sorge spontanea (e sicuramente non solo a me): Ma i controlli verrano fatti in modo regolare (sempre SE verranno effettuati), denunciando ciò che è illegale? o come si dice…… A FRATISCA?
    a voi il dubbio…
    MENOC

  14. salve a tutti, ispicesi e non.
    vorrei dire anche io la mia sull’argomento.
    non riesco a capire se gli ispicesi siano prigri, o semplicemente se ne fregano.
    a volte ho sentito delle belle affermazioni sull’argomento… del tipo: chi, avendo i soldi (ma probabilmente ci vogliono anche le conoscenze…) non si farebbe una bella casa sulla spiaggia?
    ragazzi miei, mi sa che bisogna rimboccarsi le maniche e fare veramente qualcosa di serio per ispica. con tutto il rispetto per le varie processioni, sembra che qui ci frega solo quando c’è da fare feste e processioni, ma quando c’è un problema serio, tutti fanno finta di niente…
    a ispica abbiamo un limite nella distanza delle costruzioni delle case dal mare: 150 m. Ricordo che altre regioni hanno il limite stabilito a 3 km, la cosa mi sembra leggermente più seria. Ma da noi non si rispettano neanche 10 metri, visto dove sono posizionate quelle case.
    I nomi forse non si possono fare per paura di una qualsiasi ritorsione. A quanto ne so uno dei signori in questione ha ricevuto diverse denunce (non credo che nessuno si sia accorto di quello che sta accadendo) tutte finite nel nulla. Che potere ha una persona del genere?

  15. La spiaggia dei faraglioni è stata chiusa dal proprietario del terreno (avete capito bene, gli scogli sono proprietà proprietà privata)perchè dice che vuole tutelare le rocce dall’azione dell’uomo…
    L’accordo con l’assessore a me sembra una “boutade” solo per i giornali.
    Il problema è che tra poco, se non si interviene, quella zona sarà completamente cementificata.
    E i giornalisti dove sono? Perchè non si interessano della questione?

  16. I giornalisti???a ispica abbiamo giornalisti validi che scrivono in qualche testata??mi sa che tocca a noi risolvere la questione..magari con qualche azione del tipo gabibbo…o scrivere e firmare una denuncia da presentare alla questura..chi si dovrebbe interessare se noi ispicesi che amiamo la nostra città veramente ,magari come protesta ci limitiamo a scrivere in un blog..penso che appunto il rilancio della fascia costiera passi per il ripristino della legalità, cosa che ultimamente non ci appartiene più..e da lì magari un rilancio dell’attività turistica mai avvenuto nel nostro territorio

  17. CHE COSAAAA????? gli scogli sono proprietà privata?
    al massimo può essere privato il terreno che permette il passaggio alla spiaggetta, non tutto il resto.
    In teoria ci sarebbe una legge che dice che nessuno può impedire il passaggio alla spiaggia (naturalmente l’ho scritta a mio modo), ma fondamentalmente il succo è quello.
    E poi preservare cosa? per caso le rocce si rovinano se ci cammini sopra? quelle rocce sono lì da anni, e da anni c’è gente che ci è andata, e improvvisamente arriva una persona così buona e tanto ambientalista che pensa al futuro delle rocce…. che tenerezza…..
    Persino Legambiente e qualsiasi persona con solo metà della punta del pollice verde sputerebbe in un occhio a costui…
    dico sputerebbe perchè in realtà non lo fà, ma si limitano solo a scrivere un articolo su web o semplicemente ad aspettare che se ne occupi qualcuno al posto loro.
    ma vaff….lo!!!!!
    poi un bel giorno i cittadini si dimenticarono di lui, e fù solo allora che potè attuare la sua tutela ambientale costruendoci su una bella casetta, con tante finestrelle colorate e tanti fiori di lillà, in modo che nessuna persona cattiva potesse rovinare le “sue” belle rocce…. e solo allora visse felice e contento.
    Per me la fine della storia potrebbe essere questa.
    POTREBBE…
    MENOC

  18. Sì, penso che il materiale sia sufficiente per proporre un pezzo alla mia redattrice, con interviste a parte e controparte. Peppino, vorrei davvero vivere in un posto in cui i giornalisti arrivano a cambiare le cose… oddio, dipende, non so, ora ci penso… 😀

  19. Perdonami Gianni, utilizzo impropriamente lo spazio commenti del tuo post, ma corre l’obbligo di dare il benvenuto a Carmelo, Peppino (un nuovo Peppino – che si è registrato e ha fregato il nick ad un altro Peppino, diciamo più occasionale), Elisa e al mitico Franco Fratantonio (“lo zio” – che saluto caramente).
    Ho problemi di adsl, sto seguendo saltuariamente i commenti al blog. Una piccola riflessione, credo che nessuno possa avere la proprietà di una spiaggia, che essendo demaniale rimane dello Stato: possono esserci delle concessioni, semmai. A lume di naso credo che le spiagge, anche se in concessine, devono avere in ogni caso gli accessi pubblici.

  20. per clara:certamente non mi riferivo a te, ma non pensi che cmq potrebbero fare di più???quello che scrivono sulle testate tipo gds, la sicilia non ne parlano per niente…il silenzio è una delle cause dei problemi della sicilia ma in generale di tutto il meridione.
    legambiente????se fosse esistita non avrebbe permesso ne questo scempio che sta succedendo sulla nostra costa, ne quello che un’azienda agricola sta combinando sulla bufali marza…
    Il fatto e che legambiente o no bisogna muoversi..non bisogna permettere a questi di fare quello che vogliono..ne hanno già approfittato troppo…noi giovani bisogna battersi e reagire contro queste ingiustizie…

  21. Non c’è problema, Peppino, parlavo in generale di quanto può un giornalista nel suo infinito piccolo…
    Su Legambiente invece non sono d’accordo. Legambiente è un’associazione che non ha a disposizione soldi, che io sappia, e che tutto quello che fa lo fa “a perdere”, esponendosi a denunce, querele e quant’altro. Non è che “permette” o meno (non ha i mezzi per permettere o vietare), semplicemente agisce, informa, fa il suo per come può un’associazione che non ha finanziamenti se non interni e di certo nemmeno plotoni di avvocati. Io non sono iscritta, ma dal di fuori apprezzo quello che viene fatto. Ad esempio, loro non sono stati indifferenti al “cancello”, anzi…

  22. qualche anno fa, nel 97, in occasione di uno stage di scultura -unica volta che forse ho mostrato qualcosa a ispica – esposi un piatto di pasta con pomodoro e mozzarella e foglie di basilico. Oggi un bel cancello non starebbe male. magari nella nuova piazza al posto della resistenza di salvo monica… chissà come sta il maestro! Abbiamo i cancelli che ci meritiamo.

  23. Mi sento anche io di difendere il lavoro di legambiente.
    In un paese piccolo come Ispica non ci sarebbe bisogno di Legambiente per difendere il territorio, invece nessuno fa niente e poi tutti se la prendono con legambiente.
    Voglio ricordare che legambiente non ha nessun potere decisionale, può solo limitarsi a denunciare, come ha fatto puntulamente anche in questo caso, e vi assicuro che le minacce sono arrivate puntualmente.
    Invece di prendersela con Legambiente, che non ha nessun potere decisionale, il cittadino dovrebbe prendersela con i politici che hanno permesso lo scempio e con i tecnici comunali che non hanno vigilato.
    Per quanto riguarda la spiaggia dei faraglioni, urge una precisazione; la spiaggia è sicuramente demaniale, però il terreno che è stato recintato sembra sia stato lottizzato da tempo e venduto ad un privato.
    Apprezzo l’interessamento di Clara, se vuole materiale io sono a disposizione.

  24. mi correggo: anzi…?
    Non vivendo a Ispica ( almeno per ora) volevo sapere che cosa ha fatto nello specifico l’associazione, non era una critica.

    Se hai del materiale e me lo vuoi spedire o consegnare a Natale a Ispica, ringrazio anticipatamente.

    Saro vorra garantire la serietà, se non l’impegno, della richesta.

    Saluti

  25. Giuseppe, non è necessario che ti faccia da garante, la credibilità in questo luogo (e non solo) te la sei conquistata da solo, con la serietà e l’originale modo di propore le tue spesso condivisibili riflessioni.

  26. inviando una mail all’ente regionale, esponendo il problema in questione, mi è arrivata una risposta del tipo: “PROVVEDEREMO A FAR GIRARE LA SUA MAIL A CHI DI COMPETENZA, IN OGNI CASO LE LASCIAMO I NUMERI DI TEL. PER POTERLE CONTATTARE LEI STESSO”.
    io mi chiedo: mi stanno prendendo per il c..o, quindi fanno “copia-incolla” per tutte le risposte? O è la prima mail che ricevono per questo problema?
    comunque io non sono in condizioni per telefonare a codeste persone (sono uno studente che a fine mese è rimasto con 2€), se qualcuno ne sente il bisogno posso passarveli volentieri.
    MENOC

  27. Cosa succederebbe se uno andasse dai CC a denunciare i fatti? O in alternatica chi d’altri pensate sia competente da un punto di vista amministrativo e esecutivo ?
    Qui delle leggi sono state infrante, e i diritti di ciascuno (in particolare quello di poter attraversare un terreno, unico passaggio per la spiaggia) ignorati.
    La legge sull’attraversamento della propriétà privata esiste e non è un’invenzione. La corte di Cassazione ha sentenziato: “Nessuna proprietà privata e per nessun motivo può impedire l’accesso al mare alla collettività se la proprietà stessa è l’unica via per raggiungere una determinata spiaggia”. (6.2.2001)

  28. che io sappia cmq, dove c’è il cancello il prof. proprietario è stato costretto a fare delle aperture per far passare i bagnanti…cmq perchè allora non tolgono pure il cancello e la rete???

  29. Di scempi e scempiaggini, purtroppo, in giro se ne vedono a iosa. Per questo, in tutta sincerità, mi meraviglia che un cancello sia riuscito a scatenare l’ira del “sinedrio”.
    Scusate, ma questa volta vorrei fare l’avvocato del diavolo.

    La legge Galasso, visto che è stata citata, pone a 300 mt. dalla “battigia” (quella riportata sulle carte nautiche e non l’orma lasciata dalle onde sulla spiaggia) il limite per l’edificabilità degli immobili. Questo limite può, in determinati casi, ridursi a 150 mt. e, ricorrendo particolari condizioni, essere totalmente annullato. Non si spiegherebbe, altrimenti, come nella vicina Pozzallo ci manca poco che costruiscano delle palafitte….

    Sempre a proposito di leggi….

    “La proprietà è pubblica o privata.
    I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
    La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale.” (Costituzione Italiana art. 42)

    Mi risulta assai difficile poter credere che la legislazione italiana contenga una norma di deroga al diritto appena citato. Senza offesa e senza polemica, mi dite dove si trova?

    C’è, però, da dire anche che la legislazione italiana regolamenta gli accessi pubblici sulle zone demaniali (spiagge, laghi….) individuando quelli che, se non ricordo male, sono denominati “passaggi regi”, cioè vielle di accesso facenti parte in tutto e per tutto al demanio pubblico.

    Tornando alla questione del cancello ed a tutto il resto, ricordo che, quando fu sollevata la questione (e stiamo parlando di oltre un anno fa), risultò che l’appezzamento di terreno oggetto del contendere non rientrava nella fattispece dei “passaggi regi” e che, poco più distante (e forse anche un poco più scomodo) l’accesso al demanio era garantito da una viella (questa si “passaggio regio”).

    Forse mi sono dilungato un pochino troppo, quindi concludo con l’incipit di questo commento….

    Di scempi e scempiaggini, purtroppo, in giro se ne vedono a iosa. Per questo, in tutta sincerità, mi meraviglia che un cancello sia riuscito a scatenare l’ira del “sinedrio”.

    Ad Maiora

  30. ma il problema non è solo il cancello…è tutto quello che sta accadendo nella zona cirica, non ultimo i lavori bloccati dalla magistratura all’onorevole autonomista…
    come immagginare uno sviluppo della nostra costa caro pietro?bisogna ancora subire inermi scempi e scempiaggini??
    tu che sicuramente sei più informato di me, il comune ha predisposto un piano spiaggia??vi è un progetto di sviluppo per tutta la costa o solo un progetto che si ferma al lido otello?

  31. Certe volte mi assale la rabbia (ma quella buona) quando leggo i nomi di chi posta e non riesco a capire chi è l’interlocutore potenziale….. Ma la cosa che mi aggroviglia maggiormente le viscere è che Saro lo sa ed io no!!!!!! Ma questa è un’altra storia….. 🙂

    Peppino, Peppino (Venditti continuava “…. figlio dell’amore….”)….. Come dicevo, di scempi e scempiaggini ne esistono a iosa e, cosa che non ho detto, ne continueranno ad esistere.
    Tu parli di “piano spiaggia” (giusto, sacrosanto, necessario) ma non credo sia la soluzione di tutti i mali. Gianni Barrotta, in uno dei suoi commenti, ha inserito un interessantissimo link. Se ti sposi su quella mappa e ti allontani dai faraglioni, vedrai quella che assomiglia ad una vera e propria giungla illogica di cemento che, purtroppo, nessuna legge è riuscita ad evitare e nè ci riuscirà mai.
    Io voglio parlare di mentalità, di consentire agli ispicesi di riappropriarsi culturalmente di un bene che, per anni, è stato visto come “luogo di conquista”. Non parlo di S. M. del Focallo ma del “territorio”.
    Scusate tanto, ma a cosa mi serve rammendare un vestito che non mi appartiene?

    Poi mi dispiace deluderti…. sembra, ma non sono molto informato sulle questioni comunali…. palermitane si, un pochino di più!

    Ad maiora

  32. E no caro mio…. (naturalmente in senso buono)
    Il vestito marcato “FARAGLIONI”, era un bellissimo abito che poteva indossare chiunque… il modello primavera-estate sempre pronto all’occasione, che molto spesso indossavo pure io, ed ogni volta mi rendevo conto che piaceva sempre di più a ciunque avesse l’occasione di provarlo.
    adesso un signor tal dei tali, ci ha messo una bella plastica sopra e la appeso all’armadio, ha chiuso quest’ultimo e ci ha pure messo un bel lucchetto.
    > disse l’uomo cattivo…
    ed ora dimmi: per caso c’è un “passaggio regio” per poter indossare quel’abito che tanto piaceva al popolo?
    MENOC

  33. comunque dopo “un bel lucchetto”, ci doveva essere scritto: ADESSO IL BEL VESTITO è MIOOOOOOOOOOO.
    poi continua come segue. giusto per l’appunto
    menoc

  34. Quella canzone è TRISTERRIMA, io ho impiegato EONI a rimuoverla dalla mia testa e questo è un colpo basso. Io odio ufficialmente Pietro Avveduto. Scusate l’OT, ma lo dovevo dire.

    Peppini melodici a parte, Pietro, se rendiamo potabile il giurisprudenziese lissù c’è scritto che il cancello ci può stare perché c’è una viella adiacente? Se sì insomma… legge alla mano mi sa che c’è stato tanto rumore per nulla. Poi d’accordissimo sul discorso della speculazione edilizia e dell’appropriazione del concetto di territorio.

    Ora vado a piangere da sola pensando a peppino peppino figlio dell’amore.

  35. ….. e lo poteva fare (a meno che non mi dite in quale legge sta scritto il contrario)….

    Caro Carmelo, ne converrai, però, che chi si lamenta (non so se anche in questa piazza) di quel cancello ha la sua brava villetta a 300 mt. dalla battigia… possibilmente 120 mq. di casa (con tanto di mansarda “resa” abitabile) e 20 mq. di verde….
    Non disquisisco sul cancello…. mi ripeto ad libitum…. riappropriamoci culturalmente del nostro territorio….

    Ad maiora semper

  36. Per quanto ne so io, il cancello non lo poteva fare perchè il lavori sono stati fatti in difformità alle regole.
    Le strutture in cemento “liscio” invece che rustico, il fatto che i cancelli (e si perchè sono due…) sono elettrici e quindi ci vogliono lavori sempre in cemento per fare passare i cavi.
    Ma la questione è un’altra: che senso ha recintare un pezzo di spiaggia?
    Che ci vuole fare il nostro dentro il recinto?
    Se poi ci spostiamo nella zona dell’amato autonomista, ci accorgiamo che sta ristrutturando un muro di un rudere…dalle fondamenta!!!
    Ma il comune che fa???
    A titolo di esempio si riporta che Soru in Sardegna ha creato un istituto, la Conservatoria Regionale, che da ora per i prossimi anni avrà il compito di acquistare tutte le zone costiere della sardegna, comprandole dai privati che negli anni hanno devastato, per restituirle ai legittimi proprietari, i Sardi.
    E il comune di Ispica che fa?
    Perchè non proponiamo di fare lo stesso?

