Scuola nuda e l’Arcivescovo in preghiera

L’edificio scolastico era ancora una costruzione senza intonaco, senza vetrate. La scalinata dell’Orologio soltanto un’ipotesi e la Chiesa Madre non aveva più la scalinata frontale.

Mi piacerebbe sapere qual’era l’argomento della conversazione delle quattro persone ritratte in basso a sinistra nell’immagine. Chissà quale atavica Isis li affliggeva, forse quella che allora si chiamava Maffia e non la si poteva nominare, quella che poi la si poté pronunciare soltanto nell’accezione negativa del suo residuo fisso, quello rimasto quando la gran parte di essa era evaporata nell’occupazione “lecita” del Potere.

Accadrà così anche per l’Isis, verosimilmente come descritto nell”ultimo romanzo di Michel Houellebecq, Sottomissione? Sarebbe opportuno che ciascuno di noi, provasse a capirci di più su quanto accade in questi giorni, andando oltre all’informazione convenzionale veicolata dai tradizionali media.

Chissà se anche per quelle quattro persone della foto, c’era un motivo di orgoglio per la nomina di un compaesano ad alto Prelato, come a noi oggi inorgoglisce l’idea che il nuovo Arcivescovo di Palermo, abbia calcato le nostre vie, piazze e scalinate, respirando come noi, sensazioni da spaccafurnaru.

Mi pare di sentire parlare uno di quei vecchietti della foto, potrebbe essere mio nonno o il vostro, e probabilmente le sue parole sarebbero: “Munnu a statu e munnu è!”.

Guardo ancora la foto: le mura nude della scuola, la mancanza delle vetrate nella torre dell’Orologio; l’accenno della piazza e penso a come era. Evoluzione dei luoghi fatta nell’inerzia culturale e mentale, nell’indifferenza sociale che soggiace alle nefandezze che la politica impone alla collettività.

Sì: “munnu a statu e munnu è!” mi ripeto mentalmente, provo a dirlo sottovoce e la lingua incespica. Non riesco a dare fiato.

No. “Munnu a statu e munnu sarà?”, dico. Quel che credo è che non potrà essere nell’indifferenza, non più. Non siamo più la generazione dei nostri nonni, né quella dei nostri padri. Il mondo sta cambiando e questa volta cambierà noi. E non si potranno usare le parole Gattopardesce di Tancredi “bisogna cambiare tutto per non cambiare nulla“. No. Questa volta il rimescolamento in gioco credo che non preveda ciò.

Oggi alle ore 18:00 nella Basilica della Santissima Annunziata di Ispica ci sarà una messa particolare per la nostra città. Sarà celebrata dal nuovo Arcivescovo di Palermo Don Corrado Lorefice da Spaccaforno. Proprio quel prete, la cui nomina a tale carica da parte del Santo Padre è stato un ulteriore segno di un cambiamento dentro la chiesa, che non può prevede retromarce. Processo di cambiamento che attraverserà la società.

Auguri a Don Corrado.