Giustiziato

 

giustiziatoLe parole a volte sono intrinsecamente sbagliate. Incoerenti, schizofreniche. Ad esempio, non ho mai sopportato questa : “Giustiziato”. Non capisco proprio cosa possa avere a che fare con quella che dovrebbe averla generata: “Giustizia”.

16 Comments

  1. E il premio per la più riuscita coincidenza tra evento storico, che dovrebbe stravolgere i più e inconscio menefreghismo, sempre dei più, dettato dall’atmosfera festosa di questi giorni (che fa semplicemente precipitare l’evento in un buco nero mediatico), va a… no dai, leggetelo voi. Mi emoziono sempre agli oscar.

    *applausi*

  2. nessuno uccida caino!
    si potrebbe dire tanto, anche troppo su pena di morte si/ pena di morte no. oggi stendiamo un velo pietoso sulla decadenza della civiltà… per non dire che in nome della “giustizia” lo si è fatto diventare un martire per l’Islam anti americano: che affarone!

  3. Questa maledetta guerra in Iraq è cominciata male, con plateali bugie addirittura davanti all’ONU (dov’erano le armi di distruzione di massa?) e sta finendo (finendo?) peggio. Vogliono farci credere che la condanna a morte di Saddam sia stata comminata da un tribunale libero di uno stato sovrano, senza spiegarci come fa un tribunale ad essere libero dagli occupanti in uno stato occupato militarmente. Saddam è stato un rais tanto crudele quanto sanguinario. Come tale andava punito. All’alba di stamane è stato ucciso un uomo, tale era la dimensione della persona mostrata dalle immagini che abbiamo visto tutti: apparentemente sereno, rassegnato davanti al boia che gli faceva le ultime raccomandazioni. Temo che tutto questo sarà il soggetto di uno spot che il vittimismo sunnita (la “fazione” cui Saddam apparteneva) utilizzerà alla grande. Di sicuro è un documento che grida forte e chiaro che noi siamo come loro. Peccato.

  4. Il presidente Bush lo ha definito un atto di giustizia… ma il processo a Saddam è stato molto parziale: tanti suoi crimini non sono stati oggetto del processo, crimini che spesso sono stati appoggiati dagli alleati occidentali, in primis dagli stati uniti d’america. Quindi, se questa è la giustizia, ancora non è del tutto compiuta, bisognerebbe compiere altri “atti di giustizia” del genere nei confronti degli ex alleati di Saddam… ed è questa giustizia che invocano i terrorisati qaundo commettono gli attentati (per loro non sono altro che “atti di giustizia”…)
    Meno male che il nostro Dio giudica nella misericordia…

  5. “Crocifiggilo! Crocifiggilo!”.

    Buono, cattivo, despota sanguinario, sacerdote missionario, killer stupratore, disabile mentale, lucido omicida, giovane disadattato, “figlio di papà”, avversario politico, strega, santa….. Non importa chi è….
    Crocifiggilo! Il Mondo ha bisogno dei suoi “martiri”! Il mondo ha bisogno dei suoi “capri espiatori” su cui addossare il peso della purificazione delle coscienze!
    Crocifiggilo! Perchè ci sia una catarsi totale che giustifichi il “poco del quotidiano” davanti al “molto della storia”…..
    Crocifiggilo!…..

    Ad maiora (sed mala tempora currunt….)

  6. Parole sante , Clara. L’uccisione di un uomo non è mai un atto di giustizia. Il termine appropriato è “vendetta”.
    La giustizia è propedeutica alla pace, la vendetta accende la guerra. In Iraq, come in tanti altri posti, la guerra non finirà mai!
    Buon Anno!