  37. Mi meraviglio come un cancello abbia provocato tanto fermento e come anni di abusi edilizi siano passati inosservati…mi sembra un pò strano!Fate bene cmq a portare avanti questa problematica, dico solo di allargarla magari ad interi edifici nati come funghi sulla costa e al mancato riordino urbano di tutta santa maria del focallo se ci pensate bene non esiste ne una piazza, ne una farmacia, ne una piazza, un ufficio postale, fognatura….ecc…
    Ciao ciao

  38. Chiedo umilmente scusa per la citazione “tristerrima” (miiii che parolone!!!!) e ritorno all’argomento del post solo per fare due brevi considerazioni.

    1) Caro Gianni, dal “non poteva mettere il cancello perchè tutti abbiamo il diritto di passare per andare sulla spiaggia” e “non poteva mettere il cancello perchè è stato fatto in difformità delle regole sull’edilizia” ce ne corre di…. mare. Francamente non lo so e, altrettanto francamente, non sono un tecnico. Quindi evito di dare dei giudizi sulla tipologia dei lavori fatti. Credo (e non vorrei sbagliarmi) che su quest’argomento si sia pronunciato già l’Ufficio Tecnico del Comune o (ma non vorrei dire una castroneria) la magistratura. Poi evitiamo di essere “Sori”. Con questo “lustru ri luna” pensate che sia realmente fattibile l’acquisizione di beni da parte di qualsiasi Comune?

    2) La viella, a quanto ne so, esiste ma, come al solito e per colpa della negligenza di qualcuno, è scomoda e poco praticabile. Comunque resta sempre il fatto che l’appezzamento di terreno in questione non è spiaggia e non è un, come dicevo, “passaggio regio”. E’, in tutto e per tutto, proprietà privata.

    3) Caro MENOC, forse mi sono espresso male. Non penso che la spiaggia dei faraglioni, come tutta la fascia costiera, sia un “vestito vecchio” da buttare. Il riferimento era alla percezixone che molti hanno del territorio (nella sua totalità). Ecco il mio invito a far si che gli ispicesi si riapproprino dei luoghi (e della loro storia) prima di mettere mano a progetti di qualsiasi natura.

    Ad maiora

  39. Caro Pietro, che hai scelto di essere l’avvocato del diavolo, sei mai andato in spiaggia passando da(i lati di) quel cancello o simili? E se si, come ti sei sentito?

    Chi come me è alla soglia degli “anta”, ed ha i capelli brizzolati (almeno i più fortunati), ricorderà che ai tempi degli “enti”, ed anche prima, era di moda recarsi al mare al Lido Otello o al V.le Kennedy. Ma quando il mare, per il forte vento, era troppo agitato, o si voleva rimanere un pò più riservati in dolce compagnia, si sceglieva di andare a Ciriga o in una delle spiaggette adiacenti. Ricordate? Si accedeva alla spiaggia con i motorini (Piaggio Ciao e/o Vespa 50 a 3 marce e/o Vespa 50 special a 4 marce, io avevo il Motobecane) e le macchine, tanto era libera…!
    Quest’estate, giornata ventosa, decidiamo con mia moglie e degli amici di spostarci dal Kennedy e portare i bambini laddove il mare è sempre calmo. Non andavo nella zona di Ciriga da anni! Scorgo una stradina di accesso al mare, decidiamo di fermarci. Lascio la macchina all’imbocco della stradina assicurandomi di lasciare libero il passaggio. Poco più avanti un altro accesso chiuso da un cancello, tipo quello in fotografia. Decidiamo per la stradina, è aperta, e non amo aggirare o scavalcare cancelli chiusi! Dalla macchina alla spiaggetta ci saranno circa 50 metri. Avanziamo. Sento una strana sensazione, qualcuno ci osserva. Chiedo a mia moglie: siamo sicuri che non stiamo violando una proprietà privata? Avanziamo un altro pò e sulla destra si intravede una casetta, un filo con dei panni appesi (compresa biancheria intima), dei cani che gironzolano, un albero con attaccata ad un tronco un’altalena, una macchina al fresco sotto l’albero. La strada è talmente stretta che ci tocca passare a pochi metri dall’uscio di casa. Provo imbarazzo, sono in casa d’altri senza essere stato invitato. Non sono un ospite, un intruso. Arriviamo in spiaggia…e troviamo altra gente!
    Il tempo vola ed è già mezzogiorno, bisogna andare. Ombrelloni in mano, bambini in braccio, ci guardiamo negli occhi e scopriamo di pensare tutti la stessa cosa: no, di là non torniamo! Decidiamo di uscire dal cancello, anzi dai lati del cancello chiuso. Non c’è però una strada, una via d’uscita che porta al cancello, ed allora ci tocca superare un dislivello di qualche metro per poi camminare tra sterpaglie e roveti (gentile accoglienza del privato proprietario che ci consente il passaggio) che ci solleticano, si fa per dire, i piedi. Venti, trenta metri ed arriviamo al cancello chiuso. Un pò di spazio ad uno dei lati del cancello: no, con i bambini in braccio non ce la faccio, troppo stretto! Chiedo a mia moglie di passare per prima, lei attraversa e le porgo, una alla volta, le due bambine. Il maschietto è abbastanza grande per farcela da solo. Pochi metri e siamo finalmente in macchina, affaticati, sudati, reo di aver violato una proprietà privata. Sistemiamo il tutto, salutiamo gli amici, metto in moto. Prima di partire io e mia moglie diamo uno sguardo indietro, ci guardiamo e… all’unisono: “CHISTA E’ A PRIMA E L’ULTIMA VOTA!”

    Caro avvocato del diavolo, se l’ente pubblico è lento o assente nell’ordinare il disordine, nel programmare e nel regolamentare, il privato proprietario corre e conquista.
    Il cittadino non indifferente resta disarmato, costretto ad autolimitare la sua stessa libertà!

  40. Concordo in pieno con quello scritto da Carmelo Cataudella.
    Aggiungo però un tema secondo me ancora più importante: perchè a Ciriga costruisce solo una certa tipologia di persone, diciamo fortemente connotate politicamente?
    E fino a che punto il territorio Ispicese dovrà sopportare la cementificazione?
    Lo vogliamo capire che si è superato il limite?

  41. secondo me siamo tutti daccordo a non tollerare più costruzioni abusive, soprusi, cemento.ma quali possibili soluzioni, cosa possiamo fare concretamente???
    Voi che siete pià informati di me, che non mi trovo a ispica, cosa sta facendo legambiente?e la magistratura?
    discutiamo ora delle possibili soluzioni.
    Un esposto alla prefettura?se ne potrebbe parlare con i nostri rappresentati politici a roma. Ho letto che il sen. dei ds ultimamente ha anche presentato una richiesta in parlamento per quanto rigurda le dune di modica minacciate da una costruzione di un albergo a 5 stelle.
    cerchiamo insieme delle soluzioni adottabili ed efficienti..

  42. Ricordo a tutti che la Capitaneria di Porto è competente anche per le violazioni di natura urbanistica in area demaniale. Da noi è già intervenuta “pesantemente” con la denuncia, che pare sia sfociata in una condanna, del leader dell’MPA Lombardo.

  43. Ma mica i post scadono!
    Per me questa discussione non è finita e mi fa molto piacere che ci siano tante persone indignate quanto me.

  44. Salve a tutti.Giuseppe Bellisario, figlio del preside Sesto, cons. comunale, proprietario del cancello e del terreno.
    Ieri sera mi è arrivato un sms da un amico.”Guarda cosa scrivono su spacc…” questo recitava l’sms.
    Non uso il computer, lo faccio raramente;preferisco, nei momenti di pausa, suonare una mazurka o un notturno di Chopin, o ascoltare un bel concerto per piano e orch. di Mozart o Bach.
    Saluti al padrone di casa R.Fronte e complimenti per tutto(..è questa la formula per chi scrive la prima-e l’ultima – volta.. no?).Bene.Benissimo.
    Ringrazio G.Barrotta per aver pubblicato questo tema e per aver immesso in rete il mio cancello:è vero, le condizioni sono tali che urge una bella tinteggiata sullo stesso e qualche pianta quà e là.Anzi mi chiedevo:Francesco Lauretta, tu che con i pennelli ci sai fare, sei libero per le vacanze di Natale? Così, invece di scarabocchiare sulle tele, faresti un lavoro utile per la collettività!! Fammi sapere.A te la scelta del colore.Grazie.
    Voglio però dire a barrotta che quando si lanciano messaggi del genere, occorre, prima di disquisire sul tema, possedre una certa cognizione del caso,valutare alcuni aspetti, approfondire alcuni elementi,conoscere certe circostanze di fatto, e che non si possono lanciare provocazioni all’insegna della improvvisazione, della approssimazione, senza avere una minima conoscenza circa tematiche che si vogliono far acquisire e rappresentare.Perchè vedi, caro Barrotta, forse papà non ti avrà detto che, a parte la possibilità del reato a cui ti sei esposto nel dire che i lavori sono stati commessi “in difformità” ecc(Stai attento!), quando un bene non è demaniale o non è gravato da restrizioni particolari(riserve, parchi), o non è oggetto di particolari provv. quali il sequestro o esproprio, è un bene suscettibile di costituire un diritto di proprietà.
    Perciò, dire che il proprietario(in questo caso io) non doveva o non poteva recintarlo, equivale a sostenere una tesi che neppure i bambini di 3 anni fanno, scadendo nel ridicolo più assluto.E’ vero, c’è chi ha “costruito mura e case” in chiara ed aperta violazione delle leggi in materia, ma lo scrivente, proprietario, su quel terreno non ha spostato una sola pietruzza senza che questa non fosse assistita da un’ autorizzazione:Capiteneria di porto, Sovrintendenza ai beni cult. ed ambientali, Comune di Ispica, Ufficio tecnico, Ufficio delle Dogane, Forestale.Documentazione tutta comprovata e comprovabile.E non valgono le argomentazioni che conducono a ritenere come questi organi siano collusi o chiudano un occhio, perchè alla fine, tutto ciò che è stato realizzato dallo scrivente non è altro che una recinzione, con pali in castagno(nonstante il disegno prevedesse un muretto di 50 cm, richiesto ed approvato)e due cancelli che, seppur troppo grandi per la funzione a cui sono destinati(anch’io rimasi quando li vidi )sono stati realizzati nel pieno rispetto della legislazine.
    Non abbiamo mai ricevuto una denuncia ne subito alcun procedimento.Soltanto un’ipotesi fu sollevata circa la esistenza della strada interna, poi prontamente rientrata, dimostrando, con mappe e carte, la esistenza della stessa da almeno 100 anni.Le stesse mappe, le quali, “non prevedevano alcun passaggio regio” sul fondo, ma, nonstante ciò, ripristinato dallo scrivente e oggetto di utilizzo da parte di chiunque, essendo oggi ufficialmente pubblico,per effetto di un contratto di cessione al comune, intercorso tra lo scrivente proprietario e il comune di Ispica.Altri, non hanno avuto questa sensibilità!
    Quindi, Barrotta, non perdere il tuo tempo,e utilizzalo per studiare, perchè sarà solo e sempre tempo perso.
    Inoltre dico a Carmelo Cataudella, il quale s’è abbandonato a considerazioni , non solo false ed esagerate, ma strumentali ed inopportune, che quando “ventenne” andava a ciriga, utilizzava due passaggi:quello in cui ha ravvisato, l’esate scorsa, la volontà di non volere utilizzare a causa dei panni stesi…e l’altro, più avanti, quello praticato da sempre, e che è utilizzato tutt’ora, oggetto della cessione di cui sopra, forse con la sola restrizione di essere stato concepito in maniera tale da non far passare pure le auto, come facevi scelleratamente pure tu.Lo stesso ed unico passaggio esistente, anche allora, posto che il terreno di mia proprietà, sul quale sei passato con le difficoltà riscontrate l’estate scorsa,era fino a due anni fa, UN BOSCO DI CANNE, STERPAGLIA E DISCARICHE,dove solo un pazzo si sarebbe potuto imbattere e che non si pensava neanche che esistesse.Solo dopo averlo ripulito ci si è accorti che c’era un bel fondo, sul quale gravava un diritto legittimo di proprietà.Dunque, assodato che i tuoi disagi si fondavano sul fatto che non volevi usare un passaggio pubblico per problemi tuoi, ne emulare la stessa pratica di 20 anni prima utilizzando un passaggio pubblico poco più in là,così come fanno tanti cittadini sereni e tranquilli,oggi posso solo consigliarti anch’io la individuazione di lidi più idonei alle tue sopravvenute difficili esigenze:è vero, gli anta fanno brutti scherzi!!
    Ancora.Parlando della sola CIRIGA,il mio fondo si estende per una grandezza tale da interessare la spiaggia antistante(nel senso che è prospiciente il mio fondo, non che sia preclusa) per circa 1/10(10 per cento) dell’intera spiaggia di ciriga, considerando che la spiaggia suddetta si estende per circa 1 km e mezzo.Bene.Ma perchè, negli anni, ma neppure oggi,nessuno ha mai detto qualcosa, quando sono stati ostruiti innumerevoli passaggi; quando sono stati alzati più di 300 cancelli; quando sono stati realizzati costrusioni a due piani con muri alti, con strade e viuzze, con piste da ballo e campi da tennis?E parlo della sola zona di Ciriga.Cioè: mettendo da parte il mio terreno, perchè, per la rimanente parte dei 9/10(ovvero il 90 per cento),nessuno si è mai accorto di niente?Forse perchè il tutto veniva realizzato in maniera soft, graduale,con adattamenti idonei a non dare all’occhio,a non far evidenziare le alterazioni(macroscopiche in realtà), anche ad un occhio più attento, con lavori lenti, camuffati, costanti ma inesorabili?E gli stessi lavori, cari amici, non sono solo una semplice recinzione, ma qualcosa di più, di più grave, perchè, oltre ad ostruire il passaggio a mare, si alzano sul cielo, e al prospetto del mar mediterraneo, palazzoni, cancelloni e tutto quanto vi ho esposto prima.E difronte a quelle opere, non c’è solo una spiaggia, c’è la bella spiaggia di Ciriga!!!Praticamente, per essere chiari, la recinzione del mio terreno interessa l’ultima parte di una costa, quella di Ciriga, INTERAMENTE RECINTATA E URBANIZZATA per una estensione pari a più del 95 per cento, e per una mole di opere, che per tipo, numero e natura, non può sorreggere nessun ordine di paragone o di confronto.Un confronto che non è nemmeno concepibile.
    Sul mio terreno non troverete mai di tutto questo; non scorgerete mai una costruzione in muratura e neppure di altro tipo; non vedrete mai muri o barbecue o , chessò, opere di vario genere.Quel terreno, sottratto al bosco di canne più fitto e alle discariche di incivili,sarà solo un giardino, con alberi e piante e niente di più.
    Ma voglio finire con due considerazioni, una di tipo interrogativo , l’altra di semplice constatazione.
    La prima:Caro Cataudella, vista questa nobile e legittima sensibilità ambientale, paesaggistica e culturale, di cui ti fregi e che assurgi a ruolo di civile inclinazione delatoria,sapresti parlare dello scempio che si sta compiendo ai danni delle cave, in particolare della “cava salvia” , teatro di costante distruzione di un abitat unico al mondo e incontestabile patrimonio caratterizzante la nostra bella cittadina?Riusciresti a focalizzare e a renderci partecipi di tue considerazioni sull’importantissimo problema? Aspetto tue notizie.
    La Seconda.Caro Gianni Stornello, il mio invito è di essere più originali.L’assunto tuo , pubblicato e reiterato su questo sito, in ordine alla considerazione per cui Ispica è anche una città costiera, è stato da parte mia sollevato in consiglio, nella seduta del 19 Ott(vedi sez. Audio cons.comun. 19 ott http://www.quintobellisario.it), dove, nell’occasione di trattare il punto all’ordine del giorno sulla fascia costiera, ravvisai l’importanza di una politica a favore delle nostre spiagge, e dell’intera fascia costiera, in quanto rientrante in un unicum di elementi, tipici dell’entroterra(vedi cava, barocco, altopiano ispicese-modicano), con quelli peculiari della cultura marina e costiera, combinandosi diversi elementi, apparentemente contrastanti, ma idonei a rappresentare una identità varia, eterogenea e, nello stesso tempo,pregnante della cultura autoctona ambientale, storica e siciliana.Ciò che tu… pensi… e ti preoccupi di esternare, è già superato e risuperato.Sii più serio ed originale.
    Infine, per chi volesse incontrarmi e sottopormi “de visu” le sue perplessità, evitando di ricorrere a strumenti di difficile reperibilità identificativa, può farlo incontrandomi in cons. comunale, nei giorni di riunione, a partire da Lunedi 4 dic dalle ore 19.00.Saluti e grazie.

