Radio mon amour

L’anno che ci sta lasciando segna il trentesimo anniversario delle radio libere. Si chiamavano proprio così le emittenti radiofoniche che, nel 1976, cogliendo al volo una sentenza della Consulta che di fatto faceva cadere il monopolio della RAI, cominciarono ad invadere l’etere.

radio-microfono.jpgFu appunto un fatto di libertà che vale la pena sottolineare. Mi piace farlo a Spaccaforno perché (vedi i casi della vita) ci ritroviamo qui alcuni che, più o meno intensamente ed in base a quello che piaceva e che si sapeva fare, prendemmo parte all’avventura radiofonica ispicese. Saro Fronte, Pietro Avveduto, Piero Di Giorgio e il sottoscritto eravamo a Radio Gamma, che di quella stagione pionieristica fu sicuramente la più significativa e quella che contribuì peraltro ad essere un punto di riferimento per una generazione di giovani. Fu la radio che combinò egregiamente impegno sociale e politico ed intrattenimento, informazione ed attualità, assicurandosi in tal modo una lunga vita e un bel po’ di successi. Ma Radio Gamma non fu la sola ad Ispica.
La prima in assoluto fu R.O.N., Radio Onde Nuove, alla quale, dopo Radio Gamma, si aggiunsero R.C.I. (Radio Centro Ispica) e Punto Radio. Quest’ultima fu una vera e propria meteora, forse perché nacque a metà degli anni ’80 quando il fenomeno era ormai in fase di stabilizzazione e si profilava la necessità di professionalizzare la radio, non basandola più sul dilettantismo.

Radio Dimensione Musica, la radio ispicese di oggi, ha fatto tesoro di questo elemento e, sfruttando al massimo il computer come strumento di gestione, è riuscita a sfidare le difficoltà che il professionismo del settore inevitabilmente impone. Non credo di esagerare se dico che senza il tipo di informazione che fecero, che facemmo con le radio libere, quelle della prima stagione dilettantistica ma ricca di passioni e di idealità, oggi l’informazione in generale, questo tipo stesso di informazione e di comunicazione, adottato da Spaccaforno, sarebbe diverso. Sicuramente io non sarei quello che sono oggi, con le sensibilità attraverso le quali mi ritrovo a confrontarmi con piccole e grandi questioni del nostro tempo. Forse vale applicare anche all’informazione l’assunto della fisica in base al quale nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. In effetti, anche con l’irruzione in campo delle tecnologie, i processi informativi e comunicativi cambiano passo, si raffinano ma non possono cambiare l’essenza dei messaggi, come diceva il buon Mc Luhan. Anche se, lasciatemelo dire, la capillarità della radio – di quella fatta bene, fatta apposta per arrivare a quanta più gente è possibile, capillarità che con Radio Gamma avemmo la possibilità di verificare – oggi ce la scordiamo. Allora lo diceva anche Eugenio Finardi (“amo la radio perché arriva dalla gente”). Ecco perché dico con un pizzico di nostalgia, influenzata da un po’ di sindrome da “primo amore”: Viva la Radio!
Gianni Stornello

11 Comments

  1. hai ragione su molte cose gianni, le radio locali sono state molto importanti, anche se nel mio caso della rivoluzione del 76 non ricordo nulla (avevo 9 anni). Con saro e gli altri ricordiamo sempre le mitiche lezioni di dizione del prof bellisario per poter condurre il radiogamma giornale (orazio ci sei?), ma per quanto riguarda la libertà, le varie radio erano espressione dei partiti politici, musicalmente potevi dire quello che ti pareva, ma politicamente il radiogamma giornale non era altro che il bollettino della democrazia cristiana, da questo punto di vista la rete offre molte più possibilità anche se la radio è un mezzo di massa.
    L’unica eccezione è stata punto radio, era si del partito comunista, ma regnava l’anarchia assoluta, potevi fare e dire quello che volevi, i pochi mesi che è durata è stata il massimo, radiocronache “live” di avvenimenti fasulli alla orson wells, trasmissioni di 2 ore con la stessa canzone, feste notturne, nessun palinsesto…

