15 Comments

  1. Scusate se non c’entra niente con la foto, ma approfitto della parola Pasqua per inviare una mia riflessione che potrebbe essere oggetto di sondaggio:
    Ho ricevuto questo messaggio da Andrea:
    La colomba della pace vola di sito in sito.
    Aiutala a fare il giro del mondo
    portandola alle persone
    che vuoi bene.

    *****
    Noi nemmeno col vicino di casa ci capiamo,
    figuriamoci con le persone che fanno di tutto per non farsi amare.
    E allora te la mando io una colomba:
    La colomba della pace vola di sito in sito.
    Non portarla alle persone che ami, non serve.
    Portala ai cattivi, ai delinquenti, agli assassini.
    Portala al drogato, a chi porti più odio.
    Portala ai carcerati.
    Portala al vicino di casa.
    Vedrai, magari volerà più piano,
    ma arriverà. Ci metto la firma
    Michelangelo

    Ora tocca a te, modificala come vuoi, mandala a chi vuoi,
    ma continua a farla volare.
    *******
    Mi sono iscritto oggi nel sito del paese delle mia infanzia,
    e sarei grato se qualcuno mi spiegasse come fare per pubblicare, sempre che sia possibile, articoli e foto.
    Grazie michelangelo

  2. Ciao a tutti. E’la prima volta che scrivo in questo sito. Ne approfitto per rendervi partecipi del seguente allegato, ricevuto via mail da un’amica modenese:

    “Noi che la penitenza era ‘dire, fare, baciare, lettera o testamento’.
    Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
    Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
    Noi che il Ciao (o il Si) si accendeva pedalando.
    Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.
    Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
    Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città . . . (e la città con la D era sempre Domodossola).
    Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.
    Noi che avevamo il ‘nascondiglio segreto’ con il ‘passaggio segreto’.
    Noi che ci divertivamo anche facendo ‘Uno, due, tre stella’.
    Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic.
    Noi che al cine usciva un cartone animato ogni dieci anni e vedevi sempre gli stessi tre o quattro (di Walt Disney.
    Noi che sentivamo i 45 giri nel mangiadischi e adesso se ne vedi uno in un negozio di modernariato tuo figlio ti chiede cos’è.
    Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o un francese, un tedesco e un italiano.
    Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
    Noi che si andava in cabina a telefonare.
    Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
    Noi che andavamo a letto dopo il carosello.
    Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
    Noi che ci sbucciavamo il ginocchio e ci mettevamo il mercuro cromo.
    Noi che la Barbie aveva le gambe rigide.
    Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
    Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
    Noi che a scuola ci andavamo da soli e tornavamo da soli.
    Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
    Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
    Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
    Noi che il ‘Disastro di Cernobyl’ voleva dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
    Noi che si poteva star fuori a giocare il pomeriggio.
    Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
    Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c’era Happy Days.
    Noi che il primo novembre era ‘Tutti i santi’, mica Halloween.
    Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso.
    Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo.
    Noi che l’unica merendina era il BuondìMotta e mangiavamo solo i chicchi di zucchero sopra la glassa.
    Noi che al supermercato il panino costava 500 lire . . .
    Noi che si suonava la pianola Bontempi . . .
    Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet, la Benetton Nannini e la Tyrre la 6 ruote ! ! ! ! !
    Noi che guardavamo allucinati il futuro con Spazio 1999 Base Lunare Alpha.
    Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars.
    Noi che nei mercatini dell’ antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo piccoli e diciamo “guarda! Te lo ricordi? ” e poi senti amo un nodo in gola.
    Noi che le mamme mica ci hanno visti con l’ecografia.
    NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO.
    QUESTA E’ LA NOSTRA STORIA . . . MANDALA A TUTTI I TUOI AMICI.
    PER NON DIMENTICARE MAI!

    Spero che abbia suscitato piacevoli ricordi a chi ha vissuto la propria infanzia/adolescenza negli anni ’80.