  45. E’ bene che la discussione continui qui come in altre sedi. Quanto all’attività della Capitaneria di porto mi riferivo ovviamente a quella di Pozzallo che ha competenza su tutto il litorale della provincia e quindi anche su quello ispicese. E’ stata la Capitaneria di Pozzallo ad avviare il procedimento a carico di Lombardo, violando, come si dice, un “santuario” importante. Con questo non voglio dire che abbia finito il lavoro. Come vediamo dovrebbe continuarlo con lo stesso coraggio e la stessa determinazione. Se volete sapere la mia: sono molto fiducioso.

  46. salve,
    questo è il mio primo commento e ne approfitto per dare un saluto ad autori e commentatori del blog.
    finiti i convenievoli e premetto che anche per me è una indecenza doversi far offrire il caffè dai privati per andare in spiaggia.
    il problema però è sempre uno: non si possono mettere in croce i privati proprietari che in quei terreni sono a casa propria. a mio avviso la colpa è di chi ha l’onere dela manutenzione e della custodia dei passaggi ma che con assoluta negligenza li lascia in balia del passare del tempo.
    l’unica, a mio avviso, sarebbe dare una occhiata alle mappe edindividuare i passaggi pubblici e da lì cominciare a fare domande a chi di dovere(sindaco, capitaneria di porto, assessorati regionali). se non rispondono secondo l previsioni della legge si va al passo successivo.
    concludo facendo osservare che nelle zone in cui si è costruito dove o come non si potrebbe stanno persone di varie estrazioni politiche: l’inciviltà è un qualcosa di politicamente trasversale.

  47. Fotografare la situazione dall’alto è illuminante. Fare nomi e cognomi è bene. Le condanne va bene. Ma torno a dire che ci vogliono le ruspe! Che ne dite ?

  48. Per quanto mi riguarda non è un fatto personale; Bellisario non ho niente contro di te, se le cose che ho scritto sulla recinzione sono sbagliate,pazienza me ne faccio una ragione e ti chiedo scusa.
    Non sta a me giudicare, saranno gli organi preposti a controllare.
    Sono un pò pesanti i riferimenti a mio padre; non so se vale per te, ma io tutto quello che ho fatto l’ho fatto senza il papà che mi spianava tutte le strade..
    Grazie per il consiglio di studiare, ma rispedisco al mittente: i miei studi universitari sono finiti da oramai 6 anni (non ci voglio pensare, il tempo passa troppo in fretta…), non so se vale lo stesso per te.
    Ma mi piacerebbe spostare questa discussione su termini più civili.
    Nel tuo commento denunci anche tu la cementificazione della bella Ciriga, benissimo, mi piacerebbe sapere i politici di
    Ispica, di cui tu sei un rappresentante e anche un discendente, cosa hanno fatto per impedirlo.
    Ne’ la semplice constatazione di una situazione inaccettabile può da sola giustificare ulteriori costruzioni.
    Tu sei disponibile a portare avanti una battaglia contro gli abusi edilizi sul nostro territorio?

  49. Carissimo Giuseppe Bellisario, non credevo di violare un tuo copyright parlando della necessità, per Ispica, di prendere coscienza di essere un comune costiero. Vorrei capire una cosa: da che parti stai? Non parlo della parte politica (quella è difficile individuarla) ma, in riferimento al problema. Se stai dalla parte della costa e dei suoi problemi non puoi narcisisticamente accontentarti di uno o cento tuoi interventi in consiglio. Hai il dovere istituzionale di vedere risolta la questione o quanto meno di vederla avviata a soluzione. A parte i bla bla (il tuo compreso) soluzioni non se ne vedono. Nell’articolo scritto per L’immaginario, richiamato nel mio commento al post di Barrotta, ho detto che la soluzione può trovarsi in ambito europeo, visto che è l’Unione Europea ad avere varato un programma di studio e di intervento per le zone costiere partendo dall’erosione. Si dà il caso che quando parliamo delle nostre coste parliamo delle coste meridionali d’Europa. L’originalità non stava nel problema affrontato, ma nella soluzione indicata. Preso come sei dal gioco della politica, diciamo che ti è sfuggita. Se hai veramente a cuore la risoluzione del problema, dovresti benedire gli spunti, i suggerimenti, le indicazioni, le osservazioni sull’argomento e soffermarti, anche con un approccio critico, su di essi. Questo è anche agire con serietà quando si riveste un ruolo pubblico. Evidentemente, la serietà non la conosci. Ecco perché non la vedi negli altri.

  50. Egregio Stornello, il fatto incontestabile che il sottoscritto stia dalla parte della fascia costiera, è confermato dalla circostanza per cui lo stesso ha provocato “per primo” un dibattito(cons. comun.Luglio 2005) in merito al problema dell’erosione delle coste Ispicesi, relazionando sulle possibili cause, e indicando, nei limiti, anche i possibili rimedi.Non solo.Sempre il sottoscritto, in un altro consiglio, ha portato avanti un’altra iniziativa( con relativo inserimento all’ordine del giorno e intenso dibattito), circa la individuazione dei passaggi a mare, che negli anni sono stati, clandestinamente ed arbitrariamente, chiusi dai proprietari, in ragione di una pratica costante a cui quest’ultimi si sono prestati ai danni di tutta la comunità Ispicese.Anche in quel caso, dibattiti serrati, individuazione dei vecchi passaggi regi, esame di mappe catastali, possibili misure concrete.Io ho fatto questo:attendiamo gli sviluppi.Non ne eri al corrente?Ma dove vivi?
    E continuerò a fare.Vedrai.Di certo non potrò essere io a risolvere un problema che, a parte la complessità del tema e la esigua disponibilità dei comuni in termini di strumenti normativi, si protrae da ben 40 anni, quando lo stesso tema muove tutt’ora un dibattito regionale e nazionale, in cui sono coinvolti “migliaia di comuni”, nonchè “esperti, Associaz. Ambientaliste, Procure, Magistrati,Governo centrale, Comunità europea”,e sul quale non si riesce ad individuare soluzioni tese a contemperare esigenze di tutela ambientale a quelle di giustizia e di ordine pubblico.Tu pensi che sia così semplice? Bene. Organizzati.Dimostralo.Ma non pensare che il solo fatto di augurarsi che la magistratura o altri organi competenti possano estendere i propri strumenti di indagine e di soppressione dei reati edilizi, giovandosi del fatto di come in alcuni casi tali risultati siano stati raggiunti,possa costituire una valida e “seria” volontà di adoperarisi per una giusta causa.Quello è autentico narcisismo.Quello è un fare di pura passività; di un agire nell’ombra e nella speranza.
    Quanto al mio appunto, in merito ad una tua inoppugnabile mancanza di originalità e ai tuoi, seguenti, deliranti rimproveri, su mie presunte responsabilità circa soluzioni possibili che avrebbero dovuto corroborare i miei interventi, è vero, sono responsabile.Responsabile per essere stato così delicato da non infierire su di te e su di una tua magra figura, avendo omesso volutamente la circostanza per cui, in quella sede, durante la mia esposizione,introdussi anche la possibilità di interventi da parte d’Unione Europea, invitando l’Amministrazione ad una azione di pianificazione per un dialogo sinergico tra comune, regione e Unione Europea.Ora, siccome non credo nella Parapsicologia extrasensoriale.Nè possiamo contestare che tra i miei interventi e il tuo articoletto s’insinui un’incontestabile “distanza cronologica”,delle due l’una:O sei più accorto di quanto verresti far pensare nell’ascoltarti i consigli su internet ed emulare gli autori di iniziative consiliari …oppure sei assistito da particolari virtù divine che non conosciamo.
    Sai cosa ti dico, che se nell’azione della capitaneria di Porto di Pozzallo coinvolgi pure tuo cognato, Peppe Sulsenti, nell’individuazione degli illeciti “Lombardiani”, penso che l’azione sarà ancora più efficace nella misura in cui magari tuo cognato si presti ad indicare ulteriori elementi per una rapida soluzione del problema.Anch’io sono molto fiducioso!!

  51. A questo punto penso di dover dire la mia. Dopo aver sentito parlare di ruspe, firme, MPA, capitanerie di porti ecc, penso che sto per dire l’unica cosa sensata fino ad ora: io penso che chiunque possa comrare un terreno, con le opportune autorizzazioni e le opportune responsabilità dei signori che firmano le famose carte. Quindi se qualcuno ha dato lautorizzazione a vendere quel terreno, a recintarlo ecc, la responsabilià non è di chi esce i soldi, ma delle persone che permettono la vendita di tale terreno. Ora, la cosa che giudico sbagliata, personalmente è la recinsione a mio parere inutile: è inutile perchè dentro non c’è niente da proteggere, perchè toglie ai cittadini cose (le viuzze in questo senso) alle quali erano abituati (e sappiamo quanto ci costa riabituarci a qualcosa di nuovo), toglie anche pezzi di (raro) panorama alle persone che percorrono la litoranea. In altre parole è inutile. Se fosse stato mio lo avrei pulito (giustamente), avrei piantato un bel paletto con su scritto “Proprietà privata” e stop, avrei lasciato il passaggio (tutto) libero. In fondo sarebbe convenuto a tutti. Imporre la propria presenza come fanno i bambini (“questo è mio e basta”) è, a livello di comunicabilità, sbagliato. Il terreno sarebbe sempre suo e i cittadini avrebbero la loro strada.
    A volte le soluzioni più semplici ce le abbiamo davanti agli occhi, ma la via dell’arroganza prende tutti (ed è ache più folkloristica e più… permettetemi il termine, “sfogativa”).
    Per concludere, per rendere ancora più chiaro il mio commento e per rispondere anzitempo alle domande che frullano nella testa delle persone che non mi conoscono, dichiaro, senza problemi, il poco buon sangue e la molta inimicizia che intercorre tra me è i “proprietari” del terreno in questione.
    Buona continuazione!

  52. Senti, non venire, tu, proprio tu a parlare a me di magre figure ed articoletti. Continua a giocare e a bearti delle tue belle cosettine. E poi: è di pessimo gusto parlare di familiari, non trovi? Che stile, povero ragazzo mio! Mio cognato, il padre di Barrotta, il nonno di questo, la zia di quell’altro. Il cortile è cortile e non diventa mai politica, ricordalo.

  53. caro bellissario..a parole dici che sei dalla parte della fascia costiera, ma nei fatti ti comporti in altro modo…che se senso ha recintare…e poi perchè non hai insistito sui problemi della fascia costiera in consiglio???ne hai parlato per la prima e ultima volta un anno fà…sei una persona caparbia, testarda e soprattutto tenace..
    che proposte hai per la fascia costiera??come si può sviluppare la fascia costiera se ci sono persone come te che recintano, in un posto che come hai detto tu non sorgerà nulla.
    perchè non prendi un impegno, visto che tu sei anche consigliere comunale, per risolvere il problema della fascia costiera, per far si che sia un bene di tutti e non di qualche furbetto del quartierino..

  54. L’intervento di Giuseppe Bellisario mi fa pensare. Incarna la mentalità italosiciliana che per fare qualsiasi cosa bisogna ricorrere alle conoscenze: chiedi a tuo padre di qua, a tuo cognato di là… Facile rivolgersi al parente che ti fa il favore! Mi pare che qui chi si sta occupando del problema stia facendo tutto con le proprie forze e mettendoci nome e cognome, oltre alla faccia. Io sono con loro e se posso fare qualcosa battete un colpo.

    PS: Approvo anche il metodo utilizzato per diffondere: il blog e internet, quale strumento più appropriato?

  55. Chi ha mai asserito, caro Stornello, di aver parlato di politica, con te? Lungi dal farlo.
    Sai che disse un illustre politico Ispicese.., passato a miglior vita, nei confronti di un… “giovane collaboratore”…sempre tra i piedi:poverino, il ragazzo è convinto di essere qualcuno, di voler fare chissà quali cose, anche in politica, non capisce che è una nullità!
    La storia gli ha dato ragione!!

  56. Non so quale storia abbia studiato tu. Ci conosciamo tutti, per fortuna, ad Ispica e fuori. I risultati, caro mio, contano i risultati e non le chiacchiere fra comari che, a parte il fatto di non ritenermi tua comare, non interessano i frequentatori di questo blog la cui statura e la cui intelligenza meritano di affrontare il problema. Ecco, il problema. Il tuo carico di veleno inconcludente e parolaio aveva anche questo scopo, allontanare il problema vero. Allora: punto primo, hai voglia di dire quello che vuoi, non ti rispondo. Secondo, mi rivolto agli amici che hanno partecipato o che hanno prestato attenzione alla discussione e che non hanno ancora sbattuto la porta come ha già fatto qualcuno: dove eravamo rimasti?

  57. caro giuseppe bellissario…..mi sa che scrivi in questo blog solo per offendere e denigrare…sembra che capisci solo tu e gli altri siano solo dei ciuchi.non hai detto ne una proposta per la salvaguardia delle nostre coste, ne una proposta di sviluppo…hai solo offeso, prima il papà di gianni poi stornello…tu parli come se fossi un politico navigato, come se avessi fatto qualcosa di utile per la società, come sei avessi ricoperto qualche ruolo importante,o cosa…ti dichiari dalla parte della fascia costiera ma ne hai parlato in consiglio più di un anno fà, e basta……sei in consiglio perchè i voti te li ha procurati tuo papà, se no hai 2 voti..
    ho assistito a diversi consigli comunali, e ho avuto modo di assistere a qualche tuo intervento, peraltro confusionaro, senza una trama vera e propria…hai fatto solouna proposta che è quella di aprire il corso umberto, ammazza che proposta per il bene della città, complimenti, tu sì che sei un politico valido, con le idee chiare…

    cari amici continuiamo la nostra battaglia…che ne pensate di riunirci sotto le feste in qualche posto per affrontare il problema??vorrei approfittarne delle feste perchè c’è più gente, ci sono gli studenti che tornano…

  58. shhhhhhhhhh boooooooooooooooommmmmmmmmm!!!!!!!!

    io appartengo alla parte di ispica emigrata al nord per motivi di studio….
    e state certi che ci sarò, basta che sia dopo il 21!!!

  59. No cari, non mi presterò al vostro gioco.
    Siete stati già troppo “illuminati” delle mie considerazioni.
    Mi congedo per dedicarmi ai miei ultimi studi giuridici, e, nei momenti di pausa, continuare a suonare il piano, alle Consolazioni di Liszt,gli Studi di Scriabin, i valzer di Chopin…
    Ciao a tutti e scusate se ho esagerato.G.Bellisario

  60. ti avevo chiesto cosa pensi della fascia costiera e di un suo possibile sviluppo…grazie per l’illuminazione…Infatti non hai risposto…penso che sei stato veramente illuminante non rispondendo..cmq buono studio

  61. Ohps! Che caspita succede? sono stato fuori tre giorni e ritrovo tutto sto bel casotto?

    Ringrazio Giuseppe Bellisario per aver ri-utilizzato nei suoi commenti alcune delle tesi da me esposte. Lo ringrazio anche per non aver citato il mio nome…. non avrei gradito essere tirato in ballo nei “curtigghi”.

    Riprendo e ribadisco l’invito di Gianni Stornello. Dopo questa “pausa mentale”, dove eravamo arrivati con i discorsi seri?