  2. Si, è vero! Radio Gamma era il “braccio armato” dell’allora Democrazia Cristiana. Nata dalla felice intuizione di Quinto Bellisario, ha scritto, nel bene o nel male, la sua brava pagina di storia della nostra Ispica.
    Io arrivai a Radio Gamma nel lontano 1985, quando l’onda delle’entusiasmo iniziava a lasciare il posto alla ricerca di una identità e di una “professionalità”. Entravo in quello che era, non solamente per me, una sorta di “santuario”!
    Quanti giovani sono passati da quelle stanze! Da via Crispi al Viale Rapisardi, per finire in via Scivoletto! Quante storie….. quante risate….. Chissà se un giorno (la butto lì, senza impegno) si riuscirà a leggere “le gesta eroiche….”?

    Ad maiora

  3. Intervengo per far capire a tutti quanto mi stia a cuore la storia di Radio Gamma. La sezione dedicata su quintobellisario.it è in allestimento perchè non ho praticamente nulla sull’argomomento. Invito tutti a raccontare quanto più possibile. In seguito, metterò tutto assieme e pubblicherò questa sezione (ringraziando ovviamente le fonti). Ho tantissime tracce audio bellissime e vorrei che tutti le sentissero, ma mi mancano pezzi di storia. Spero coglierete, voi che potete, questo invito. Saluti a tutti.

  4. Quasi dimenticavo….. Gianni, anche il caro frà Vittorio, anche se per un brevissimo lasso di tempo, ha scritto il suo nome nei palinsesti di Radio Gamma…..

    x Josè.
    Mi attrezzerò per scrivere le mie “memorie radiofoniche”.

    Ad maiora.

  5. Sono stato rapito dal topic.Ho cercato di liberarmi..ma non ce l’ho fatta.
    Odio tutte quelle volte in cui nutro la speranza di come, circostanze nefaste, come i rapimenti, possano protrarsi il più possibile!
    Radio Gamma ha costituito per me un momento unico ed indimenticabile della mia adolescenza.
    Soltanto che per me fu non solo un momento di svago e di spensieratezza, ma di più, un impegno a cui non potevo sottrarmi.
    Ho condotto il Radio Gamma Giornale dal 1987 al 1992, alternandomi tra rare pause con pochissimi altri, tra cui Antonello Fronte.
    Odiavo Radio Gamma.Ma nello stesso tempo era la mia gioia quando conducevo un mio programma pomeridiano, esaudendo le richieste delle compagne di liceo.La mattina in classe trovavo un fogliettino con l’elenco delle canzoni cui avrei dovuto attenermi negli inserimenti del pomeriggio.Accanto ad una canzone, c’era il nome di una ragazza: fu allora, che per motivi comprensibili..ebbi modo di conoscere e praticare l’arte del “baratto e dei favoritismi”!!.
    E il bello è che non facevo nulla per far in modo che non apparisse tale!
    Il Radiogiornale.
    Perchè l’odiavo?Ma perchè quando tutti i ragazzi, in estate, erano in piazza a godersi le bellissime serate, o in giro, tra un bar e l’altro, tra un gelato e l’altro, io, tutte le sere, ero lì, recluso in uno stanzino di un palazzo di fine ottocento di viale Rapisardi(e viala scivoletto dopo) a registrare il famigerato radiogiornale.
    Arrivai a chiudermi a chiave perchè gli sguardi e le boccacce dei miei amici, (che poveracci mi aspettavano ansimanti e assistevano alle registrazioni), mi facevano ridere e vanificare tutto quanto.
    A volte questo accadeva nonostante si trovassero di là:anche un piccolo “suono” da loro prodotto, mi bloccava irrimediabilmente.
    Durante la registrazione veniva ..”qualcuno”…mi chiedeva dove fossi arrivato, sistemava la bobina della notte,mi forniva qualche consiglio utile, e poi tornava piu tardi.
    Spesso mi chiamava mio zio Quinto:”Ti aspetto a casa”.Andavo.Una casa enorme,un lunghissimo corridoio e la stanza che io adoravo più delle altre.
    La stanza del nonno, col grande pianoforte, le sue bacchette di direzione, gli spartiti, i suoi diplomi, un busto marmoreo.Lì, mio zio,”tentava” di impartirmi lezioni di eloquenza e di sintesi.
    Mi diceva che sarei dovuto essere più chiaro e meno veloce nell’esposizione, più calmo.Leggeva lui un passo qualsiasi,e poi voleva che lo imitassi con la stessa chiarezza espositiva.Mi chiamava spesso.A volte si complimentava,( forse per incitarmi a continuare avendo intuito una mia mal celata riluttanza) altre mi correggeva, altre ancora mi rimproverava.
    Ci fu un periodo, dal 1991 al 1992 che facevo tutto io:programma pomeridiano, radiogiornale, riscossione delle somme della pubblicità, nuove pubblicità, poste..
    Ma la mia vera passione, quella di condurre un programma di musica classica, non mi fu mai accordata:Avrei potuto farlo dalle 23-00 in poi, e solo la domenica!Così un giorno, nel bel pieno pomeriggio di maggio, in preda all’ira e ad un sentimento di sfida(un sentimento che ho sempre..alimentato!), fermai tutto e inserii un pezzo di musica classica.Ricordo ancora il pezzo:Danza ungherese in fa min di Brahms.Non vi dico le telefonate che arrivarono in redazione e le ire di “Tony”.
    Ecco.Radio Gamma era tutto questo per me.Un ibrido tra svago ed impegno.Tra gioco e dovere.Una sorta di “Nuovo cinema paradiso” della Radio.Oggi..solo un sogno!
    G.Bellisario