    Saluti Maria Assunta

  3. @michelangelo: benvenuto nel “deserto” di Spaccaforno, … “deserto” si fa per dire. Il sito non sta vivendo un momento felice di frequentazioni assidue, dopo l’entusiasmo del primo anno di vita in cui questa piazza virtuale (come puoi vedere dalla cronologia e dagli articoli )ha avuto ed è stata occasione di confronto. Ma per ogni uno che apre la persiana della propria casetta che affaccia su questa piazza, pur essendo egli in una qualsiasi parte del mondo, c’è un momento ci emozione nell’incontrarlo, nell’incontrarsi qui, anche soltanto per dirsi buongiorno o ciao.
    Benvenuto, quindi. Se vuoi mandare materiale da pubblicare puoi contattare la redazione, attraverso il link
    http://www.spaccaforno.it/contatti/

  4. @ maria assunta:
    Ho letto l’allegato che hai inviato nel commento di saluto: “I nostri anni ottanta” 🙂
    leggendo: “Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet, la Benetton Nannini e la Tyrre la 6 ruote !” ho ricordato con piacere che c’era la Osella guidata da Ghinzani. Guardando i GP ridevamo in comitiva pensando che le gomme le rubassero di notte agli altri team, e ovviamente facevamo il tifo per gli “sfigati” coraggiosi che competevano contro i giganti 🙂
    benvenuta a Spaccaforno

  5. Grazie Maria Assunta per avermi ricordato momenti irripetibili della nostro mondo giovanile e delle piccole e quotidiane esperienze all’insegna della spensieratezza e della ingenuità che pur sempre vivevamo da “protagonisti” e con intensità.
    Vedi tu dici noi, e io che sono avanti negli anni dico:
    Io che correvo all’indietro per tutto il Corso Duca degli Abruzzi senza mai deviare.
    Io che scorazzavo sul monopattino costruito da mio nonno.
    Io che giocavo con la palla di pezza racchiusa con una rete di corda fatta a mano.
    Io che fischiavo con l’osso dell’albicocca svuotato con pazienza con un chiodo.
    Io che affittavo nell’edicola sotto la Matrice i giornaletti di Mandrake, Flash Gordon, l’uomo mascherato ed il corriere di piccoli (topolino era allora piccolo e nero e qui,quo,qua non c’erano ancora).
    Io che con la mia fionda micidiale ero il terrore delle lucertole.
    Io che tornavo dalla cava grande sempre vincitore con decine di lucertole appese nella cintura dei calzoncini corti.
    Io che non mi vergognavo di avere il taschino della giacca rivoltata a destra.
    E potrei continuare:
    io che senza saperlo mi preparavo a lasciare i miei amici, le mie avventure, le mie “parrine” (le sorelle Montalbano) i miei parenti, il mio paese.
    Il primo trauma, poi il secondo, il terzo … ma che dico?
    Allora traumi, ora dolci ricordi sepolti da una coltre di polvere che tu con un soffio hai riportato in vita.
    Odori, sapori, profumi.
    Le scacce, le impanate, le galline ripiene, u strattu, la mostarda, i cavadduzzi di mandorla.
    Il vento, l’estate, il sole, le mosche.
    Cavari, nunziatari, i salisiani,
    A petra rossa, saramintuni, a timpa con le orme.
    Donna priziusa, u baruni i Modica, gli Alfieri, i Quattrocchi, i Gambuzza.
    E indientro nel tempo: Olivio Sozzi, gli Statella, i Cabrea, i Caruso.
    Le grotte di San Marco, a Forza, le necropoli e indietro fino ad identificarsi con la storia dell’uomo. Questa è Ispica per me.
    Grazie Maria Assunta

  6. Che bello! Mi sono emozionata… I ricordi non sono solo semplici ricordi da tenere custoditi gelosamente in uno scrigno ma sono la nostra anima, i nostri sensi. Grazie a te Michelangelo per averci permesso di condividere la tua ricchezza!
    PS: Grazie Saro per l’accoglienza.
    Saluti Maria Assunta

  7. MI VERGOGNO
    ***
    Eluana e l’avvocato radiato dall’albo per abuso di difesa.
    ***
    La sconfitta dei radicali che volevano abolire la pena di morte.
    Eluana abbandona la “casa” per la libertà del padre,
    testimone di un paradosso emotivo scambiato per espressa volontà.
    Mi vergogno per i giudici della corte di appello.
    Mi vergogno per come abbiamo iniziato il terzo millennio.
    Mi vergogno per la scienza medica che ancora brancola nel buio cercando
    di conoscere il chimismo della mente ignorandone l’essenza vitale.
    Quasi quasi mi vergogno del mio sciocco orgoglio di uomo che spera
    ancora di considerarsi tale pur non riuscendo a confrontarsi con gli altri.
    ***
    Anche questo non c’entra ma non conosco la procedura per
    segnalare le mie riflessioni.