    Per l’amico Carmelo Cataudella.
    Francamente non riesco a capire il “tenore” del tuo commento. Non riesco a capire se, per te, il mio voler essere “avvocato del diavolo” è una colpa o no. In ogni caso cerco di illustrare meglio ed integrare la mia posizione alla luce di quanto ho trovato scritto.
    Non ho mai messo in dubbio la necessità di trovare una soluzione al problema dell’ingresso sulla spiaggia di Ciriga (e non solamente questa), essendo pienamente consapevole (anche se non per conoscenza diretta dei luoghi) delle difficoltà di accesso esistenti. Nello stesso tempo, però, ho creduto utile puntualizzare che, sebbene Giuseppe Bellisario non sia (per me) quello che si può definire un “simpaticone”, tutti i discorsi che tiravano in ballo leggi e diritti erano, a mio avviso, senza alcun reale fondamento giuridico.

    Un piccolo appunto a “non ricordo chi” (dovrei rileggere 68 commenti e, francamente, mi scoccia) sul fatto che nella zona di Ciriga ci sia una alta “concentrazione politica”. Anche vicino casa mia c’è una forte concentrazione “di sinistra”, non per questo, però, imputo a questa parte politica la non soluzione di alcune problematiche esistenti nel mio quartiere.

    Ad maiora.

  62. Forse non ho capito… basta saper suonare il piano, ascoltare Chopin, MoZart & co. per sembrare al di sopra degli altri?
    Chi mi consiglia qualche musicista di quel calibro? Così mi vanto pure io

  63. Ma cosa c’entra la sinistra e la destra?
    Ma cosa c’entra Mozart?
    Mi cascano le braccia.

  64. E così, anche se mi scocciava, ho dovuto rileggere i 68 commenti e trovare la frase a cui mi riferivo.

    Gianni, guadrda che è proprio una tua frase poi…..

    Commento n° 44 di Gianni Barrotta:
    “…Aggiungo però un tema secondo me ancora più importante: perchè a Ciriga costruisce solo una certa tipologia di persone, diciamo fortemente connotate politicamente?…”.

    Ho, forse, frainteso il senso? Se è così, come disse un certo “polacco”: “Se sbaglio mi corriggerete!”……. 🙂

    Se, però, ho compreso bene il senso, scusa ma la domanda la pongo io: “Cosa c’entrano destra e sinistra?”.

    Ad maiora.

  65. Da qui in poi il pavimento è bagnato, occhio a non scivolare e a non imbrattare gli ambienti comuni.
    Ho fatto un po’ di “pulizie in divenire”, cioè intenzionalmente riguardanti il futuro. Sul passato, non mi permetto di cancellare una virgola, le tracce rimangono come le ferite oneste di qualche pugno che ha animato il ring, ma soprattutto quelle legate a qualche colpo sotto la cintura (e, chi ha palle sotto, capisce cosa intendo).
    Vi voglio bene, ma non toglietevi le ali che hanno fatto volare questa nostra piazza ad un giudizio che indica il “PageRank” di 4/10, che detto in parole povere è un giudizio eccezionalmente elevato, attribuito dagli analisti di pagine web, nei confronti di questo sito nato appena dieci mesi fa.
    Buona Spaccaforno a tutti.
    Saro.

  66. Fortemente connotate politicamente = destra?
    E quelli di sinistra cosa sono, debolmente connotati politicamente?
    A scanso di equivoci e per capirci con chiarezza, se un politico, che sia di destra o di sinistra, viola le leggi o commette abusi, per me è ugualmente degno di biasimo.
    Ci siamo capiti?

  67. Gianni, non vorrei che una “parentesi” prendesse nuovamente il sopravvento su un dibattito che, fino a qualche giorno fa, si è rivelato interessante, costruttivo e civile.
    Per chiudere questa parentesi sulla “connotazione” vorrei siggerirti una chiave di lettura chiarificatrice del mio commento.
    Il mio appunto era riferito semplicemente al fatto che tu indicavi come “tema importante” il fatto che a Ciriga “costruisce solo una certa tipologia di persone, diciamo fortemente connotate politicamente” e che, di conseguenza, lasciava intendere una chiara allusione al fatto che le cause dovevano o potevano essere ricercate nella “connotazione politica” di chi ha costruito in quel luogo.
    Una allusione che, a mio avviso, avrebbe contribuito a rimettere fuori carreggiata il confronto aperto su questa piazza.
    La mia allusione alla “sinistra” (che poi non lo so se veramente vicino casa mia c’è tutta questa concentrazione)voleva solamente essere un richiamo a non impantanarsi su una non-tematica.
    Detto questo, vorrei, però, riprendere nuovamente il dibattito da dove era stato lasciato.
    Per colpa tua 🙂 ho letto i commenti di questi ultimi tre giorni. Ho letto proposte di intervento che chiamano in causa magistratura, prefettura, ecc… Ho letto anche di interventi da fare tramite l’Unione Europea. Ho letto anche delle “disavventure” estive di Carmelo e famiglia.
    Anche se Saro ci invita a “volare alto”, la mia proposta è di rimanere per un momento con i piedi ben piantati per terra e di ricercare quegli interventi “semplici” che possano contribuire fattivamente a, se non risolvere, quantomeno iniziare ad alleviare una situazione poco piacevole.
    Ovviamente non mi riferisco al “cancello” (e vi pregherei di non citarlo più perchè sta diventando un discorso stancante, anzi “palloso” è il termine più esatto). Mi riferisco a tutte le problematiche legate al nostro territorio.
    Concordo pienamente con l’amico Gianni Stornello quando dice che gli ispicesi non abbiamo ancora preso coscienza, per esempio, che la nostra Ispica è (anche) una città “marinara”.
    Non concordo (almeno in parte) con Carmelo Cataudella quando, parlando di assenza o lentezza dell’Ente Pubblico (lo chiamiamo “Comune”?), lascia intendere che la causa e colpa di tutto è da ricercarsi nell’immobilità ed assenza di quest’ultimo.
    Non sono d’accordo perchè, a mio avviso, il problema (codme ho già avuto modo di scrivere) va ricercato in una assenza “culturale”. Non dimentichiamoci che, per esempio, la “Marina Marza” per gli ispicesi è stato sempre visto non come luogo di sviluppo turistico (con tutte le conseguenze e le azioni del caso) ma come luogo dove costruire una casetta (più o meno abusiva) ed impiantare “a vigna” per assicurarsi il vino per l’annata.
    Attenzione, non giudico negativamente questo “intendimento”, ma è chiaro (almeno secondo me) che una visione così “privatistica” del territorio, alla fine, conduce ad un disinteresse dei singoli verso temi come “salvaguardia e lo sviluppo del bene collettivo”. Penso, per esempio, allo scempio consumato a “Maccuni Jancu”. Penso anche, però, a quei progetti per la costruzione di chalet (mi pare che si scriva così) che il Comune aveva in un cassetto e che li sono rimasti perchè nessuno degli ispicesi ha voluto aderire all’iniziativa.
    Come vedete la tematica è veramente ampia….

    Ad maiora.

  68. Tutto quello che dite è interessante e proponibile.
    Per adesso registro la “fuga” dalla discussione del bellisario.
    Chi è disposto a spendersi in prima persona?

  69. Caro pietro, ma tu investiresti nella nostra fasca costiera nello stato attuale???io no..manca tutto.non c’è una piazzetta, non vi è nulla..è normale che gli ispicesi non aderiscono ad un progetto fallimentare sin dall’inizio..il pubblico, il comune per intenderci, deve investire per primo se vuole che poi il privato investa..deve farsi carico, magari tramite qualche programma dell’unione europea,della sistemazione, della valorizzazione..perchè non stringere accordi con limitrofo comune di pozzallo, ma ti immaggini una costa sistemata e valorizzata che va da pozzallo a punta castellazzo??altro che romagna..col comune di pozzallo facciamo solo accordi per quanto riguarda i rifiuti..bisogna spingerci oltre..e poi sai il 2013 è vicino, e penso che oltre quella data, cioè oltre la possibilità di un aiuto economico della comunità europea, sia inpossibilie una vera sistemazione della nostra fascia costiera….è vero che l’ispicese medio vuole solo la campagna per rilassarsi, ma tutto è il seguito della mancata valorizzazione del luogo..io ho parlato con manenti di pozzallo,colui che gestisce le case vacanze, lui mi ha detto che ormai c’è gente che a pozzallo vive col turismo, o cmq è una buona fonte di reddito..se anche l’ispicese capisce queste cose penso che non andrà lui nella casa di campagna pur di affittarla…ahhha..
    poi per favore non parliamo di maccuni jancu….il sottoscritto ha interpellato più volte la forestale, i vigili sapevano di tutto questo…ma non ho visto cambiamenti…quindi..c’è qulcosa che non mi convince……ncmq non distraiamoci dal discorso principale della fascia costiera..ora vado a sentirmi mozart!!!!hahahah

  70. Concordo pientamente con Peppino. Non si può investire sulla nostra fascia costiera… non avrebbe senso.

  71. Premesso che sono d’accordo per una politica di sviluppo turistico del territorio e che le Istituzioni dovrebbero provvedere alla creazione delle necessarie infrastrutture (ma qui entreremmo nel discorso del piano regolatore e, sinceramente, credo che l’argomento sia, eventualmente, da trattare in separata sede). Vi confesso che, però, nutro dei seri dubbi sul fatto che una piazzetta possa essere in grado di scardinare una percezione culturale del territorio fortemente radicata. Vi ricordate quando il Comune fece installare i primi cestini in paese? E vi ricordate che la gente iniziò ad usarli per metterci i sacchetti dell’immondizia?
    Per quanto riguarda il discorso di incestire sulla fascia costiera, beh, non credo che quelli della Grandi Viaggi siano stati tanto scemi e continuino ad esserlo. Le infrastrutture sono una cosa, l’iniziativa privata è un’altra cosa. Entrambe sono complementari ma, a mio modo di vedere, non simbiotiche.
    Apro e, immediatamente, chiudo una breve parentesi. In questo fine settimana sono stato a Roma. Ho dormito in un hotel situato a 20 mt. da Piazza San Giovanni in Laterano (35 € a notte) ed ho pranzato in un ristorante alle spalle di San Pietro (menù abbondantissimo a base di pesce, costo 30 € a persona). A parte il fatto che posso fornire (in privato) informazioni più dettagliate, riflettevo sul fatto che i prezzi che ho citato sono molto simili a quelli che possiamo riscontrare dalle nostre parti, con il piccolo particolare che Ispica non è certamente Roma. Ora, e chiudo la parentesi, ok sulle infrastrutture, ma l’iniziativa privata non mi pare che sia rivolta verso una politica di sviluppo turistico.

    Ad maiora.

    P.S.: Nulla in contrario su Mozart. Personalmente, però, preferisco Keith Jarrett, Herbie Hancock e (non l’ho ascoltato ma me ne hanno parlato bene) Gianmaria Testa ed il suo ultimo “Da questa parte del mare”.

  72. la piazzetta era solo una delle tante cose, forse anche l’ultima ma era solo un modo per dire che manca tutto…quella che tu hai visto e provato a roma si chiama concorrenza…poi penso che cmq visto quanto costa la materia prima da noi possiamo mantenere i prezzi o anche ad abbassarli…la grandi viaggi certo che non è scema..ma i turisti sono dentro il villaggio, quando escono vengono portati a ragusa, modica e pozzallo…non pensare che vengono a ispica..io penso che il pubblico deve muoversi prima a risolvere il problema dell’erosione della costa e nello stesso tempo muoversi per la valorizzazione..il tutto va fatto insieme…
    su mozart scerzavo, mi riferivo all’amico bellissario che invece di rispondere alla domande ascoltava chopin, mozart…-

  73. ci sarà un motivo se i turisti di Marispica non vengono in paese a fare giri turistici, che per definizione sono fatti per conoscere i luoghi e per spendere i soldi.
    per i luoghi da conoscere ed apprezzare nulla questio( valorizzati poco, tanto o per nulla, ci sono). mettiamoci nei panni del turista che viene in una “ZONA TURISTICA” aspettandosi di trovare ad agosto negozi aperti ad orario continuato; posti dove poter pranzare all’aperto; la strada principale con i negozi( quest’ ultima cosa in particolare mi è stata raccontata da amici baristi che, per fortuna dei turisti, conoscono le lingue). indovinate un pò cosa trovano di tutto ciò? nulla! non penso sia il comune o qualsivoglia ente pubblico a dover aprire tavole calde o negozzi di souverirs. se non si comincia a credere nella nostra città, come fanno a crederci qualli che vengono da fuori?

  74. Cari amici del blog,
    Ho finalmente trovato qualche minuto per collegarmi e dare un mio contributo ad un dibattito che meriterebbe giorni e giorni di seminari di studio. L’ultima volta che sono entrato i commenti erano solo 46, stasera 80. Sentivo di dover entrare da qualche notte. Ho sognato di passeggiare in una bella piazza e … inconsapevolmente ho calpestato una serpe. Per mia sfortuna, il piede non ha schiacciato la testa del rettile, sarebbe rimasto immobile, ma la coda e … sono stato morso. Ho scoperto dopo che era una piazza amica a cui sono affezzionato:spaccaforno! Ma che ci fa una serpe nella piazza di spaccaforno? Non è il suo habitat naturale …infatti, sempre nel sogno, dopo un attimo è scomparsa! E già, era proprio un sogno premonitore il mio!
    Non intendo replicare! Non interloquisco con chi è irriverente, manca di stile e reagisce istintivamente senza riflettere pensando che tutto il mondo sia contro di lui (perchè evidentemente lui è contro tutto il mondo).
    Torniamo al seminario di studi. Caro Pietro, si è mai interrogata questa città su come vorrebbe sviluppata la fascia costiera? Qual’è il modello di sviluppo turistico su cui si vuole investire per la crescita economica futura della comunità? La politica del lasciamo fare, in maniera disorganica e scoordinata, in assenza di una seria programmazione, non credi che negli ultimi trent’anni ha già provocato danni irreparabili nella zona costiera? Si distaccano da una visione privatistica i “cancelli” rispetto alla “vigna” e alla “casetta” più o meno abusiva di cui parlavi tu?
    E’ una questione culturale? Concordiamo in pieno.
    A chi il compito di cambiare le cose: al privato, che pensa in maniera egoistica al suo legittimo interesse, o all’ente pubblico, che dovrebbe lasciare ai funzionari l’ordinaria amministrazione e spendere energie per ampliare le prospettive di sviluppo con progetti ambiziosi e coraggiosi per perseguire il bene collettivo?
    Allarghiamo ed approfondiamo quanto più è possibile i contenuti di questo dibattito, trasferiamolo fuori dal virtuale e sensibilizziamo la nostra classe politica. Nè va del futuro dei nostri figli.

  75. Le responsabilità della classe politica (tutta, ovviamente)non sono una giustificazione valida o, almeno, non sono l’unica giustificazione del mancato sviluppo del nostro territorio. Una piazzetta (peppino lo so che il tuo era un esempio ed anch’io l’ho utilizzato come tale) o qualsiasi altro progetto di “grande respiro” sono, senza ombra di dubbio, interventi necessari e fondamentali.
    Carmelo, mi permetto di modificare parzialmente la tua domanda. Ma le forze produttive (associazioni di categoria in genere) si sono mai interrogate su “cosa vogliono fare da grandi?”.
    Credo che siamo tutti d’accordo sul fatto che una azione “politica” non possa esistere senza una preventiva e concomitante azione “culturale”. I soggetti attuatori della prima mi sembrano banalmente ovvi, ma a chi tocca intraprendere l’azione culturale?
    Voglio lanciare una “provocazione”.
    In un altro post, l’amico Gianni Stornello ebbe a dire (più o meno): “Non chiedetevi cosa fa la città per voi, ma cosa fate voi per la vostra città”.
    Bene! Iniziamo a “fare” mettendo a disposizione le nostre capacità, conoscenze e mezzi. Io metto a disposizione la “mia” associazione culturale, pronto a tarsformare (con l’aiuto e la collaborazione di tutti) progetti volti a “scardinare” la mentalità della “vigna”.

    Ad maiora.

  76. Sembra che tutti siano armati di buoni propositi e aderiscano a questa possibile “riunione” per parlare di questo tipo di problemi.
    Beh, speriamo che questa volta (già, sarò retorico) si metta in pratica questa idea, e non resti solo una teoria abbandonata su un blog.

