Seconda navigazione, personale di Giuseppe Armenia
Splendida personale di Giuseppe Armenia a Lecco. Andate su www.federicobianchigallery.com. Presto spero di pubblicare una intervista del nostro. Buona visione, e riflessione a tutti.
Splendida personale di Giuseppe Armenia a Lecco. Andate su www.federicobianchigallery.com. Presto spero di pubblicare una intervista del nostro. Buona visione, e riflessione a tutti.

E’ arrivato il momento del post politico.
Da troppo tempo infatti si vociferano voci di candidati a sindaco per le prossime elezioni. Manco a dirlo la mia speranza è che siano solo 2, ma i nomi che sento circolare sono ben più di 2 (purtroppo): si va dalla ricandidatura del sindaco uscente Rustico (PDL e non ho ben capito se l’UDC c’è o no…), al dott. Nino Gianì per il PD (ma si pensa possa essere anche l’ex vicesindaco Fidelio, o il preside Rabbito) appoggiato anche dagli scissionisti di FI. Spuntano anche i nomi di Rovetto o Annamaria Gregni per l’MPA, ed alcune liste civiche (tra le quali sento di citare quella della marina marza con in testa, se non sbaglio, Tiziana Scuto).
Sono cose dette così, per sentito dire o per quello che ricordo sentito dire, quindi possono essereci inesattezze, errori o cambiamenti all’ultimo minuto. Fatto sta, come ho scritto su altri post, che i sindaci, disattendendo le mie aspettative, non saranno SOLO 2.
“La bancarella del secondo turno” è proprio qui dietro l’angolo.
Su www.siciliasud.net sono stati creati dei sondaggi: non hanno valenza statistica (tant’è che un utente può votare e rivotare tutte le volte che vuole), ma mostrano dati interessanti, invito tutti a darci una sbirciatina.
Spesso mi sento dire “eh, sai, la politica di una volta non c’è più”.. e io non so che rispondere: hanno ragione o sono le persone e gli ideali di una volta che adesso non ci sono più?
Spesso mi trovo a pensare tra me e me: “ma come si fa a cambiare bandiera così, da un giorno all’altro? Con che faccia guardano la gente che li ha votati?”
Sono saltati gli schemi, questo si. Quando vedo che l’MPA, alle europee, si allea con LA DESTRA per raggiungere quel 5%, mi viene da piangere; l’obiettivo qui non è più rappresentare qualcuno come mi è stato insegnato, è la poltrona: IO comando, IO ho i voti, IO decido.
Vorrei ricordare a tutti che la poltrona è solo l’inizio: quando appoggerai il tuo cu…. lì, sarai all’inizio dell’opera, non hai vinto un bel niente. Mi piace ricordarlo perché tutti sono convinti che una volta vinte le elezioni “abbiamo finito”.
Gioia, la politica è un mezzo, non un fine.
Buchi neri.
Buio qui,
niente riluce.
Quello dei battitori
d’olive
è un quadro
che non mostra altro
da quello che si vede.
Una passeggiata insieme,
a Vicenza
in piazza e poi
un aperitivo ci farebbe un gran bene
stasera.
Ecco di cosa è fatta -anche-
la vita,
di cose desiderate
di momenti mancati.
Nelle nostre vite c’è spazio
di buchi neri,
di vita vissuta
di vita desiderata.
Smetto qui
e ti vasuniu
na recchia -orecchia-.
Ciao amico,
io non ho più parole.
Il mio organo della voce modula convenzioni
lessicali
strettamente funzionali alla vita materiale,
e basta.
E anche quello che dico a me stesso
è sempre
più lontano, inudibile.
Buchi neri? Forse hai proprio ragione.
La vasunata na recchia spero
almeno riattiverà
l’organo
dell’ascolto,
un abbraccio.
Taci, il governo ti ascolta (I) – Cherchez le fou”
COLPEVOLE
(di don Paolo Farinella)
Lo sapevamo che prima o poi sarebbe successo. E’ successo nel modo più consono alla realtà perché è un colpo «omeopatico». Un uomo malato, da dieci anni seguito dai servizi psichiatrici pubblici, armato di un souvenir della sua città, il simbolo della Milano civile e religiosa, il Duomo in miniatura pesante con guglie e Madonnina incorporati, aggredisce e colpisce un folle che per due ore sul palco ha gridato guerra contro tutti, aggredendo lo Stato, scagliando corpi contundenti contro la Repubblica, demonizzando i «suoi» nemici comunisti e di sinistra che ha presentato come «nemici» di tutto il popolo, presente in piazza, istigando non solo all’osanna di giuggiole demenziali, ma all’aggressione contro chi gli vuole – secondo lui – impedire di governare. Un uomo senza Legge e senza Stato aizza gli animi di psicolabili sui quali si erge come nano, formato tascabile, con un linguaggio da guerrafondaio, da comunista breshneviano, da estremista barricadiero, da folle. Cosa si aspettava? Un malato ha risposto in maniera uguale e contraria, facendogli assaporare con un colpo di duomo quello che aveva appena finito di predicare. Pura omeopatia.