  8. Che nessuno stacchi la spina!
    Non solo io, ma anche la scienza medica come tutte le scienze, più si studiano e più si allargano i confini dell’ignoranza.
    Vedi l’universo macrocosmico e quello microcosmico che sembrerebbe più grande del primo(Zichichi).
    Vedi la materia e la non materia che sono vita con la sola differenza che la prima è energia che non ha coscienza di sé mentre la seconda è energia che ha coscienza di sé(Robert Jahn).
    Vedi l’osservatore che nell’osservare modifica l’osservato(Niels Bohr).
    Vedi il futuro della nanotecnologia, ecc. Le leggi dell’equilibrio, dell’armonia, del chimismo dei colori che aiutano o turbano certi stati mentali.
    Il tempo curvo (Einstein), l’influenza dei pianeti, delle macchie solari ci apre inimmaginabili future conoscenze sulle influenze galattiche che riceviamo e si potrebbe ancora proseguire a lungo con cognizioni scientifiche ma già bastano solo questi poche esempi per farci capire quando siamo ancora ignoranti e purtroppo presuntuosi (e io non mi sottraggo).
    Basta solo un esempio per similitudine per terrorizzarci:
    Se “formattassimo” in 24 ore la vita dell’universo, l’uomo sarebbe apparso nell’ultimo milionesimo di secondo ed in questo nano secondo nonostante siamo andati sulla luna, la nostra scienza non è ancora uscita dalle caverne.
    Della mente, del coma, degli stati di coscienza, alterati o sublimali siamo a livello sotto zero.
    E pontifichiamo!
    Leggi della natura, irreversibilità, libero arbitrio, vita, non vita, eutanasia.
    E assolviamo, condanniamo, stacchiamo spine per la buona morte, per testamento biologico (ultima invenzione dell’uomo del terzo millennio), morte dignitosa (Maurizio Costanzo) ecc. ecc.
    Se ci fosse una sola possibilità su un milione, e la nostra ignoranza non ci consente di escluderla, che potessimo essere in errore, ebbene: che nessuno stacchi la spina!

  9. UNA BOTTIGLIA D’ACQUA PER ELUANA

    Al padre di Eluana: l’acqua come l’“amnios” generatrice di vita e non di morte.
    Un equilibrio sofferto, tra corpo ed anima, immaginazione e logica, separazione e congiunzione: è causa d’un male che, a dominarlo, genera bene.
    Vinci, Peppino se non ti poni da protagonista.
    La tua forza, rammenta, non è in te in quanto uomo: non è la terra il tuo dominio, che la terra ti domina in quanto uomo.
    Sii leggero, impalpabile come Eluana, pensiero nell’Etere.
    Congiungiti, Spirito franco, con quest’acqua che ti si offre.
    E come Acqua ne l’Acqua, turbina nei due sensi e al tempo medesimo
    troverai che Amnio porta al sito giusto, a quel che chiami vita e buona sorte.
    E per vergogna che te ne venga: a troppe dita di scherno varrà bene un trionfo.

  10. IL GRANDE BLUFF DEL BOSONE DI HIGGS.

    Scienza e Religione devono darsi la mano.
    Religione e Magia devono darsi la mano.
    Scienza e Magia devono darsi la mano.

    Ove per Scienza s’intende la conoscenza.
    Ove per Religione s’intende la trascendenza.
    Ove per Magia s’intende la conoscenza della trascendenza.

    Ecco la Triade: Scienza, Magia, e Religione.
    Quadrato,Triangolo e Cerchio.
    Il Quadrato della Scienza, il Triangolo della Magia, il Cerchio della trascendenza.

    Il Cerchio che contiene il Quadrato che contiene il Triangolo.
    Il Quadrato è il mattone per l’edificazione.
    Il Triangolo è il numero magico, esoterico, simbolico, per la rivelazione.
    Il Cerchio è la Parola Circolare, il Verbo, per la verità.

    La Scienza cerca la conoscenza.
    La Magia cerca la rivelazione.
    La Religione cerca la luce.