  77. caro pietro, visto che tu presiedi un’associazione culturale, così penso di aver capito, perchè non organizzare un vero e proprio incontro, magari dal titolo Turismo:quale possibile sviluppo per ispica??? dove può partecipare l’amministrazione comunale, i sindacati, e noi tutti..li si potrebbero lanciare delle proposte all’amministrazione, capire qual’è l’intenzione della stessa…capire pure come ha intenzione di risolvere il problema delle costruzioni abusive nella costa..
    Si pùò anche invitare il proprietario della nuova agenzia viaggi sita in corso umberto, che più che agenzia ho capito che sia un tour operator..cmq sugli inviti c’è da sbizarrirsi…il problema è organizzare…
    poi per rispondere a francesco avveduto, volevo dire, sono daccordo con te quando dice che non deve essere il pubblico ad aprire le attività, ma questo deve far modo che vi siano le condizioni necessarie per far venire i turisti..cioè per esempio dve garantire l’apertura del parco forza sempre, delle chiese, deve stringere accordi con i villaggi turistici della zona…di sicuro non posso tenere io la chiesa aperta, o il parco forza, non posso essere io magari a stringere degli accordi con la facoltà di archeologia di ct per la valorizzazione della cava..a roma ci sono gli studenti che gratis vanno a fare scavi archeologici per la propria facoltà…non può certamente andarli a fare gianni u tedescu(con rispetto parlando)..
    so che c’è un progetto di valorizzazione della cava, bene perchè l’amministrazione non lo presenta alla cittadinanza e magari cercare insieme di far qualcosa…??? si arriverà al punto che magari sarà recuperata una parte di cava, ma non vi è nessuna attività intorno..

  78. SALVE,PER LA PRIMA VOLTA HO LETTO E SCRIVO SU QUESTO SITO CHE PER
    SENTITO DIRE E’CONOSCIUTO PER LA SUA TRASPARENZA E PER LA SUA
    CAPACITA’ DI FAR SENTIRE VICINO ALLA PROPRIA TERRA CHI E’
    LONTANO E
    ASPETTA CON NOSTALGIA DI RITORNARE E RESPIRARE L’ARIA IBLEA.NON
    SCRIVERO’ “NULLA” SULLA QUESTIONE
    “CANCELLO”,ACCENNO SOLO CHE
    PERSONALMENTE LA COLPA RISALE A QUELLE PERSONE CHE TANTO TEMPO FA(E
    NON ORA) HANNO AUTORIZZATO CHE UN TERRENO COSI’ VENISSE COMPRATO DA
    UN
    PRIVATO,POI,MI PERMETTO DI AGGIUNGERE CHE QUALSIASI PROPRIETA’
    PRIVATA(OVUNQUE SIA) PUO’ ESSERE RECINTATA E CHE LA LEGGE TUTELA
    QUESTA DECISIONE.SE SEI IN REGOLA,DORMI TRANQUILLO!!!
    SINCERAMENTE NON MI ASPETTAVO TANTO ACCANIMENTO E CERTE
    “PAROLACCE”
    USATE DA QUALCUNO E POI PROPRIO VICINO AL SANTO PERIODO DI
    NATALE…!SIGNORI(ILLUSTRI E MENO)SPERO CHE QUESTO SITO RIMANGA SEMPRE
    UNA FONTE DI IDEE NUOVE,DI ARGOMENTI INTERESSANTI,NOTIZIE SPECIALI E
    OPERE ARTISTICHE.(QUESTO SERVE).
    CON LA SPERANZA DI UN “SITO” MIGLIORE NON MI RIMANE CHE
    SALUTARE
    QUALCHE AMICO(MIO) CHE SCRIVE QUI…SALUTO:L’ARTISTA FRANCO LAURETTA
    CHE HO AVUTO L’ONORE DI CONOSCERE E APPREZZARE LE SUE OPERE E CON IL
    QUALE HO CONDIVISO MOMENTI LIETI E DIVERTENTI.SALUTO:FRA VITTORIO
    AVVEDUTO,AMICO DI VECCHIA DATA E PERSONA SENSIBILE…SALUTO:PIETRO
    AVVEDUTO,AMICO CALMO E PACIFICO.SALUTO:SARO FRONTE CHE NON CONOSCO
    PERSONALMENTE MA CREDO SIA UNA PERSONA SINCERA E
    PREPARATA.SALUTO:GIANNI STORNELLO DEL QUALE AMMIRO IL SUO MODO DI
    SCRIVERE E LA SUA SCHIETTEZZA.SALUTO:CLARA CORALLO,AMICA E COLLEGA DI
    MASTER E DI VIAGGIO,PERSONA AFFASCINANTE E PREPARATA.MI PERDONINO I
    NON CITATI MA ANCHE A LORO VANNO I MIEI PIU’ SINCERI SALUTI E VISTO
    IL
    PERIODO,I MIEI AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO…!
    PS:COMPLIMENTI PER IL SITO

    Enzo

  79. Auguri per l’anno nuovo anche a te.
    La prossima volta, magari, evita di scrivere il post tutto in maiuscolo, dato che equivale ad urlare (non è un rimprovero eh).
    🙂

  80. enzo non sa cosa vuol dire scrivere educatamente come fanno gli altri. è un po’ troppo preso da se stesso… (questo è un rimprovero, ma non c’entra niente con l’argomento del post).

  81. Forse i rimproveri “personali” dovrebbero prendere vie di comunicazione più “personali” (come la mail ad esempio). A meno che non mi stia sfuggendo qualcosa, sinceramente io leggo un commento educato. Il maiuscolo è solo un “modo”, è niente, e non vuol dire niente, almeno per me che so come scrive Enzo quando comunica via internet (cioè col maiuscolo).
    Rinnovo l’invito fatto qualche tempo fa a saperci prendere anche con un po’ di leggerezza, all’occorrenza. Scusate il piccolo OT.
    Per tornare all’argomento, non ho capito cosa dovrebbe sortire la riunione che si sta caldeggiando. Appurato che esistono delle norme che concedono al cancello di stare dov’è (è un dato di fatto, per quanto la cosa possa dare fastidio), cosa si dovrebbe produrre con la riunione?
    La proposta di scerbare e rendere praticabili vielle e sentieri per l’accesso alla spiaggia può essere discussa in consiglio comunale se presentata da un qualsiasi consigliere. A questo punto, basta andare dal consigliere che preferiamo e chiedergli (o chiederle) di presentare l’argomento in consiglio. Sto cercando di tirare le somme e arrivare a qualcosa di concreto, quindi correggetemi se sto sbagliando.
    Per quanto riguarda il discorso della cementificazione e mancata valorizzazione della costa, magari sì, un dibattito potrebbe servire a fare il punto della situazione e portare all’attenzione della gente il problema. Ma anche lì, credo che sia il consiglio comunale la sede più adatta per TENTARE di far arrivare le parole ad uno sbocco concreto, non un convegno. Le proposte in fondo si possono discutere con calma anche qua, e non credo che Saro avrebbe problemi (la butto lì) ad aprire una sezione apposita del blog per questo argomento e con questa funzione.

  82. Io ripropongo in questa sede una raccolta di firme da consegnare al sindaco.
    So che esiste invece una richiesta di acquisizione delle concessioni edilizie nella zona ciriga depositata all’ufficio tecnico da Legambiente. In quella sede si possono verificare le carte, se qualcuno ne capisce…

  83. Dimenticavo.
    E ora mi vado ad ascoltare Mozart.
    E anche Chopin.

  84. Perchè nessuno ascolta Keith Jarrett? 🙂

    Gianni, scusa, una raccolta di firme? Ok! Ma su che cosa?
    Per chiedere l’abbattimento del cancello?
    Per chiedere la distruzione delle costruzioni abusive?
    Per chiedere……. cosa?

    Clara, l’idea della “sezione speciale” non è malaccio! Ma ritieni che una Piazza “virtuale”, per quanto possa essere frequentata da tantissime persone, può influire sulla Piazza “reale”? Non voglio difendere l’idea (non mia) di un convegno, ma l’idea di una azione concreta in un luogo concreto (senza offesa per questa Piazza!).
    Ribadisco, apire, come suggerisci, una “sezione speciale” che funga da “laboratorio di idee” non è una idea malvagia (Saro permettendo, purchè queste idee trovino uno sbocco fuori dal “virtuale”.
    Mi spingo provocatoriamente oltre… In questa piazza siamo (almeno credo e cerco conferma) in molti a condividere l’idea che sia necessario è importante il riscoprire e riappropriarsi della propria cutura, della propria storia e del proprio territorio. Bene! Perchè, allora, non iniziamo a creare una realtà (chiamatela associazione, circolo o come volete voi) che trasformi in “progetti” e “proposte” tutte queste nostre belle disquisizioni? Ovviamente resta sempre valido (ma non vincolante) l’invito a servirsi della “mia” associazione.

    Ad maiora.

  85. GRAZIE CLARA…PER AVER PRESO LE MIE DIFESE,TU MI CONOSCI E PUOI PARLARE,”QUELLA” NO! RINNOVO I MIEI AUGURI,ANCHE A “QUELLA”…Enzo

  86. potrebbe essere utile una sezione speciale, ma come dice pure pietro questa deve servire poi a trovare sbocchi nella realtà…e cmq penso che un convegno, un incontro vero, sicuramente permette a più persone di partecipare, una maggioranza di idee, cioè mi sembra più democratico.che dici clara???
    poi sul fatto che magari lo dici al consigliere di fiducia, ho dei dubbi…l’unico consigliere che ha partecipato alla nostra discussione(Bellissario per intenderci) non ha risposto nemmeno ad una domanda sul possibile sviluppo della costa, non sul fatto del cancello o no…e poi a quale consigliere chiedere???
    poi sul fatto del cancello, si è capito che ci può stare, ok, e sono daccordo pure con bellisario quando dice che la colpa non è loro ma chi ha permesso di far ciò, anche se non capisco il motivo delle recenzione..
    In un fantomatico convegno, incontro che ho promosso, ho auspicato anche l’intervento dell’amministrazione comunale, dei tecnici comunali,appunto, per vedere, se magari vi sono altre anomalie sulla costa, tipo quella di bellisario, magari che si possano prevenire.Prevenire e meglio che curare…vi immaginate un altra foto su questo blog di un altro cancello, di nuovo le discussioni….no no..
    ok con pietro alla possibile costituzione di un’associazione, purchè apolitica, e apartitica…ma io cmq sono daccordo di servirci della tua associazione caro pietro, e auspico, vista anche la tua preparazione, la tua volontà e il tuo interesse, che ti faccia promotore di questo convegno…

  87. Certo che sarebbe più democratico, Peppino. Quello che volevo dire è che secondo me le soluzioni concrete a queste cose si trovano nelle “stanze dei bottoni” più che negli incontri convegnistici, senza nulla togliere alla valenza civica che avrebbe un convegno.
    A quale consigliere chiedere di presentare in consiglio una proposta di scerbatura e praticabilità delle vielle? A quello che preferisci, a quello che hai votato (se è stato eletto), o a quello che credi che ti rappresenti meglio. A chiunque credi che possa portare avanti l’istanza. Loro sono lì apposta anche per questo.
    A scanso di equivoci aggiungo che mi farà molto piacere partecipare al convegno in questione.
    E ora scusate, vado ad ascoltare gli Iron Maiden… 😀

  88. Non so se “quella” sono io o no, enzo… se si, ho un nome: Elisa.
    Anche in separata sede feci questo discorso ma a quanto pare non ti interessa molto.
    Una delle regole della netiquette (se non sai cos’è: http://it.wikipedia.org/wiki/Netiquette) dice:
    “Non usare i caratteri tutti in maiuscolo nel titolo o nel testo dei tuoi messaggi, nella rete questo comportamento equivale ad “urlare” ed è altamente disdicevole” o meglio è una villania.
    Visto che è una convenzione usata in tutto il mondo, non si capisce perchè tu debba per forza scrivere in maiuscolo. Vuoi essere maleducato? Vuoi distinguerti dagli altri? A me sinceramente dà fastidio leggere 20 righe scritte in maiuscolo… magari è un’opinione personale (o forse no, visto che qualcun’altro prima di me te lo ha fatto notare). Qui non c’è da prendere difese, se uno vuol essere villano faccia pure, ma non se la prenda se gli altri lo sottolineano.
    Con questo rimprovero non voglio essere maleducata, a me piace imparare da chi ne sa più di me e se uno sbaglia, io lo faccio solo notare. Liberissimo di continuare a sbagliare.
    Scusate la digressione.

  89. Bene…. Metto su un bel CD di Brigantoni e rispondo a Peppino (causa indiretta ed incolpevole dell’odio di Clara nei miei confronti!!!!) ed a Clara.

    Se Giuseppe Bellisario ha assunto un determinato atteggiamento (evitiamo però di continuare a parlarne ed a tenere ancora aperte queste “ferite” del blog) non giustifica il dover fare di tutta l’erba un fascio.

    All’interno delle “stanze dei bottoni” si prendono le decisioni, cioè si effettuano delle scelte. Ora, credo sia importante che le decisioni (scelte) non arrivino “sui” cittadini ma “dai” cittadini…..

    Ora… cambio CD e metto anch’io su Mozart……. (visto che nessuno vuole ascoltare il buon Jarrett!!! 🙂

    Ad maiora.

    P.S.: Ringrazio Peppino per quel “vista anche la tua preparazione”….. Sono “rosso”…. dalla vergogna. E, visto che ci sono RICAMBIO ANCHE IL SALUTO DELL’AMICO ENZO (Shhhhhhh!!! Non sono mica sordo!!!!!!!)

  90. CARA ELISA(PER ME SEI SEMPRE QUELLA),E’ VERO CHE QUALCUN’ALTRO MI HA FATTO NOTARE IL MODO COME SCRIVEVO,MA DA PERSONA CORRETTA E MOLTO EDUCATA, L’HA FATTO GENTILMENTE E CON STILE(SARO FRONTE)AL CONTRARIO DI TE CHE HAI USATO LE PAROLE:”non sa cosa vuol dire scrivere educatamente come fanno gli altri. è un po’troppo preso da se stesso….(VEDI LA DIFFERENZA?)DA QUI DEDUCO CHE OLTRE AD ESSERE TU LA POCO EDUCATA,SEI ANCHE “LIMITATA”.IO SCRIVO COSI’ E TU HAI LA FACOLTA’ DI NON LEGGERE I MIEI COMMENTI.
    PS: TU A ME NON INSEGNI NIENTE…POVERA SCIOCCA!!!

    V.Q.M.B.

  91. so che sei lauretao in giurisprudenza e nello stesso tempo fai parte di una segreteria politica, quindi puoi aiutarci a capire e a spiegarci alcune cose che magari noi economisti non sappiamo.
    il problema della stanza dei bottoni e che avendo visto diverse volte qualche consiglio comunale, mi rendo conto che un dibattito civile e democratico come quello che stiamo facendo qui è impossibile…senza polemica…
    non ho capito ora se tu con la tua associazione stai pensando a questo convegno..ci possiamo contare??

  92. “Voce che grida nel deserto…….”

    Qualche commento fa avevo espresso il mio disappunto (scherzoso) sul fatto che non riuscivo ad individuare chi si celava dietro nick o nomi (senza cognomi). Ora, addirittura, c’è uno che sa (in parte) chi sono ma io non so (nemmeno in parte) chi è……. 🙁

    A parte gli scherzi (ma sarebbe veramente un piacere, non vincolante per la continuazione, sapere con chi sto dialogando), Peppino, non darmi titoli e “poteri” che non ho. Non sono in questa Piazza per “aiutare a capire e spiegare agli altri” ma “per capire e spiegare con gli altri” (e non è una leziosità linguistica, ma un mio modo di essere e di pormi nei confronti degli altri).

    Detto questo, la mia disponibilità è totale (“apartitica” ed “apolitica”) e, lo confesso, ho già fatto un giro nella “stanza dei bottoni” per vedere che aria tirava. C’è, però, una cosuccia che mi frena e lascia dubbioso. La “paternità” di questo post è di Gianni Barrotta che, qualche commento fa, ha espresso una proposta diversa e che, riguardo al discorso del convegno, non ha ancora detto nulla (e come lui tanti altri “cittadini” di questa piazza che hanno partecipato alla discussione). Ora, scusa la mia pignoleria, ma vorrei evitare che il convegno nascesse (solo) come mia iniziativa, invece di essere il (per me) naturale punto di arrivo e di sintesi delle idee e delle proposte nate a Spaccaforno.it.