  6. eh sì, la “radio mon amour” apre file di ricordi che fanno parte della “formazione” di tanti e anche della mia, sicuramente. Gianni, tornerò con un commento più ampio su questo invito a sbobbinare per adesso frugo e sorrido a partire dal flashback più distante nel tempo “Radio Gease” sicuramente meteora pirata d’un paio di mesi, che ricordo soltanto perché la sede fu in via Bologna dove abitavo.

  7. Da Gianni Stornello qui e qui due foto storiche di Radio Gamma e questo commento:

    “Due immagini storiche, due chicche su Radio Gamma. Sono le foto dell’inaugurazione della radio, avvenuta nel luglio 1978. Si tratta degli studi di via Crispi 68. Siamo in sala regia. In una foto, il direttore e fondatore della radio, Quinto Bellisario, ha appena terminato il suo discorso inaugurale, trasmesso ovviamente in diretta. Si nota all’estrema sinistra della foto il comandante Giuseppe Moltisanti (cui è dedicato il nuovo stadio) che alla radio tenne memorabili retrospettive sul calcio e lo sport ispicesi. Nell’altra, oltre a Bellisario e Moltisanti, è ritratto Giuseppe Leontini, vice sindaco dell’epoca, mentre porge il suo saluto. A Josè Bellisario ribadisco quanto detto personalmente. Sarò ben contento di dargli una mano nella sua ricostruzione di quell’esperienza. Queste foto sono il primo contributo”.

    Grazie Gianni.

  8. S P E T T A C O L A R I!!! Bellissime foto!! Penso riusciate a capirmi. Grazie naturalmente al signor Stornello per l’accortezza e grazie a Clara per la celerità. Sono sempre affascinato dalle vecchie foto che ritraggono mio papà e la sua storia. Le inserirò presto nel sito, non appena finirò tutto il lavoro che è già a buon punto. Grazie ancora

  9. Josè, lascia stare il “signor”. Mi fa piacere che ti siano piaciute e che abbiano creato in te emozioni che solo in parte, ovviamente, possiamo comprendere. A presto!

  10. ti sei dimenticato Paolo Canto,Gino Sortino,Vincenzo Savarino,Giovanni Spatola detto comunemente “PITTILLO” ed il sottoscritoo Giovanni Rivetta

  11. Salve! Sono Annalia Gieri. Mio padre, Dorino Gieri, fu una delle prime voci per la radio R.O.N. Mi ha sempre raccontato le sue esperienze, la fondazione della radio con “zio” Nuccio e il loro amico Gragni…e con quale passione e amore svolgeva il suo “lavoro”. E’ stato bello trovarvi per caso in rete! Grazie a tutti!

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