  7. Partecipando alle esportazioni di democrazie per conto terzi non ci si meravigli che i nuovi democratizzati usino gli stessi metodi degli esportatori principali. sf

  8. … ed ecco un’opinione diversa: non nego che mi ha impressionato l’impiccagione di Saddam, ma penso anche che se quella cultura in questo tempo ammette ciò, va bene. L’arroganza europeo – americana che ormai abbiamo nel dna ci IMPONE di dire “è sbagliato”, ma lo diciamo comodamnet seduti in poltrona dichiarando cosa è giusto e cosa non lo è in casa d’altri. Chissà che un giorno non verrà abolita nel mondo la pena di morte… e chissà se non la rimetteranno in europa… non lo so…
    Ho parlato CON LEGGEREZZA di proposito sull’argomento.
    Difatti, e concludo, non mi preoccupa quello che è successo in Iraq, mi preoccupa invece ciò che succede qui (http://it.wikipedia.org/wiki/Pena_di_morte_nella_Repubblica_Popolare_Cinese) e così in tanti altri stati.
    Che ve la prendiate con un’impiccagione sola non ha senso.
    PS: Tutto quello che scrivo io lo penso e lo faccio
    PPS: Significa: non scrivete “con l’impiccagione di Saddam si apre il discorso sulla pena di morte GENERALE” perchè sapete anche voi che non lo pensate.

    Senza offesa

  9. La mia riflessione è partita da una parola che ho trovato su moltissimi (forse tutti) i quotidiani. Da lì era ovvio che “passavo la palla”, e che ognuno dicesse la sua sul fatto in particolare. Se vogliamo anche parlare della cosa in generale, della pena di morte negli stati totalitari e di quella (non dimentichiamocene) nei paesi cosiddetti “democratici”, parliamone pure, non ci vedo niente da recriminare, anzi.
    Personalmente, ci sono delle cose per cui non mi sento di dire “vabè, se l’hanno scelto loro cosìssia, perché è casa loro”. No. Perché oggi è molto difficile che qualcuno sia “davvero” a casa sua. Se la Coca Cola arriva sulle cime più alte del Perù come tra gli aborigeni australiani, e se noi europei abbiamo portato la “nostra” “Parola di Dio” tra le tribù africane come fra gli esquimesi (per fare due esempi tra i più disparati), significa che la “casa”, ormai, sta diventando sempre più larga e sempre più di tutti.
    La cosa mi sta bene. Se ognuno doveva rimanere a casa sua ci doveva rimanere nel bene e nel male molto tempo fa, con la propria cultura, con i propri mezzi, e, attenzione, con le proprie RISORSE. E oggi, che per “casa mia” intendo la civiltà umana e il mondo, il rispetto per gli altri popoli lo porto non quando degli uomini che fanno uno stato si ergono talmente in alto da arrogarsi il diritto di ammazzare la gente. Che siano in Texas, in Iran, in Cina o in Somalia. O nella “democrazia” irachena.
    L’impiccagione di Saddam, poi, merita un discorso ancora più particolare, al di là delle motivazioni “umanitarie” che mi portano a condannare, dalla mia bella poltrona e dentro la mia bella testa il fatto in sé.
    Chiedo scusa, perché il discorso meriterebbe un approfondimento grande e articolato, ma qui non mi sento di fare papielli. Poi, se il caso lo richiederà…

  10. Da un punto di vista umano non posso dirmi nè felice nè rattristato da tale evento, non conoscevo Saddam… comitive diverse.
    Visto che il fulcro di questo thread (anche se sta tendendo a ramificarsi) è la pena di morte in generale, personalmente penso che non sia possibile commentare tale esecuzione dicendo “La gente a casa sua fa quello che vuole”, quando appunto la “casa” altro non è che la società moderna. La pena di morte è un black-out evolutivo, è sbagliata. Era sbagliato uccidere persone perchè di un credo diverso, la gente lo ha capito, è cambiata, si è evoluta. Era sbagliato discriminare gente di colore e nazione diversa, si è capito e ci si è evoluti anche in questo senso. La pena di morte è invece uno di quegli aspetti enigmatici della società moderna, è sbagliata ma c’è e non siamo ancora riusciti a prendere coscienza di questo blocco dell’evoluzione della società. Nel caso specifico di Saddam bisogna ammettere che è stata la morte più inutile della storia, un uomo finito, un uomo processato da gente dagli esotici nomi arabeggianti, ma accomunati dallo stesso nome indiano: “Pupazzo U.S.A.”. Questo si sa e lo si dice tranquillamente, in modo troppo scontato forse, Bush è cattivo, vuole dominare il mondo etc etc. Personalmente il mio Bush è sempre seduto su un trono di ossa, in una stanza buia, coperto da un mantello di porpora e con la testa tra le mani mentre attende che il suo regno in declino affondi del tutto e la condanna di Saddam altro non fa che rendere più grottesco il quadro generale. Prima che dimentichi il perchè di questo mio commento, lo rendo chiaro: sono con Josè al 100% dicendo che bisogna valutare la pena di morte nel mondo e non nel singolo caso, ma non bisogna nemmeno vanificare tale osservazione dicendo che tanto a casa sua ogniuno fa come vuole >_>