    Ora (e mi ricollego all’ultimo commento lasciato da Gianni Barrotta), l’idea di una raccolta di firme (io la chiamerei “sottoscrizione”) non è da buttare via. Anzi! Potrebbe essere il punto su cui costruire il tutto: la sottoscrizione di un documento (da preparare a Spaccaforno.it e da proporre a tutti i cittadini, ovviamente, di Ispica) che viene consegnato alla fine del convegno a quelli che “pigiano i bottoni”.
    Per fare questo, ovviamente, è necessario “scrivere” un documento…..

    Ad maiora.

    P.S.: Peppino, ho notato che hai fatto un pochino di confusione….. Hai “svelato” la “lettera scarlatta” impressa sulla mia fronte, ma mi confondi (forse) con mio fratello (uno dei quattro, quello che non compare su questa Piazza). Se ti serve un promemoria chiarificatore, da queste parti c’è qualcuno che lo ha già…… 🙂

  93. Il problema della fascia costiera è complesso e complessivo. Nel senso che dall’erosione alla tettoia abusiva, dalla mancanza di una piazza o di un lungomare a quella di una chiesa, dal lezzo insopportabile che proviene nelle calde sere d’estate dal depuratore, alle gare automobilistiche lungo la litoranea in piena luglio (l’elenco potrebbe continuare, ovviamente) è evidente il fatto che manca un’attenzione costante, una politica, anzi delle politiche per la nostra fascia costiera. Ho seguito con attenzione i commenti propositivi e vedo che il massimo comune denominatore è l’esigenza di incontrarsi. Per fare cosa? Credo che lo strumento migliore sia la costituzione di un Comitato civico. Sarà vecchio, sarà rischioso per le strumentalizzazioni che ne potrebbero seguire, ma non vedo altri strumenti. E’ un po’ la riedizione di Mare Sud, un’associazione sorta nei primi anni ’90, presieduta dal professor Saverio Avveduto e della quale era animatore Nino Lorefice, l’ex vice comandante della Polizia municipale. Mare Sud, che credo sia stata sciolta, era molto soft e lavorava tantissimo in vista del periodo estivo. Al punto in cui siamo oggi occorre un impegno molto più incisivo, un lavoro dodici mesi l’anno per essere da sprone e da risorsa propositiva per chi, dalle istituzioni, può intervenire.

  94. Vecchio? A rischio strumentalizzazioni?
    Cosa c’è di più vecchio di un “discutere placidamente in Piazza”? E cosa di (potenzialmente) meno esposto alla strumentalizzazione di un blog?
    No, Gianni, personalmente non mi preoccuperei di questi aspetti. Piuttosto mi lascia perplesso la “forma”.
    Un Comitato Civico lo vedo più rivolto verso una problematica o verso le problematiche di una zona. Così facendo concentreremmo la nostra attenzione solamente sulla fascia costiera.
    Vedrei meglio, allora, una “realtà” (circolo, associazione, o chiamala come vuoi) di più ampio respiro. Una realtà, per intenderci, che guardi al territorio nella sua interezza (centro abitato compreso).
    Comunque, a scanso di equivoci, non avrei alcun problema a dare il mio apporto ad un eventuale Comitato.
    Non vorrei, però, che il dibattito, adesso, si impantanasse sulla questione della “forma”.
    Avrei una proposta. Considerato il fatto che un qualsiasi cosa di serio ed incisivo (sia un convegno, una sottoscrizione o una qualsiasi altra cosa) non lo organizzi in dieci minuti, e che è importante stabilire preparare un contenitore adeguato al contenuto, “facciamo l’appello” e decidiamo un luogo, un giorno ed un orario.
    Chi ci sta lo dica e, poi, ci incontriamo per decidere la “forma”. Per i contenuti (Saro permettendo) possiamo continuare ad utilizzare questa Piazza.

    Ad maiora.

  95. Manifesto il mio interesse per qualsiasi iniziativa che porti l’attenzione su questo problema.
    Mi va bene il convegno, l’associazione, la sottoscrizione.
    Mi scuso per il mio silenzio in questi giorni, sono troppo impegnato sul fronte del mio lavoro.

  96. allora…sono peppino pluchinotta.dubbio svelato…
    son daccordo con te pietro sulla preparazione di una sottoscrizione di un documento anche tramite spazzaforno.it..meglio di due documenti scissi, uno che parla della fascia costiera, problemi attuali e sviluppi futuri, e l’altro riguardante il centro storico(compreso parco forza, cava, e grotte occupate abusivamente) con le stesse problematiche..non inpantaniamoci sulla forma, potrebbe essere un normale gruppo di cittadini attivi..penso che un’incontro si debba tenere in una data compresa dal 22 dicembre ai primi giorni del nuovo anno.per il luogo possiamo chiedere gentilmente a qualche gestore di bar un’eventuale saletta.che ne dite?

  97. Vi propongo la saletta del nuovo pub che si è aperto da una settimana in p.za Mazzini. E’ molto riservata ed accogliente, ideale per un incontro tra amici e tra persone che si conoscono per la prima volta.
    Abbiamo tutti sostenuto che il problema di fondo sta in una forma di handicap culturale, per cui credo che la formula migliore sia l’associazione. I comitati, in genere, sorgono per intraprendere azioni di protesta. Noi,credo, vogliamo essere propositivi e costruttivi, ma anche concreti. A tal proposito voglio informarvi del fatto che una mia amica sta lavorando ad una tesi sulle potenzialità di sviluppo di un turismo di qualità ad Ispica. Potrebbe essere il tema di un primo convegno?
    Ciao a tutti.

  98. ciao raga e’ la prima volta che scrivo e devo dirvi che trovo parecchio interessante tutto cio’ cerchero’ di tenermi informato a riguardo dell’incontro perche’ veramente sara’ la prima volta ad ispica che un gruppo di ragazzi si riunisca per parlare di qualcosa che non abbia come tema le settimane sante e quant’altro di religioso. Non si possono affidare le sorti di una citta’ a fuochi pirotecnici sagre sagrette e feste affini. Bisogna che ci impegniamo con spirito propositivo e senza guardare l’appartenenza politica affinche’ si progetti un terreno fertile per costruirci il nostro futuro e quello delle generazioni che ci seguiranno perche’ ad oggi nemmeno un folle investirebbe un centesimino da noi. comunque a presto e un salutone ad Eddy.

  99. scusate ma se anch’io vorrei un pezzettino di spiaggia, a chi mi devo rivolgere? ricordando che io sono un povero cristo, che sicuramente non cammino sulle acque, ma almeno vorrei passeggiar in spiaggia..visto anche, che da qualche anno a questa parte, le nostre spiagge stanno sparendo, e non si è in grado di fermare questo fenomeno (forse), almeno non permettiamo a questi falsi politici di toglierci il diritto di usufruire dei beni che appartengono a tutti.. non restiamo a guardare

  100. Dò atto al proprietario il coraggio di rivelarsi. Non riuscendo a carpire l’utilità di quel cancello, rimane solo la sua bruttezza.

    In cuor mio non mi rimane che augurarmi che il mare grosso se lo porti via in uno dei prossimi inverni, cosa, lo ammetterete, non del tutto improbabile.

    Meno male che ci sono cose come la suite BWV 996 di Giovanni Sebastiano Bach.

  101. Forse si sta mettendo troppa carne sul fuoco (sbagliato). A quanto so io il Nero Cancello non è la sola costruzione vicina al mare, i terreni accanto hanno anche abitazioni immobili (lo so per sentito dire, non ho visto con i miei occhi) quindi… SI! A pensare a quella zona si può rimanere con più di un interrogativo ma, a costo di essere ripetitivo, le carte ci sono e se proprio volete portare avanti la cosa, penso sia meglio non strafare o vi potreste ritrovare a sbattere il muso contro il muro. Non penso sia stato fatto tutto all’acqua di rose, se quel cancello c’è vuol dire che ci può stare altrimenti, si pagano dei tecnici e dei legali per capire se può davvero starci o meno.

  102. Salve a tutti!

    Perdonatemi se, prima di addentrarmi nel mio intervento, rivolgo a me stessa un “Bentornata” su questo blog. Potrebbe sembrare un atto del tutto autoreferenziale e gratuito, quindi ne spiego subito il motivo: torno a scrivere, ma ho sempre letto. Ho letto tutto, anche questo post e i suoi sviluppi, giorno per giorno. E siccome qualcuno lo ha definito “il post dell’anno”, non potevo e non volevo esimermi dal dire la mia.

    Una volta, una persona (conosciuta qui anche come amministratore del blog, il caro Saro Fronte insomma :)) scrisse: “Cerchiamo il coraggio delle idee, sostenendole con la bella faccia che hanno i nostri nomi”. Ora, di nomi qui ne vedo tanti, alcuni li conosco e li collego ad una faccia, altri meno, altri per nulla. Voglio soffermarmi però sul “cerchiamo il coraggio delle idee”.
    Il fatto che da un blog sia partito un movimento di pensiero, sia stata concepita un’idea, sia stato vagliato un caso, è di per sé cosa buona e giusta. Apprezzabile, anche. La “one million dollar question” è: “Cui prodest”?
    A chi giova lasciare qui, più o meno inanimate, su di un blog, tante idee?
    L’idea è tale quando non resta ferma nei meandri del pensiero, ma la si esprime con parole ed azioni. “Cerchiamo il coraggio delle idee, SOSTENDENDOLE”, appunto.

    Devo dare atto a Samuele Pelligra di aver centrato il problema nel commento qui sopra: se il cancello c’è, vuol dire che ci può stare. Se qualcuno non la pensa così, che si dolga pure di questo. Se qualcun altro, però, non si limita a pensarlo, ma addirittura ne è convinto perché è totalmente certo del fatto che lì, un cancello, sulla spiaggia, non possa starci… agite!
    Formate un comitato cittadino, andate da un avvocato, fate causa ai proprietari, un’interrogazione al Comune, pressate il Consigliere comunale che avete votato affinché se ne parli in Consiglio (sì, proprio così, i Consiglieri comunali servono a portare le vostre istanze nelle… stanze -perdonate la cacofonia- dei bottoni)!

    È facile, troppo facile, sedersi dietro ad una scrivania, con sotto le mani una tastiera, e dare libero sfogo alle pulsioni nascoste.
    È difficile, invece, tanto difficile, avere il coraggio delle proprie idee e sostenerle. Veramente. Magari in qualche aula di tribunale.

  103. Limitatamente al discorso del cancello, credo che le osservazioni di Samuele e di Mariagiovanna (un benvenuto ad entrambi) siano condivisibili e meritino una breve riflessione, specialmente alla luce dell’evolversi del dibattito fatto e ancora aperto.
    smuovere le acque affinchè l’opinione pubblica prenda coscienza di una determinata situazione che interessa tutta la collettività (nella fattispece la necessità di sviluppare il territorio attraverso opportune azioni di valorizzazione) è cosa assai ben diversa dalla individuazione/denuncia di una azione circoscritta ed ascrivibile ad un singolo individuo.
    Nel primo caso lo sbocco naturale (e direttamente commisurato alla sensibilità collettiva) è la creazione di una realtà associativa che si supporti l’azione istituzionale attraverso la formulazione di proposte concrete. Nel secondo caso, come suggeriscono gli amici Samuele e Mariagiovanna, uno sbocco può essere l’intraprendere una azione legale. In questo caso, però, l’attore proponente è il singolo cittadino, che si sente spogliato di un diritto, o un gruppo di cittadini, non necessariamente uniti da vincoli associativi.
    Questa breve riflessione perchè, a scanso di equivoci, non vorrei che il Comitato/Associazione di cui si è parlato venisse inteso come realtà finalizzata ad impiantare processi “ad personam” o, scusate la malignità, “ad politicam”.
    Tornando al discorso sul Comitato/Associazione. Un ok personale alle proposte dell’amico Carmelo Cataudella (luogo ed estenszione dell’invito) ed una proposta: che ne dite di fissare per il 22 dicembre il “termine ultimo” per manifestare l’adesione al “progetto”? Così si potrebbe organizzare questo incontro durante le festività natalizie (sempre che la cosa non turbi i difensori dello stato laico).
    🙂

    Ad maiora.

  104. Un saluto anche da parte mia a Samuele e M. Giovanna. Poche parole solo per dire che è mio desiderio invitare tutti a non fare passi indietro sull’argomento. La questione cancello è ormai superata da tempo. Hai ragione, caro Samuele, quel cancello, e tanti altri, è in regola con tutte le autorizzazioni. Nessuno mai ha messo in discussione che quella è una proprietà privata.
    Dal dibattito, che prendendo spunto dal caso singolo si è via via alzato di livello, la domanda che emerge e per la quale vale la pena incontrarsi ed associarsi è: cosa vogliamo fare del nostro territorio, ed in particolare della nostra fascia costiera, in termini di salvaguardia e nella propspettiva di uno sviluppo turistico
    e culturale che può rilanciare in maniera ordinata (oserei dire ecosostenibile) l’economia di Ispica?
    Caro Pietro, io sono pronto!

  105. OMG!
    Ho l’impressione che il mio commento sia stato travisato. Non mi unisco a nessuna protesta nè faccio niente pro o contro quel cancello. Penso invece che non serve farsi prendere la mano per chi tiene a quel pezzo di costa e vede in quel cancello uno scempio. Ricordo che li la costa c’è da che sono nato e che da allora si parla di futuro, turismo, sviluppo. Non è che si sia fatto tanto in questo senso, in potenza magari ci si potrebbe costruire anche un complesso turistico caraibico, ma per adesso mi sembra che: “E’ ingiusto costruire li perchè qualcuno, un giorno, potrebbe voler costruire un complesso turistico caraibico”
    Devo comunque dire che, da un punto di vista personale potrebbero farci anche un bunker, non sono animato da tanta passione per il territorio in cui vivo come lo sono altre persone o almeno non per quanto riguarda una spiaggia, che è solo bella e niente di più.

  106. io sono daccordo con carmelo quando dice che ormai il discorso del cancello è superato, c’è perchè ci può essere come ci sono le abitazioni vicine.e sono daccordo con pietro quando dice che non dobbiamo essere ne giustizialisti ne politicamente schierati, i processi e le irregolarità toccano ad altre persone e in altre sedi. Certo però noi magari dobbiamo aiutare a vigilare, questo sì..l’incontro non può soffermarsi sulla denuncia degli scempi o sulle cose non fatte,ma bensì deve essere propositivo, di chiarimento e soprattutto come dice cataudella e domandarci cosa vogliamo fare del nostro territorio, cosa vorremmo nel nostro futuro…
    mi dispiace invece vedere, capire e leggere che un giovane (se ho capito bene chi sei) come samuele pelligra non sia animato da passione per la propria terra natia, ma nello stesso tempo consentici di Sognare a noi ancora poveri illusi..
    ora parlando del lato organizzativo, non pensate che sia troppo piccolina la saletta del pub?proporrei pure la saletta dell’american bar,o royal. non pensiate sia più proficuo invitare qualche amministratore? o ancora meglio di no? io comunque ci sono.ok fino al 22.

  107. sono d’accordo con molti e meno(daccordo) con peppino…Buon Natale!!! V.Q.M.B.(Enzo)

  108. Un saluto particolare a Ciccio Avveduto,collega(scarsino) di briscola in 5. CIAO(STO URLANDO)…Ciccio! V.Q.M.B(Enzo)

  109. caro enzo, che urli anche il nome( 😉 ),
    il mio ritorno il 2o/21 vale anche per te (chiamo la donna di coppe…).
    un abbraccio

  110. Mi sembra che il dibattito stia divenendo un pò irreale.
    Assodato che il cancello ci possa stare (ma io non ne sono così sicuro), in realtà a breve distanza da quel cancello ci sono ben altre costruzioni in via di sviluppo (tutti sappiamo quali). Che facciamo? Pensiamo di cavarcela dicendo che se uno costruisce è perchè lo fanno costruire? Ma la soglia di rispetto dei 150 metri?

  111. Oh no, ma perchè il mio cancello è stato relegato ai secondi posti, mi era così tanto abituato.Non sono abituato ad essere secondo!Saro si può supplire a questo inconveniente?
    Ad alcuni dei postatori “autoreferenziati”, inoltre, senza che me ne vogliano,e senz’astio, vorrei dare un consiglio.
    Se pensano che il non aver scritto su questo blog costituisca una ragione per indurre a pensare che , in alcuni argomenti, siano, per così dire, ignoranti e vuoti, che si astengano allora:perchè, quando poi intervengono,”tolgono ogni dubbio”!
    Saluti.

