appunti, tutto è montato a lotta.

Conversione,2002,olio-su-te.jpg

Stavo dimenticando il terzo caffè. Stavo dimenticando ogni cosa, stasera. No, non faccio molto stasera. Ho terminato il mio Pontormino, ho mangiato il cachi. La sera è buia ma non s’ode più vento. Le luminarie sono accese, non c’è nessuno fuori, non c’è nessuno dentro, solo. Lascia stare!, mi lascio andare, mi fermo, blocco questa bocca, smetto di respirare e lascio che siano le mani, i pensieri a dire come muovermi nella notte, no. L’avevo già detto una volta:
I giorni si ripetono senza sbadiglio. L’unica cosa che invade tanto disastro è natura. Sono gli infiniti deserti che ostinano l’uomo a ritornare sui propri passi, i posti di fine. Così anch’io mi ostino nel silenzio impotente di pronunciare parole dolci. No, non è dolce questa terra nonostante il cuore verde, il mare indifferente, la potente calura del sole. Tutto è montato a lotta. … Era marzo, 2001.
Non dire tanto non è concesso capire tutto, no.
Mia mamma mi ama tantissimo.

Ogni ritorno a casa è uno spettacolo come mi abbraccia e grida : “figghiu figghiu!”, un belvedere insomma. Mia mamma non voleva ch’io facessi l’artista.
I dispersi volontari sono astratti, in fondo credono follemente nel miracolo.
Il regno dei cieli è confuso perché ormai è nostro e dobbiamo diventare come i bambini spaventati dei loro mostri.
… come la fine c’è qualcosa di banale e infantile in questo cielo, nel tentativo di provare la fede, che uomini!
… briciole di sacro per uomini che ormai non sanno più cosa credere, c’è una disperazione nei non credenti che commuove, che forma un ibrido umano e di vino che si proietta avanti come un proiettile sparato verso un futuro anch’esso frammento.
Penso poi che nessuno può frugare nel grumo, nessuno può andare a profanare.
… i miei quadri annaspano liquidi nell’incertezza, sono scivolosi e senza spessore, sono febbrilmente rivoltanti per debolezza.
… come un santo camminerò in punta di piedi fra tanto azzurrino cielo. Sorvolerò come un dio la mia cava e sputerò d’argento le cose e agli angeli, agli uomini donerò un miracolo bizzarro.
In fondo tanti gialli non fanno altro che chiamare una fine.
Se potessi vomiterei ovunque: sono gli odori potenti e rivoltanti della tela, era forse troppo, il giallo?
… e L’americano diventa debole, solo, incapace d’innalzarsi dinanzi all’inesorabile e solo suo presente.
… la pittura in una fine che non diventò solenne, fino all’ultimo fremito nulla, fino al disagio da diventare indifferente. Mi sono provato per cinque minuti magnifico, già! nella brutale realtà uno straniero, un viandante solo, un cello barocco.

Bisogna essere tecnologicamente preparati.

Non bisogna mai fidarsi troppo dei quadri:
ieri stavo tornando a casa e ho letto una scritta di vernice rossa nel cancello che introduce nello stadio del paese. Sì all’amore e allo sport, no al razzismo negli stadi. Sono andato avanti, solo una manciata di passi e mentre passavo spostavo foglie gialle e morte di stagione. Pensavo: Avessi una rivoltella o avessi avuto una rivoltella, ma è lo stesso, mi sparerei un colpo in testa o mi sarei dato un colpo. Vedi che è lo stesso? E se non avessi fatto questa cosa a me a qualcuno avrei potuto sparare, o sparerei a qualcuno. E’ proprio vero, è la stessa cosa avessi o no avuto la rivoltella sarei già morto o lo sarò domani come qualcuno avrebbe potuto fare quella ignobile fine, ieri o domani che fosse è proprio la stessa cosa avere o no la rivoltella.

5 Comments

  1. Posso mettere il titolo dell’immagine associata a questo post?
    Sì, dai Ciccio.

    olio su tela, 155 x218, 2002, di Francesco Lauretta.

    Se vuoi posso dirti anche chi sono le persone raffigurate. Stasera non riesco a leggere il brano, lo farò domani, anche se come spesso mi capita, poi, rimarro in silenzio a riflettere. T’abbrazzu.
    Saro.

  2. ciao francesco, non so se questa lettera arrivi a te,se puoi rispondi
    abbracci stefy

  3. Cara Stef, non trovo la tue Mail, sei ancora a N.Y.? Fammi sapere, la mia è -per il momento…- fra.lauretta@libero.it. Ti auguro tutto il bene e ti abbraccio, a presto, Ciccio

  4. dopo tanto tempo(causa troppo impegni) entro con piacere in questo sito.fantastico ed interessante).approfitto per salutare tutti gli amici, e consentitemi in particolare 3. _clara,pietro.a. e ciccio lauretta!_ distinti saluti enzo

  5. ciao quinto massimo, t’abbrazzu, Ciccio; ehm, ma dove sono tutti gli altri? C’è ancora qualcuno a Spaccaforno?

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