  11. Riscrivo in modo più chiaro: ogni stato vara le proprie leggi e non mi stupisco se in Giordania è obbligatorio fare sesso ogni 4 mesi, se in Iran è vietato giocare a scacchi (tra l’altro li hanno inventati loro), se a Singapore è bandita la gomma da masticare o se in cina c’è la pena di morte se sorpreso durante una partita a carte (tutte leggi vigenti). Ogni stato ha le proprie leggi che lì sono giuste. A noi (me compreso) sembra sbagliato? Bene. Resta questa nostra opinione.
    Perchè non vi rattristate nel vedere abbattere un albero o nel veder uccidere un animale? Ve lo dico io: solo perchè le vedete più spesso, e ci siete abituati, come lì sono abituati a vedere un’impiccagione al mese.

  12. Sono stato abbastanza assente dal blog per due motivi di fondo: a chiaramonte internet ancora non funziona bene(si spera meglio per il prox futuro); il natale, mentre per tanti è momento di vacanza, per me e per quelli come me è momento di intenso lavoro che consiste non solo nel presiedere le varie celebrazioni, ma soprattutto nel confessare…
    Oggi, essendo a Roma per l’ultima settimana di permanenza nella capitale prima del definitivo trasferimento ibleo, mi sono ricollegato ed ho letto qualche articolo e qualche commento. Ritengo per me doveroso rispondere al carissimo Josè Bellisario.
    Premetto che tra gli Avveduto e i Bellisario attualmente sul blog si è stabilito un pareggio: siamo 3 a 3, ma noi ancora abbiamo una riserva (gianliuca, che potrebbe scendere in campo prima o poi…).
    Ora venendo al commento di Josè volevo far presente alcune osservazioni:
    Caro Josè,
    1. la pena di morte è presente anche negli stati uniti d’america, quindi non è la mentalità occidentale che ci fa dire che la pena di morte non va, perché la potenza mondiale che più rappresenta l’occidente riconosce che in certi casi la pena di morte è espressione di giustizia.
    2. ad ammazzare Saddam sono stati gli iracheni o gli americani? Lo hanno trovato e arrestato gli americani; lo hanno tenuto in custodia gli americani; lo hanno processato gli americani… e alla fine lo hanno ucciso gli iracheni? Mah…
    3. In terzo luogo se nel nostro stato la legge permettesse di prendere a schiaffi un’altra persona io magari incontrandoti ti potrei dare uno schiaffo avendo la legge dalla mia parte. E se ci incontrassimo in media 20 volte l giorno sarebbero 20 schiaffi al girono e 560 schiaffi al mese. Tu pensi, Josè, che dopo tre quattro mesi ti potresti abituare a prendere uno schiaffo al giorno? Al massimo subiresti questa situazione, ma comunque giudicheresti questa legge disumana…
    La legge non è l’assoluto, essa è relativa alla realizzazione dell’uomo e alla sua dignità, per questo si può giudicare una legge anche ingiusta. Non è la legge che fa il valore, ma al contrario il valore che fa e qualifica la legge. E qualora ci siano leggi ingiuste bisogna creare un movimento di sensibilizzazione per far capire che quella legge va contro l’uomo e non a favore dell’uomo.
    È relativismo puro affermare che è bene che ognuno rimanga della propria opinione. E’ bene invece aprire dei dibattiti su argomenti così delicati perché ci possa essere un’educazione dell’umanità a ciò che è umano.
    Questo tipo di mentalità relativista è un boomerang per coloro che la propongono ed anche per te Josè. Domani quando sarai papà tuo figlio ti potrebbe presentare gli usi e i costumi della sua generazione, anche quelli più nocivi e pericolosi, come le sue leggi, quello che lui ritiene giusto. In questo caso penso che non ti limiteresti a riferire in maniera distaccata la tua opinione dicendo ad esempio: “la mia generazione fumava ogni tanto qualche canna, ma se la tua generazione, figlio mio, si è abituata a tirare coca di naso vuol dire che è giusto così anche per te. Il mio consiglio è di non farlo, ma alla fine si tratta di una opinione tra le tante dettata solo dal fatto che io non ci sono abituato. E se mi dai tempo di abituarmi anche io alla coca…..diventerà buono anche per me”.
    Relativismo è non cercare la verità… Oggi la chiesa festeggia l’epifania, avvenimento in cui Dio si rivela a tre uomini che con coraggio ed ostinazione si mettono alla ricerca della Verità partendo da lontano.
    Buona epifania a tutti! Pax