  112. Oh, il Bellisario!!!
    Ti sei stancato di ascoltare Mozart?
    Non avevi detto che non avresti più scritto su questo blog?
    Neanche in questo sei di parola?

  113. Maria Giovanna Gradanti ha ragione quando dice che spesso si pecca di una sorta di presunzione e di logorrea. E’ il vizio di chi scrive e di chi non sa che ha in mano un’arma micidiale che non è la tastiera: sono le parole. Su una cosa non concordo: la delega. Almeno in questo caso. La mancanza di iniziative di governo per la costa sono evidenti. E la costa non è un problema nuovo, emergente che ha bisogno di essere in qualche modo attenzionato a chi ci governa. E’ lì, da anni, in tutta la sua gravità. Ed è stato oggetto anche di confronti elettorali. Il fatto che liberi cittadini pensino addirittura di incontrarsi per affrontare la questione è sintomatico di un “vuoto” che la società civile vuole prendersi la responsabilità di colmare, nel piano esercizio di una prerogativa democratica. Quanto alla magistratura, spesso invocata, testimonierebbe il fallimento di ogni confronto democratico, essendo costretta a svolgere un ruolo “supplente”. Sarebbe, come dire, un’extrema ratio.

  114. enzo potevi pure scriverlo perchè non eri daccordo con me.la prossima che trovo il tuo portafoglio allora non lo riconsegno più..
    ad ispica non vi è mai stato un incontro, che io ricordi, vista la mia età, che affronti il problema del cosa vogliamo per la nostra città, quale futuro. Sono daccordo con stornello quando dice che c’è un vuoto di programmazione, di idee, ed è per questo che un incontro potrebbe aiutarci a chiarirci le idee.
    Il fatto che Peppe Bellisario osa ancora prenderci in giro a noi tutti chiedendoci come mai non si parla più del suo cancello,come a vantarsi che lui non toglierà lo scempio fatto costruire sulla costa,in un modo così arrogante, potrebbe essere anche un punto da trattare nell’eventuale incontro.
    Si potrebbe pure invitare qualche avvocato per spiegarci come funziona il regolamento della costa.

  115. Si inizi con un rapido sguardo alla parte III (beni paesaggistici) del codice dei deni culturali e del paesaggio, senza tralasciare il primo comma dell’art. 149 (D.lgs. 22-1-2004 n. 42).

    Si chiede aiuto ad una associazione di tutela tra quelle riconosciute ai sensi dell’art.13 l 349/86 (www.parchipertutti.it).( se non si ha in interesse legittimo o un diritto soggettivo da far valere).

    Una notte sul “vecchio” piano territoriale paesistico (attenzione non paesaggistico)regionale del 1999 non farà male.

    Si aggiunga la circolare dell’assessorato dei beni culturali e ambientali n3 nel 16-2-2006 circa le procedure di apposizione e gestione dei vincoli paesaggistici.

    Che non manchi la consultazione del piano regolatore comunale.

    Il tutto può essere preceduto e poi seguito da un’accurato sospralluogo dei luoghi…

    Un po’ di sentenze del consiglio di Stato non guasteranno (ma bisogna leggere anche quelle a favore del diritto di recinzione).

    Buon lavoro a tutti gli “avvocati” di buona volontà.

  116. Scusate ma, come si dice, “mi carunu u vurazza”!!!!

    Si sente l’esigenza di incontrarsi per discutere del “cancello” (che pensavo fosse un discorso chiuso e sepolto)? Ok! Nulla in contrario. Vi preannunzio, però, che ho molti impegni quel giorno……

    Gli interventi (come al solito inopportuni) di Giuseppe Bellisario infastidiscono? Ok! Parlano da soli… sono autoreferenziati…. perchè (ri)commentarli?

    Ad maiora

  117. Intanto grazie a Peppino x aver (Quella sera) trovato il mio portafoglio,…ora ricordo.Peppino, il mio “non sono d’accordo” era solo una battuta…! Per quanto riguarda la riunione per il “cancello maledetto” mi chiedo:Ma io sono invitato o no?

    Distinti saluti V.Q.M.B.

  118. io non voglio assolutamente parlare di quel cancello, mi dà solo fastidio che il sig. peppe bellisario si comporti in questo modo, essendo pure uno dei rappresentanti del nostro consiglio comunale . Enzo, certo che sei invitato ma solo se non porti tuo fratello. dai la tua adesione mediante spaccaforno.it…

  119. Carissimi,
    negli ultimi tempi mi sono imposto alcuni principi:scelgo i miei interlocutori per l’intelligenza, l’acutezza, l’ingegno.
    Pertanto, se qualcuno crede che lo scrivente possa cedere alle insistenze di chi voglia ostinatamente ottenere anche un timido cenno nei loro confronti, citandomi, per poter dire, un giorno,”Peppe Bellisario mi ha risposto”….si sbaglia!
    Non amo violare i miei principi!!

  120. Ma il precedenza avevi scritto che era il tuo primo ed ultimo post?
    Diciamo che i tuoi principi sono un pò strani…
    Però ti prego, continua a scrivere e ad argomentare, o se non puoi, fai solo un timido cenno, e noi tutti saremo salvati.

  121. Nell’augurare buone feste a tutti, consiglierei ai patiti del “botta e risposta”, anche nella considerazione che, a quanto pare, vi conoscete, di punzecchiarvi in privato.
    Eviterete di dover difendere dignità e onore violati di fronte a tutti, magari trascendendo in atteggiamenti e “discorsi” che nulla aggiungono alla sostanza della discussione (proprio come questo commento!).
    Un caro saluto al paziente Saro che vede e non provvede; per troppa pazienza, ovviamente.

  122. Saro è paziente e provvido, e in questo caso non so se abbia visto, lo vedo poco per le vie di Spaccaforno. Il commento è stato autorizzato da me dopo uno scambio di mail con l’autore. Mi associo all’appello di Giuseppe di Rosa, e ricordo sempre le recenti pulizie e il pavimento bagnato.
    Buona Spaccaforno a tutti.

  123. io sto cercando anche al di fuori del blog di invitare persone..a che punto siete voi?

  124. Torno a scrivere un commento dopo un pò di tempo, il tempo purtroppo è tiranno.
    Al di la di tutto, sono contento che questo sia stato definito il post dell’anno.
    Mi sono accorto che l’indignazione che ho provato io è condivisa da molti ispicesi.
    Questo mi incoraggia a pensare che forse, se questa indignazione diventasse “numero”, acquistasse un peso tangibile, potrebbe diventare un arma molto forte da spendere sul piano politico (purtroppo finiamo sempre lì….).
    Per questo ho proposto la raccolta di firme; sarebbe come dire che 1000, 2000, 5000 persone di Ispica chiedono al Comune che si occupi di questo problema.
    L’associazione forse è una cosa troppo impegnativa, soprattutto per molti di voi che non risiedono stabilemtne ad Ispica; quanti di voi sono realmente disposti a spendere del tempo per seguire questi problemi?
    E vengo all’incontro che si era proposto.
    Rilancio l’idea di incontrarci,la data è da stabilire, per il posto mi va bene il pub di piazza mazzini o un qualunque bar.
    Attendo proposte.

  125. Cari, cari, cari,
    essendo notoriamente incline, nel giorno di Natale e del Giovedì Santo, ad essere più “Buono” e meno ..”Rispettoso”..dei propri principi;
    e nonostante alcuni di Voi, escludendo Saro,C.Corallo, F.Lauretta,P.Di giorgio, viaggino sui binari della mia “Indifferenza”….:Auguri!
    G.Bellisario

  126. (ri)Salve a tutti (nessuno escluso!).
    Ho approfittato di queste giornate festive per “staccare la spina”.

    Allora, Gianni, che si fa? 137 commenti sono una realtà che, (forse) non volendo, hai “creato” tu! Quindi mi sembra più giusto che sia tu ad “organizzare” e decidere dove, cosa, come e quando!

    Rimango in attesa……

    Ad maiora

  127. Mi sembra che le richieste di Gianni siano chiare: facciamo una raccolta di firme? Chi è realtemente intenzionato a spendere del tempo per seguire questi problemi?
    Credo sia molto importante interessarsi al problema con i fatti e non solo organizzando un incontro per poi spostare l’attenzione su tutt’altro.
    Per questo ha ragione Gianni dicendo che chi abita fuori Ispica può fare molto poco per la causa.
    Io sono a favore della raccolta di firme. Non so però in quanto tempo si possa organizzare e se conviene farla dopo le feste, quando molte delle persone interessate al problema torna “al nord” e non può poi firmare…

  128. Buonasera!
    Approfitto del “post dell’anno” per augurare a tutti che il 2007 porti a ciascuno di voi serenità, gioia e soddisfazioni a iosa!
    Ovviamente, mi sento di estendere l’augurio anche a Giuseppe Bellisario, nonostante abbia appreso dai suoi commenti di far parte della categoria di persone che “viaggia sui binari della sua indifferenza”; mi sembra un fatto nuovo e degno di nota, dal momento che mi aveva addirittura offerto un consiglio (in maniera velatamente indiretta) da egli stesso definito “privo di astio”. Siccome il consiglio non era propriamente meritevole di tale appellativo (sembrava piuttosto un’offesa), vorrei chiarire, una volta per tutte, che nel mio precedente commento intendevo deplorare l’atteggiamento di coloro che conducevano una crociata “contra personam” e difendere il suo sacrosanto diritto a non vedere violata la dignità della sua persona e di cose mobili o immobili direttamente riconducibili ad essa. Pertanto, senz’astio ed in pace con la coscienza, rinnovo il mio augurio di un felice nuovo anno anche a lui.

  129. Propongo di organizzare l’incontro Sabato 30 Dicembre alle 16 all’American Bar.
    Aspetto le vostre adesioni.

  130. Gentile Maria Giovanna,
    siccome sono anche un gentiluomo, se ho erroneamente interpretato il tuo post, me ne assumo ogni responsabilità!
    Ammetterai, tuttavia, come i consigli sinceri, di là di una “velata” ironia, non hanno mai fatto male ad alcuno, non trovi?
    Comunque, poichè i “viaggi” hanno le loro fermate, non è detto che , in una di queste, qualcuno.. possa scendere….
    Pertanto, ringraziando affettuosamente, “reitero” i miei più sinceri auguri.
    G.Bellisario

  131. Per l’incontro…Presente!!! EH! EH! EH!

    Buon Anno V.Q.M.B.

  132. Sono lieto di questi scambi di idee, e sono contento di ospitare il vostro primo incontro nel mio locale.

  133. ….”L’uomo è una passione inutile” J.P.Sartre….

  134. ho evitato di entrare in questo dibattito anche perchè l’argomento, seppur interessante, non è alla mia portata (sono ignorante in materia). Un altro motivo per non partecipare allo scambio di idee è che i toni e le affermazioni spesso sono arrivate ad essere offensive nei confronti dell’interlocutore. Il clima che respiro leggendo alcune risposte è quello dei dibattiti tra cavari e nunziatari nei giorni del giovedì santo o del venerdì santo in cui, a parte giuseppe bellisario che a quanto diventa più buono (lo saluto cordialmente), tutti i devoti dei “due Cristi” sono animati da un innato senso di rivalsa nei confronti degli altri, visti e trattati da avversari.
    Mi ricordo che spesso tra cavari e nunziatari si creavano delle liti animate e poi alla fine un vero motivo per litigare non c’era. In questi casi la passione è realmente inutile, come diceva Sartre, perchè non ha un senso, un orientamento, uno scopo. Tutto finisce in quella lite, in quello scontro, a conclusione del quale tutti, vincitori e vinti, risultano sconfitti.
    Dal canto suo Sartre vedeva tutto sensa senso; qualsiasi passione per lui era inutile perchè alla fine l’uomo era destinato alla morte… Ma io penso che sia necessario fare una distinzione tra passioni inutili e passioni che vale la pena coltivare. Giuseppe bellisario, pur avendo citato Sartre, di certo considera il suo appassionarsi a certi problemi o situazioni utile, altrimenti dovrei pensare che nemmeno lui crede nel suo impegno politico (ipotesi che io ritengo remota).
    Se poi la frase di sartre era riferita all’incontro che c’è stato presso l’AMERICAN BAR sulla scia di questo dibattito lungo e appassionato (anche se a volte come dicevo prima il livello si è abbassato parecchio…), bè mi permetto di dire che dissento da questo tipo di giudizio. E mi auguro che i politici ispicesi sappiano prendere spunto da iniziative come questa per comprender sempre meglio che loro sono a servizio della comunità e che i veri protagonisti dell’azione poitica devono essere i cittadini. Al di fuori di queste condizioni di base qualsiasi progetto politico è gia in partenza fallimentare.
    Ne approfitto per augurare a tutti un anno sereno e vissuto bene. Ricambio i saluti di Enzo bellisario che spero di vedere presto. Pax

  135. Quoto in toto fra Vittorio per quanto riguarda il discorso sui cavari e nunZiatari. In quelle liti, discussioni o come si voglia chiamarle, il senso è davvero assente.

  136. Da ricordi di scienza della politica circa la nascita del concetto di proprietà: “Il primo che disse questo terreno è mio e trovò un altro così stolto da crederci, lì nacque la proprietà”.
    Ma tant’è.
    Esorto gianni barrotta, da me riconosciuto come serio e motivato, a continuare la sua opera al solo fine dell’accertamento dello stato dei fatti, dei presupposti legali e degli eventuali correttivi circa la migliore fruizione di quel bellissimo tratto di spiaggia.

    Mi pare che a lato di no dei due cancelli corra una recinzione perpendicolare alla battigia: è un accesso alla spiaggia da ripulire dalle sterpaglie o una falla della recinzione?
    Si potrebbero chiedere lumi in tal senso agli amministratori della città ed eventualmente un intervento fattivo?

    Spero non si tratti di dispute personali ma di situazioni in cui tutti (proprietari ed utenti) in un modo o nell’altro, prima o poi, ci potremmo trovare.
    Esclusivamente su queste basi e con questo spirito ho dato e confermo oggi la mia disponibilità e il mio apprezzamento a gianni barrotta.
    Un saluto

  137. Salve a tutti, intervengo con qualche commento di carattere ambientale e relativa proposta.
    Ritornando all’indifferenza degli ispicesi, la mia considerazione è che purtroppo sono veramente pochi gli ispicesi interessati a questa questione. Per quale motivo? Tanti. Tutti quelli che avete detto. Ma spesso perché per molti la questione non esiste. Cambia loro la vita se la costa è deturpata, se ci sono sempre più discariche di rifiuti ovunque, se si alterano gli ecosistemi locali? Non è solo una questione di accesso e diritti vietati (già fatti gravi), ma anche ambientale. Per certo, molti ispicesi non rispettano l’ambiente per comodità ed ignoranza. C’è da criticare chi fa gli scempi, e chi gli scempi non li capisce. Cosa fare? Educazione ambientale ed educazione allo sviluppo sostenibile per tutti, ma prima di tutto per i politici locali, da cui dovrebbe partire una campagna di sensibilizzazione.

