Turuzzu Muturinu, Non saremo noi.

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Poco fa un caro amico, da Roma, mi ha scritto una e-mail dove mi informava della morte di Turuzzu Muturinu. Io lo conoscevo con questo nome e cognome. Questa estate ci siamo incontrati spesso, più volte ci siamo abbracciati: Come stai, Ciccio?, mi diceva ridendo. Appare in uno dei miei video dal titolo Condizioni marginali dove chiama, straordinariamente, a modo suo: Cattelaaaaaan!
Di lui ho realizzato un quadro che recentemente ho esposto a Roma, al Vittoriano, un quadro che ho intitolato: Non saremo noi.


La scorsa settimana ho scritto due parole intorno a questa opera per la documentazione di Palazzo R.I.S.O di Palermo. Questo è quanto ho scritto:

Titolo: Non saremo noi.

Una coppia improbabile, sulle prime. Poi lo sguardo disegna un uomo –Turuzzu- solo, e una giovane –Lucia- isolata. Immersi in uno spazio che assorbe, un interruttore esterno che può spegnere ogni cosa, o accendere dentro. La bandana americana era sogno. Lei, giovane, ha un telefonino ma comunica disagio, fatica d’esserci. Lui una sigaretta in mano osserva, noi, voi, distante. Storie di ordinario fallimento: Non saremo noi, protagonisti di vita; Non saremo noi, come voi. Un volo poi, più in là…

Ho voluto un gran bene a questo grande uomo.
Nel quadro ci osserva, distante:

1
Voi siete tutti

meno uno, è vero.

ma non c’è sottrazione. Il conto
non torna mai. Quell’uno
non a voi,
a se stesso si toglie.
cala ogni giorno, si azzera. Ogni cosa
resta com’era.

La grandezza che siete
non lo comprende.

L’intero a cui manca
gli sta di fronte.

2
Rogne, scrupoli. Muri
da tutte le parti, muri.

Ormai soltanto la vergogna
mi tiene in piedi. e la paura.

Mi manca il tempo.
Mi mancano tre denti.

Vado meglio, così?
Siete contenti?

3
Voi: figlio prediletto
di Dio.

Io: vostra lontananza,
vostro difetto.

Tre poesie dalla raccolta Voi, di Umberto Fiori.

1 Comment

  1. Un caro saluto a tutti, anche se da tanto non scrivo ho continuato a visitare il sito, ma non ho mai avuto argomenti per inserirmi nel discorso. Questo post mi ha fatto riflettere e mi ha portato a pensare, a due vostri compaesani che oggi vivono a rosolini. Sicuramente non sono contenti di stare qui perchè vivono in un “isola” aspettando di morire….
    ma non sono ancora morti, e se gli rivolgi la parola ti rispondono anche se solo con lo sguardo….
    uno di loro e Nino Scivoletto…. so che quando era ad ispica conduceva la vita di un barbone sulla sua sedia a rotelle… poi gli assistenti sociali lo hanno affidato ad una casa di cura….
    E’ un concentrato di scorbutaggine e se potesse scendere da quella sedia ammazzerebbe qualcuno a botte….ma poche volte ho visto il suo sguardo illuminarsi….
    certo vederlo non è un bello spettacolo, ma se non ti fermi all’apparenza basta solo chiamarlo Nino per accendere i suoi occhi….
    sono curiosa di sapere se nella sua vita c’è qualcosa di buono ho e tutto spazzatura come ciò che trasmette ora….
    mi piacerebbe se qualcuno di voi mi raccontasse o mi citasse un nome da potergli riferire per farlo sentir ancora vivo e non un morto vivente….

    l’altro è il sig. Fronterrè pittore di chiese …
    so solo questo di lui perchè dopo l’ictus non si capisce ciò che dice….ma anche lui ancora è vivo e sono certa che ricordare a lui qualcosa del suo passato ispicese, lo farà stare bene….

    spero che qualcuno di voi mi illumini sulle loro vite….o su qualche loro esperienza da poter riferire e far capire loro che anche se sono nell’anticamera della morte ancora qualcuno si ricorda di loro nel bene o nel male….

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