Dal Manneken Pis al Pupu ca Piscia

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“Manneken Pis” nel dialetto fiammingo significa “Ragazzetto che fa pipì” ed è la statua simbolo di Bruxelles. Molte le leggende su questo simbolo e tra esse quella che più ci affascina vuole che essa rappresenti un bimbo che con il suo gesto in tempo di guerra spense un ordigno pericolosissimo.
A Spaccaforno prima e ad Ispica dopo, fino a non molti anni fa vi era una statua simile, allocata in piazza Maria Josè e successivamente spostata in piazza Mazzini. Da quest ultima piazza la statua fu rimossa (al suo posto fu ubicata una stele commemorativa dedicata ad un politico ispicese) ed il nostro “Ragazzetto che fa pipì”, meglio noto come “Pupu ca Piscia”, è sparito dalla vista degli Ispicesi (forse rinchiuso in qualche retro palazzo).
Non so cosa abbia voluto rappresentare la statua che fu di Spaccaforno, ma quel che so attraverso memorie o leggende di anziani è che il suo Autore prese a modello estetico un bambino ispicese dell’epoca. Quando io ero ragazzetto, spesso mi imbattevo in questo signore diventato nel frattempo anziano. Egli abitava in via statale ed era solito parcheggiare il suo camion tra via Pisa e via Bologna. Noi ragazzetti lo incrociavamo terrificati proprio quando usciva di casa per sorprenderci mentre eravamo sul cassone del suo camion per assaggiare la frutta che egli doveva trasportare.
Il signore in questione, che con molte probabilità fu veramente il modello del nostro pupo che piscia, se non ricordo male si chiamava don Nicola e non so più nulla né di lui che di ogni suo altro familiare.
Ad ogni buon conto non so più nulla nemmeno del Pupo ca Piscia, né del perché lo si è già sfrattato due volte dalle piazze ispicesi, ma sono certo che il rispetto per le cose e per le memorie meriterebbe che al Pupo fosse restituito il suo ruolo di protagonista di una consona piazza della nostra città.

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