    Dunque Scienza, Magia e Religione cercano il “Punto” ( e sperano di trovarlo in Svizzera, con l l’acceleratore delle particelle ).

    Ma esso è il Quarto elemento geometrico del “disegno” che è Trino perché generato dalla fusione del triangolo, del quadrato e del cerchio ed è il puntino
    che si trova al centro in perfetto equilibrio.

    E il “PUNTO” è l’”ESSENZA VITALE”, il “PRINCIPIO”, che esiste e preesiste.

    Il bosone di Higgs, la particella di Dio, è e sarà solo una balla creata dalla scienza senza coscienza laddove invece:

    SCIENZA, MAGIA E RELIGIONE DEVONO PRENDERSI PER MANO,

    e questo avverrà allorquando il “senso comune” figlio dell’arroganza, non cederà il posto all’umiltà.
    Dopo potremmo dire di essere sulla buona strada, anche se la verità … sarà sempre oltre.

    ***
    Mi piacerebbe scrivere direttamente sul sito invece di fare commenti non attinenti agli articoli e per i quali chiedo scusa agli autori.
    In caso di silenzio da parte della redazione capirò di essere tollerato e ringrazindovi per l’attenzione vogliate gradire i miei sinceri saluti.

  11. Per la Storia
    Prima della sentenza (13.11.2008, ore 12,00

    Qualcuno sa dire se Eluana soffre?
    Se ha mal di testa, dolori allo stomaco, vomito o se ha coscienza del dolore e delle sofferenze?
    Nella stessa misura nessuno saprà mai dire se invece Eluana è serena, in pace, sogna, spera, prega.
    Qualcuno sa dire se Eluana vuole vivere o vuole morire ora?
    Che senso e che valore ha, lontano da questa realtà, che abbia preso una decisione dieci o venti anni fa?
    E’ in coma irreversibile o in coma persistente?
    C’è con assoluta certezza la totale e irreversibile assenza della coscienza?
    C’è con assoluta certezza la totale e irreversibile assenza dell’inconscio e della funzione onirica?
    Se non c’è: come fai padre, medico, giudice, UOMO a farla deliberatamente morire?
    E intanto sono davanti alla tv in attesa, come penso voi, anche se ognuno con aspettative diverse.
    Che la “mente profonda” dei giudici faccia arrivare la sua luce alle loro coscienze sottomesse alla ragion comune.
    P.S. (13.11.2008, ore 19,00)

    La sentenza della cassazione è arrivata,
    La luce non s’è accesa,
    la ragione del senso comune è prevalsa,
    il buio ha inghiottito la speranza
    e la morte arriva sollecitata.

    Vespa del senno del poi (14.11.2008, ore 1,30)
    Se Bruno Vespa avesse anticipato di un giorno la trasmissione “porta a porta” sul caso Englaro, cosa che poteva fare benissimo, con gli stessi protagonisti e le medesime argomentazioni sulla CULTURA DELLA MORTE contro la CULTURA PER L’AMORE DELLA VITA, la sentenza della Cassazione SAREBBE POTUTA CAMBIARE

  12. Eluana, la morte è in viaggio. Che qualcuno annulli il volo!

    Riassumo in un unico scritto le ultime mie riflessioni su Eluana, con la speranza di vederlo pubblicato come articolo e non come commento, al fine, non di posticipare di qualche giorno la sentenza hitleriana della cassazione, ma volesse iddio, per scuotere le coscienze di noi, esseri umani prima di tutto.

    Mille commenti
    Qualcuno ha scritto: “Ma la vicenda a questo punto andrebbe vissuta con più riservatezza familiare, mi rifiuto di assistere alla morbosità di contare gli ultimi respiri di questa ragazza in diretta televisiva”.
    Rantoli vuoi dire!
    Facciamo un semplice calcolo, basato su 16 respiri (o rantoli) mediamente al minuto.
    16 x 60 = 960 in un’ora;
    960 x 24 = 23.040 in un giorno;
    23040 x 15 = 345.600 RANTOLI in 15 giorni
    Io padre, caro qualcuno, mi suiciderei piuttosto che assistere a questa INUMANA tortura non prima di aver fatto, però, il mio