  13. Io non sò se la pena di morte sia giusta o sbagliata, e non posso neanche mettermi nei panni di tante vittime, semplicemente perchè non sono mai stato torturato fisicamente e psicologicamente, non ho mai avuto parenti gasati, fortunatamente non sono padre di giovani ragazzi scomparsi in Argentina o Cile e potrei continuare all’infinito….
    Sono magnifici le frasi e i discorsi sul perdono e sulla civiltà di cui tanti uomini evoluti si rempiono la bocca in pomposi e costosi convegni mediatici (quasi sempre buoni per fare pubblicità gratuita ai propri libri ).
    Io mi limito a dire che forse qualche volta dovremmo anche pensare..che le cose che leggiamo sui giornali potrebbero anche non accadere sempre per forza agli altri, che il bambino sgozzato ed ucciso potrebbe esere il nostro, che la sorella stuprata potrebbe essere la nostra, che il benzinaio ucciso di notte potrebbe essere nostro padre, che l’uomo della scorta potrebbe essere un nostro fratello ecc ecc…
    Ecco, forse allora avremmo maggiore rispetto per coloro che sulla pena di morte hanno una opinione diversa dalla nostra.

  14. Secondo me la pena di morte è un premio per il condannato, ha finito di soffrire, di pensare al male che ha fatto, nessuno è tornato per dirci cosa c’è dopo la morte. Il condannato deve vivere dentro una stanza di un metro con una sdraia e il cibo necessario, così potrà meditare e pensare per tutta la vita quello che ha fatto.Saluti

  15. I dubbi e le incertezze espresse sulla pena di morte da Giuseppe Quarrella (che non conosco), rispecchiano quasi fedelmente i miei. L’immagine di Saddam che si accingeva a morire mi ha impressionato non poco. Nonostante il protagonista era il mostro che tutti sappiamo, ho provato pietà per lui, ma ho provato anche tantissima rabbia nei confronti di Bush e delle lobby che lo sostengono che hanno voluto a tutti i costi la carneficina che sta avvenendo in quel paese e non per motivi di democrazia.
    E’ vero, vista e valutata con distacco la pena di morte da più l’impressione di un rituale barbaro, forse i mostri soffrirebbero di più stando in carcere per tutta la vita….. oppure fine al prossimo indulto, amministia o buona condotta.
    Mettendomi nei panni di chi ha perso un figlio o magari più di uno, per mano di un assassino senza scrupoli, altroché se griderei fortissimo PENA DI MORTE.

  16. Scusate! Ma il fatto che in condizioni estreme, cioè condizioni drammatiche che per “fortuna” riguardano una minoranza (seppur qualificatissima… s’intende!!!), in cui uno può anche aver “voglia” è “desiderio” di “vendetta” (qualcuno preferisce chiamarla “giustizia”?!), vuol forse dire che potrebbe essere meglio farsi “guidare” da “persone” particolarmente “arrabbiate”? Potrebbe essere giusto reagire tutti come reagirebbe ciascuno di loro (me incluso, si intende!)?

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