Da il primo amore:
Donne (ma niente du du du)
Armando Barone
Cominciamo col dire che non è e non può essere tutta colpa della televisione. Se un nuovo immaginario, becero e maschilizzato fino al disgusto, induce il sospetto che le donne, dopo tutto, possano essere considerate merce, e anzi a questo si accompagna una sorta di sommessa esultanza, una rivalsa alle lezioni di civiltà scambiate per buonismo d’accatto, non è solo un problema di qualità dello spettacolo, e nemmeno di libertà d’informazione. Non di solo corpo e carne di velina, né di bellezza a fascicoli, si tratta: qui il problema è sociale e politico, persino intellettuale. Si parla di due (solo due?) culture, anzi subculture in guerra, due immaturi modelli di relazione ai temi della pari dignità, della discriminazione di genere o per orientamento sessuale, infine al sesso. Ai tempi del berlusconismo e della democrazia videocratica, del pensiero unico populista e del mercato delle emozioni, dell’oligopolio del consenso elettorale, non è la tv che fa schifo, è la realtà.
La gnocca alla lotta di classe
Premesso che un uomo, prima di parlar di donne, dovrebbe sciacquarsi le idee e guardarsi bene attorno, premesso che dico questo non per lisciare l’eventuale lettrice che inciampi in questo blog ma perché conosco il sentimento d’esser uomo e ne temo la tendenza a vedere tutto secondo come natura e non come ragione l’ha fatto, osservo ciò che accade e scrivo. Ciò che accade sono fatti e misfatti culturali: tanto per cominciare, la moderna corruzione post tangentopoli, quella a base di gnocca e coca.
Qui parleremo solo della prima, of course – e a questo punto possiamo anche soprassedere al dubbio se sia stata goduta o meno, da Berlusconi o da altri, a Palazzo Grazioli o altrove, in cambio di denaro. Perché quello che interessa qui è lo scambio. Questo tipo di scambio, che baratta immagine per immagine, in un contesto in cui l’immagine è potere.
Parafrasando ciò che scrisse Ida Dominijanni su Il Manifesto in un’intervista alla D’Addario, quello che è angosciante in questi fatterelli da malaffare che sfiorano il misfatto di Stato è rendersi improvvisamente conto di un substrato non solo numericamente rilevante di donne che conoscono – costrette, riluttanti, incoscienti o spregiudicate che siano – la via del vendersi o del farsi vendere in cambio di una posizione sociale diversa. E fin qui non ci sarebbe niente di nuovo: è cosa antica quanto il mondo, dicono le sagge e i saggi, il sesso per il potere, che porta denaro e così altro potere.
Eppure un fattore nuovo c’è, e sta proprio nella nostra modificata (e snaturata) struttura sociale, sempre più costruita non su base censuaria o per casta professionale, non sull’avere o sul prestigio, ma sulla visibilità, e si dica pure visibilità televisiva.
In alto i divi dello schermo, in mezzo i visitati dalla notorietà, più in basso gli aspiranti qualcuno, in ultimo lo spettatore spaesato. Tra i divi dello schermo ci metto i politici quanto i pallonari, tanto per dire che le ragioni di censo del vecchio schema, spesso, corrispondono. A scendere, le cose si fanno più sfumate: la borghesia disgregata lascia emergere i professionisti e i consulenti che hanno agganci nell’elite superiore, e per questo spesso consacrati deputati o sindaci; la massa precaria, fondata su nuove e vecchie povertà, che non trova sbocchi se non i reality di paese o del Paese, o la puntata giornaliera al Win for Life dei Monopoli di Stato. Il censo si è legato a filo doppio all’immagine televisiva e patinata, e il connubio è mortifero, sotto il profilo culturale prima ancora che sociale.
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29 OTTOBRE 2009
COME UN RENE SENSIBILE. FORZE DELL’ORDINE E CRISI DEMOCRATICA
[Questo commento è apparso su Il Manifesto del 29 ottobre 2009 con il titolo L'ordine della forza]
La lista inizia ad allungarsi. Stefano Cucchi, 31 anni, arrestato per una piccola quantità di stupefacenti e morto dopo pochi giorni in circostanze oscure, con i segni di un pestaggio sul corpo, è stato seppellito lunedì. Il suo nome si aggiunge alla lista dei cittadini morti, negli ultimi anni, dopo essersi trovati a contatto con le forze dell’ordine italiane, fermati per qualche motivo o trasportati in carcere. Ricordiamo i casi documentati dai giornali: Federico Aldrovandi, 18 anni, morto quattro anni fa per soffocamento e con il corpo pieno di lividi, dopo essere stato fermato da due volanti in un vicolo di Ferrara; Riccardo Rasman, 34 anni, disabile psichico, morto per le stesse cause dopo che la polizia irrompe nella sua casa in ragione, sembra, di un paio di petardi lanciati dal terrazzo; Aldo Bianzino, falegname pacifista residente presso Perugia, arrestato per il possesso di qualche pianta di marijuana e morto misteriosamente durante la prima notte di detenzione; Giuseppe Turrisi, il senzatetto picchiato a morte, secondo le indagini, da agenti della polizia ferroviaria a Milano. Di altri casi sospetti, non abbastanza documentati, riguardanti cittadini italiani o stranieri, si sono lette notizie sporadiche. Senza contare le vicende molto discusse, maturate in circostanze diverse ma non per questo meno inquietanti, di Carlo Giuliani e del tifoso Gabriele Sandri.