  138. Bisogna dare atto all’amministrazione comunale, che in materia di ecologia si è impegnata tantissimo negli ultimi tempi,con risultati in alcuni casi abbastanza lusinghieri. Ma non basta, perchè l’emergenza ritornerà inevitabilmente fra qualche mese, quando gli ispicesi e non ritorneremo ad aprire le case di campagna in cui troveremo sicuramente oggetti vari da portare in discarica. Da buon cittadino chiamerò il N° verde, sarò messo in una lista d’attesa e…..aspetterò. Quando inevitabilmente dovrò richiamare, una voce gentile mi dirà che gli utenti siamo tanti e i mezzi adibiti alla raccolta sono pochi. Tempo e….pazienza. La tentazione e forte, in fondo io ho provato a fare il mio dovere, e mica posso tenermelo sulla panc ops ..veranda per tutta l’estate e poi ..fan tutti così.
    Però..mi vien da pensare che, in 6 ore di lavoro al giorno, un camion, addetto al ritiro degli oggetti da avviare all’isola ecologica comunale potrebbe soddisfare (per difetto ) 4 famiglie al giorno, moltiplicando approssimativamente per 20 giorni lavorativi avremmo soddisfatto circa 80 richieste mensili, di conseguenza 80 elettrodomestici ed affinni in meno per le nostre campagne.
    Ma se invece di 1 ..i camion fosserò 3 ? Un conto fatto alla ” femminina” mi darebbe approssimativamente 240 oggetti in meno. Il comune non ha 3 mezzi da mettere a disposizione ? Semplice, utiliziamo i soldi dati a pseudoassociazioni ambientali per il controllo del territorio e la notificazione di multe ( mai comminate, perchè chi butta un mobile ..mica e così scemo da farsi beccare,…. bè…il vecchietto che butta la spazzatura fuori orario lo becca pure un bambino non c’è bisogno di dare un incarico e pagato a specialisti del settore ) per avviare un accordo con autotrasportatori privati da affiancare ai mezzi pubblici nei mesi critici. Il motivo e semplice, con tre mezzi in circolazione, l’utente dopo aver chiamato il N° verde non dovrà aspettare 20-25 giorni per vedere esaudita la sua richiesta, e non sarà così “ignorante ” da liberarsi impropriamente di un oggetto sottomettendosi alla fatica di caricarlo, trasportarlo e depositarlo fuori dalle zone consentite rischiando pure una multa ( eleviamo pure alle stelle la sanzione, non ci sarebbero più giustificazioni ) solo per non aspettare 2-3 al massimo 4 giorni.
    Ma si sà…proibire è più facile che servire.
    P.S. ah dimenticavo…..per coloro che ritengano sia solo una questione di cultura, vi dispiacerebbe nel frattempo che l’educazione ambientale si radichi in noi cittadini ospitare qualche discarica vicino al vostro cancello ?

  139. ognuno è libero di fare quel che vuole, nel rispetto delle leggi, e se la legge glielà permesso allora è nel giusto. Perchè criticarlo ??

  140. La legge di cui parli è la stessa che vieta l’apologia del fascismo?

  141. A S. Maria del Focallo oltre alle strutture per la diretta fruizione del mare…..….questa è la parte iniziale di un articolo apparso su una rivista politica locale che parla del litorale ispicese e del quale mi limito a copiare la seconda metà dell’articolo stesso in cui si parla di scivoli a mare per le barche nel nostro litorale . ………” chiunque sarebbe disposto a pagare per avere la possibilità di uno spazio attrezzato. L’unico scivolo agibile è stato finora quello di Punta Castellazzo . Ma inspiegabilmente quest’anno l’accesso è stato chiuso con un cancello, per cui tutti gli appassionati di nautica non sanno dove andare. La presidente del comitato ecc.ecc.ecc. si è recata presso la capitaneria di porto per protestare con il comandante Galioto sulla chiusura dello scivolo di Castellazzo. Non si è capito bene chi abbia interesse a tenere chiuso il cancello e ad impedire il transito dei dipartisti nautici. L’unico ad avvantaggiarsi della struttura potrebbe essere il proprietario della casetta esistente proprio sullo scivolo. Ma è possibile ancora mantenere tali privilegi ad uno solo a discapito della moltitudine di cittadini che ne hanno anch’essi diritto ? Non sarebbe opportuno che gli assessori comunali del ramo e il primo cittadino intervissero in questa triste vicenda ? “. Per chi volesse approfondire, l’intero articolo è pubblicato sulla rivista periodica locale progetto 2000 . ( il tempo passa e giustamente mutano le opinioni su ciò che è giusto e su ciò che non lo è, io da cittadino posso solo prenderne atto e rispettare.)

  142. Citato da Cicerone, Plinio e Tolomeo, è costituito da un’insenatura sabbiosa delimitata dallo sperone roccioso di Punta Castellazzo.
    Gli archeologi vi hanno identificato Apolline, una città di origini antichissime, strategicamente ben ubicata, dato che si trovava a gestire uno dei più grandi porti della Sicilia sud-orientale.
    Se qualcuno tra i lettori non l’avesse ancora capito si parla di Porto Ulisse, il “nostro” Porto Ulisse.
    Ricchissimo di storia, nel corso dei secoli, è stato tappa obbligata per Vandali, Goti, Arabi, Normanni, Spagnoli, francesi, fino a quando, nella seconda metà del 900, divenne zona militare.
    Alcuni anni fa era, poi, stato restituito, per mano della vecchia Amministrazione, ai nostri pescatori, che gli hanno ridato il suo autentico ruolo di porto.
    E così da sito quasi dimenticato, dato che ne era vietato l’accesso, da alcuni anni a questa parte, Porto Ulisse ha ricominciato a vivere. Moltissimi, infatti, i giovani che, accanto ai pescatori, con le loro piccole imbarcazioni, hanno permesso all’antico porto di tornare a pulsare.
    Luogo di ritrovo per giovani ed anziani, che confrontandosi tra loro fanno rivivere antiche leggende e riaffiorare antichi miti, tra un rigoglio di storia e di natura.
    Ma, ecco, che il sogno diviene incubo, a causa di una catena e di un catenaccio;
    circa un mese fa, infatti, il cancello di accesso al porto è stato serrato e sono comparsi dei cartelli di divieto, di dubbia provenienza.
    Attoniti, pescatori e diportisti hanno cercato, invano, di capire chi ha proceduto alla chiusura del cancello e perché.
    Autorità, Forze dell’ordine, politici, giornalisti, sono andati avanti a forza di false promesse e ad oggi nessuno è riuscito a chiarire come sono andate le cose; o meglio, nessuno vuole prendersi la responsabilità di parlare, nascondendosi dietro la frase : “ E’ degli americani ! “.
    Se vi recate a Porto Ulisse vi accorgerete, immediatamente, che a sinistra del cancello sorge una bella villetta che si affaccia sul mare e, se osservate ancora, noterete che a destra sorge una piccola casetta, dotata di aria condizionata, allarme e parabola.
    Ma come è possibile che all’interno di una zona militare, come sostengono le autorità, in cui è severamente vietato l’ingresso, famiglie continuino a viverci tranquillamente ?
    Il divieto vale solo per pescatori e diportisti ?
    A questo punto ci sorge un dubbio : ma non sarà forse che i diportisti con le loro barche disturbavano la villeggiatura di una piccolissima elite, che pensa di poter ancora usufruire di antichi privilegi, ormai non solo surreali, ma soprattutto vergognosi ?
    Ed ecco che di botto si vede risorgere una Sicilia di vecchi domini e di vecchie prepotenze, in cui la politica non fa che riadattare gli antichi meccanismi della finzione e riproporre una realtà in cui si intrecciano l’arroganza dei potenti ed il servilismo dei sottoposti.
    I giovani di Ispica non ci stanno, non accetteranno mai di sottostare alle angherie di un prepotente e gridano a squarciagola la parola legalità.

  143. Salve ragazzi,
    Vi scrivo per invitarVi, tutti, stasera, che è la “notte delle stelle”, nella mia tenuta di mare, conosciuta(forse volgarmente) come i cancelli.
    Faremo un bel falò, staremo assieme, faremo il bagno e, se il tempo sarà clemente, assisteremo allo spettacolo della natura delle saette del cielo.
    Vi ricordo che il mio cancello, afferente alla mia proprietà, è quello di Est, ma non Vi sarà difficile capirlo in quanto rimarrà aperto tutta la notte e, chiunque tra gli amici, compresi tutti quelli del blog, potranno accedervi.Vi aspetto.Saremo in tanti.Ciao

  144. Sono una giornalista, interessata all’abusivismo di Ciriga. Chi mi dice qualcosa in più?

  145. MEDEA,CHIEDI A GIASONE,LUI SAPRA’ DIRTI TUTTO SU CIRIGA.PS: NATURALMENTE STO SCHERZANDO…LOGICO! RAGAZZI INFORMATE MEDEA…:-) SALUTI A TUTTI 🙂 V.Q.M.B.

  146. Salve Medea cosa ti interessava sapere?Penso che l’abusivismo sull’intero litorale sia evidente sotto gli occhi di tutti se hai bisogno di qualche info chiedi nel particolare.

  147. STRANO,MA A ME SEMBRA CHE I MIEI MESS VENGANO ELIMINATI E NON PUBBLICATI,FARO’ LA FINE DI GIASONE? BRRRRRR NO NO!!! SALUTI A TUTTI!!! V.Q.M.B.

  148. buona sera, mi sento una delle persone più fortunate al mondo ho l,angolo paradisiaco di ciriga. Il mio intento è di dare un decoro a questo angolo pulendo con le mie stesse mani ciò che l,uomo spesso per la mancanza di rispetto della natura ed ambiente e degli altri trascura disperdendo come una azione normale e quasi di di elogio oggetti di ogni tipo plastica bottiglie lattine sacchetti di plastica, atteggiamento perseverato da lunghi anni. Oggi io stesso senza dimostrare a nessuno mi sono impegnato alla pulizia delle zone limitrofe del mio regno di sabbia lasciando il transito alla collettività, un passaggio di mia proprietà oggi bonificato pulito e con la cura della macchia mediterranea. questo mio comportamento del rispetto di tutto ciò che è natura da sicuramente fastidio a quelli che non hanno pensato prima a questo, quindi sono vittima di tutti coloro che circondano me e miei due amici coproprietari. Continuerò tutta la mia vita a rispettare la natura ad amarla e condannerò sempre coloro che con la scusa dell’ambiente e della natura ne fanno un’arma per sfogare dei sentimenti di fondo che sono invidia gelosia e la loro irrevocabile impossibilità di realizzazione della vita stessa loro.

  149. Caro Giuseppe, anche se il tuo non fosse un angolo di paradiso, averlo ripulito dalle immondizie degli incivili,ti fa soltanto onore.Ma fa onore sopratutto a quello stesso terreno che è parte della natura tutta e pertantto degno di essere rispettato,onorato ed amato.Poco o niente contano le invidie o le gelosie degli altri, l’animo nobile non li percepsce neanche. Percepisce bene invece la grande ed impagabile soddisfazione dell’opera appena fatta ad onore e gloria della natura che ci ospita gratuitamente e immeritatamente tutta una vita.Complimenti e cari saluti.Nino Blanco

  150. E’ stata la prima volta in assoluto che ho scritto un commento su un blog, e non ne conosco ancora le regole.
    Mi farebbe piacere conoscere il significato del cosiglio che mi viene suggerito da un anonimo, per poter essere più corretto in un futuro. Manco dal “Paese” da oltre cinquantacinque anni e, avere contatti con dei compaesani, mi fa ripensare a luoghi ed abitudini che risiedono soltanto nel profondo ell’animo. Cari saluti, Nino Blanco

  151. Cosa è cambiato?, tanto, e in peggio. Andare a Cirica è grottesco, vedere tanti cancelli, la spiaggia presa a morsi da privati senza scrupoli è ridicolo e, lo dico col cuore in mano, ripeto spesso -ricordando questi scempi-, la poesia di Baldini. Inoltre, e non so perché, Saro, Clara -che tanto si dibatteva in difesa della bellezza e della bontà della gente del paesello- e gli altri sono spariti. Avranno buoni motivi. Qualcosa è cambiato, sicuro.

  152. Ciccio, specciu miu, è cambiato molto e lo sai.
    Ora quello che difende la bellezza sei tu, il cerchio si è chiuso. T’abbrazzu forti, a te, a Saro, a tutti.

  153. Intanto ho cambiato città, non vivo più a Torino. Ho vinto il Premio Agenore Fabbri, lavoro con tre nuove gallerie -a Roma, Torino, Genova-. Tra due giorni espongo al Vittoriano -a Roma-, sto preparando tre personali e inviato un video alla Columbia University a NY. A Ispica questa estate ho disegnato e ho esposto a Palermo, Salisburgo, e così sia, piccole cose beninteso. Di cambiato non ho cambiato niente e neanche ho l’ambizione di cambiare qualcosa a Ispica -se ti riferisci a Ispica, non pianto cancelli in spiaggia, io-, registro semplicemente alcuni scempi e orrori -ma potrei anche parlare di cose belle, e ce ne sono, di sicuro non le piazze quelle già fatte e quelle che verranno, eccetera eccetera-. Qualcosa è cambiato anche in questo sito perché continuo -mannaggia a me!- a scrivere, sputarci dentro le mie cazzate quando degli altri -cui voglio un gran bene… Eh, cara Clara, tu che eri la paladina del paesello su questi lidi, hai ragione tu a tenerti lontana…- non c’è più traccia e tanto, per me, significa che è cambiato qualcosa. Sicuramente non mi annoio.

  154. Io sono sconvolto.
    Sono seriamenti indeciso se risponderti o no.
    Per mia natura non posso accettare critiche (sia riferite a me, o agli ispicesi, o ai siciliani, o agli italiani… non si capisce contro chi ce l’hai) da uno che non sta qua, a Ispica, che scappa e si permette il lusso di criticare… “VOI non avete fatto niente… io registro gli errori”: gioia o vieni qua e cerchi di cambiare qualcosa oppure statti unni si. Se tutti pensassero come te avremmo una città deserta.
    Applaudo invece tutti quelli (me compreso) che sono rimasti qui a cercare di far crescere, sempre con piccole cose, questa cittadina..

    Povera Italia

  155. Sono pienamente d’accordo con le parole di francesco,anch’io vivo da 10 anni fuori ispica e ogni volta che ritorno è inevitabile fare dei confronti .La mia Non è una semplice critica, ma una riflessione del perchè certe cose non funzionano.Andare in giro per il mondo serve a conoscere altre realtà, altri popoli, altre modi di pensare.Rispondere alle critiche con le solite espressioni da spaccafornari non aiuterà ispica a crescere anzi …sarà destinata a crescere nella sua mediocrità. Perche’ uno dei problemi di ispica è proprio la sua gente chiusa, ottusa e mediocre, che pensa solo a curare il

  156. continuazione >>
    il proprio orto e non vede oltre,vogliamo parlare di educazione all’ambiente?Vorrei sapere chi sono tutti coloro che d’estate si puliscono i piedi in spiaggia prima di entrare nella loro auto e con disinvoltura buttano lungo la strada centinaia di bottiglie di plastica…Sono le stesse persone che hanno la casa pulitissima e profumatissi ma!Fare qualcosa per ispica vuol dire anche educare i propri abitanti (che dicono di amarla tanto come il ns amico Josè)a rispettarla e a considerarla come un bene di tutti e per tutti. A quando allora la raccolta differenziata dei rifiuti? Forse prima di dedicarsi alle decorazioni, come il rifacimento della piazza che è vuota e rimarrà pur sempre vuota, non biognerebbe che la politica si occuopasse di ciò che è davvero utile per la città e per il suo territorio?

  157. Brava Carlotta, esempio spicciolo, quello dei piedi e delle bottiglie, ma pratico… anche il problema che sollevi sulla differenziata (cosa che mi sta molto a cuore) è all’ordine del giorno sulle bocche di molti. Se ne parla tanto e si fa poco. Se domandassi, qui dentro, dove si trova l’isola ecologica ispicese, molti non mi saprebbero rispondere, perchè non ci sono mai andati, perchè pensa che l’ambiente è una cosa lontanissima da noi, che si combatte evitando il disboscamento in brasile, chiudendo le fabbriche in cina e arrestando chi uccide le balene in norvegia. E’ ANCHE tutto ciò.
    Quando metto assieme carta, vetro, cose elettroniche e le porto all’isola ecologica, mi sento soddisfatto, sento di aver aiutato me e gli altri.
    Provatelo e fatemi sapere.

  158. Tu ti senti soddisfatto quando ti comporti da cittadino civile e consapevole,io invece quando d’estate vado alla ricerca di una campana per la raccolta della plastica e non la trovo nel mio quartiere o se la trovo (dall’ altra parte del paese) è stracolma da non contenere più nulla, mi sento incazzata e mi chiedo se la colpa sia del cittadino che cerca di fare il suo dovere oppure della amministrazione comunale che non provvede al periodico svuotamento delle campane. Forse la verità sta nel mezzo. Anche perchè, se i cittadini ispicesi pretendessero dai loro amministratori efficienza e servizi, io credo che tali amministratori si darebbero da fare. Ma se nessuno protesta o si lamenta, va bene così. D’altronde Pino Daniele cantava: Napule è na carta sporca e nisciuno se n’importa e ognuno aspietta a sorte!Chissà se i papabili alla poltrona di sindaco daranno spazio nei loro programmi a questo problema?

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