Maestro Ciccio Iozzia, ho appreso adesso che da ieri ci hai lasciato,anche se non sarà mai vero che ciò sia davvero possibile.

Un primo frammento, il tuo attraversamento tra la banda, lo recupero da un olio su tela di Francesco Lauretta, altro ragazzo come a centinaia, me copreso, a cui hai regalato almeno un frammento della tua passione per le note, per la banda, per la musica e a cui hai trasmesso un integerrimo esempio di vita. Grazie di essere stato Maestro Ciccio Iozzia, continuerai ad essere per tutti noi.
Saro Fronte

Poco fa un caro amico, da Roma, mi ha scritto una e-mail dove mi informava della morte di Turuzzu Muturinu. Io lo conoscevo con questo nome e cognome. Questa estate ci siamo incontrati spesso, più volte ci siamo abbracciati: Come stai, Ciccio?, mi diceva ridendo. Appare in uno dei miei video dal titolo Condizioni marginali dove chiama, straordinariamente, a modo suo: Cattelaaaaaan!
Di lui ho realizzato un quadro che recentemente ho esposto a Roma, al Vittoriano, un quadro che ho intitolato: Non saremo noi.
La scorsa settimana ho scritto due parole intorno a questa opera per la documentazione di Palazzo R.I.S.O di Palermo. Questo è quanto ho scritto:
Titolo: Non saremo noi.
Una coppia improbabile, sulle prime. Poi lo sguardo disegna un uomo –Turuzzu- solo, e una giovane –Lucia- isolata. Immersi in uno spazio che assorbe, un interruttore esterno che può spegnere ogni cosa, o accendere dentro. La bandana americana era sogno. Lei, giovane, ha un telefonino ma comunica disagio, fatica d’esserci. Lui una sigaretta in mano osserva, noi, voi, distante. Storie di ordinario fallimento: Non saremo noi, protagonisti di vita; Non saremo noi, come voi. Un volo poi, più in là…
Annozerododici
di Alessandra Daniele
Grandi novità alla Rai. La soluzione del caso Annozero è stata affidata a Roberto Giacobbo. Il conduttore di Voyager, appena nominato vicedirettore di RaiDue, assumerà la guida anche dell’ex programma di Santoro, che cambierà quindi il titolo in Annozerododici.
Accantonati gli argomenti faziosi, volgari e disfattisti trattati finora, la trasmissione si focalizzerà infatti sugli autentici problemi del paese, a cominciare dalla profezia Maya sulla fine del mondo prevista per il 2012, e dalle inquietanti tracce di DNA alieno presenti nel virus dell’influenza A1!AGH!!!1!!1!
Gli editoriali di Marco Travaglio saranno sostituiti dalle quartine di Nostradamus, lette dal coetaneo Giorgio Albertazzi. Tra di esse anche alcune inedite, appena scoperte e decifrate, che annunciano l’avvento d’un provvidenziale Cavaliere della Cuccagna giunto per contrastare quelli dell’Apocalisse, un nuovo Re Magio portatore d’Oro, Incenso, e Figa.
Sandro Ruotolo sarà inviato a Giza, e murato vivo nella camera funeraria della piramide di Cheope, per svolgere un reportage investigativo sulle inquietanti tracce di DNA alieno presenti negli scarabei stercorari lì mummificati.
Vauro sarà sbranato dal Chupacabra.
I collegamenti con le assemblee di cittadini e lavoratori in lotta saranno rimpiazzati da quelli con l’aldilà: primi ospiti gli annegati del Titanic, che discuteranno le inquietanti tracce di DNA alieno presenti nelle cozze mutanti che furono le autentiche responsabili dell’affondamento.
Non mancheranno le interviste esclusive: nella prima puntata il Presidente del Consiglio illustrerà il miracoloso potere dell’ubiquità che gli consente di essere sempre contemporaneamente presente su tre reti pubbliche e quattro private.
La settimana dopo sarà la volta del ministro Brunetta, che svelerà i particolari del sinistro complotto ordito dai Templari ai danni del governo, una minaccia da lui recentemente scoperta, denunciata, e morammazzata.
Infine, nel dibattito in studio sarà finalmente ripristinata la par condicio solitamente calpestata da Santoro: per il PDL sarà presente Gianfranco Fini, per l’opposizione sarà presente Gianfranco Fini, e in qualità di figura istituzionale super partes sarà presente il Presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insieme discuteranno delle inquietanti tracce di DNA alieno presenti nei comunisti.
Una criptica vignetta di Forattini ritrovata incisa su un monolito di Stonehenge, e raffigurante Bersani in guêpière, chiuderà la serata.
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