    “testamento biologico”
    che trascrivo d’impulso.
    Io Blanco Michelangelo, cardiopatico da 19 anni,
    più volte rivascolarizzato, in terapia e sotto controllo permanente,
    in piena facoltà di intendere e di volere,
    chiedo che in caso di intervento chirurgico, cosa affatto improbabile,
    di non voler essere operato dal prof. Umberto Veronesi né dal prof. Ignazio Marino,
    cosa invece molto probabile per uno sconosciuto come me,
    né da tutti i chirurgi favorevoli sia all’eutanasia che al testamento biologico.
    Do invece pieno consenso in caso di morte all’espianto di tutti gli organi ad eccezione del cuore, ovviamente, e del cervello che non servirebbe a nessuno.

    Post commento su “Avvenire”:
    Domenica scorsa, Su Avvenire, viene spiegato come avviene questo tipo di morte, essenzialmente per disidratazione. L’agonia dura da cinque giorni fino a tre settimane. I tessuti si seccano, le pareti dello stomaco si disidratano (e quindi ci sono spasmi), come pure le vie respiratorie. La pelle si ritira, gli occhi si incavano, la temperatura corporea aumenta per la mancanza di sudorazione. Le mucose si inaridiscono, il naso sanguina, le labbra e la lingua si spaccano (e infatti i giudici della Corte di Appello di Milano, signoramiaquantosonoscupolosi, si sono raccomandati di bagnare le mucose per evitare che Eluana soffra, o meglio, come sottolinea l’autrice del pezzo, per evitare che Eluana mostri la sua sofferenza).
    Siamo sicuri che Eluana volesse morire così? Qualcuno l’ha informata, prima dell’incidente stradale?

    Assunzione di responsabilità
    Chiunque delibera ed esegue o fa eseguire una procedura per terminare la vita di un UOMO, a prescindere di ogni fatto e circostanza che possa determinarla, commette un omicidio.
    E chiunque commette un omicidio è un assassino.
    In un paese dove la pena di morte non solo non esiste ma si fa promotore per l’abolizione nel mondo, l’Istituto che l’ha sentenziata snaturando la sua stessa funzione di garante della vita, ne diviene il mandante con l’aggravante della premeditazione se trattasi della Cassazione.
    Che si bandiscano, finché si è in tempo le parole eutanasia e testamento biologico – il nuovo tumore del XXI secolo – prima che i tribunali ci mettano le mani!!!
    Il pesce puzza dalla testa-mento biologico.

    Addirittura anche il Presidente Napolitano fa premura a ché presto si attui il testamentificio della morte.

  13. I miei auguri per il nuovo anno:
    Che il Santo Natale illumini la mente degli uomini alla sacralità della vita
    bandendo ogni forma di intervento che porti a determinarne volontariamente
    la fine.
    Che questa speranza faccia il giro del mondo affinché non resti utopia.

  14. Il testamento di Eluana.

    A coloro che mi mancano,
    ai fuggitori del male come del bene,
    a chi nutre o paventa peccati e vizi,
    ai venditori e ai compratori di fumo,
    a chi resta per ritrovarsi a chi va per la stessa ragione,
    ai trascinatori e ai trascinati,
    a chi vive nel delirio di giorni disuguali e a chi si spegne nell’interminabile piattezza di un solo giorno,
    a chi ostenta e baratta il frontespizio del santo, del sognatore, del tutto-lavoro-e-famiglia,
    ad ogni famiglia sana o malata, pura o corrotta,
    ai bevitori di veleni e di bugie,
    ai martiri di ogni idea,
    ai fautori di stragi e genocidi di ieri, di oggi e di domani,
    a tutti i miei fratelli,
    ai miei genitori:
    il cielo è di nebbia, leoni ruggiscono lontano ed e quasi notte.
    Non vedo ma posso ascoltare tutto il fragore degli elementi scatenati dentro di me.
    C’è che dopo tutto sono viva, ancora.
    Ed ho un sogno, oggi, negli occhi, per tutti, repente, in questa ORA dilatata e non consumabile, dove ogni vicenda non presenta stati mobili ne precedenti ne successivi. Non evoluzioni ne medicine. Non vi fluisce alcunché, ne rischi ne speranze.
    E qui è l’Immobilità Catartica , per una statua di sale in formazione: l’Unico possibile Atto che si costituisce e non è vicenda, che dal Nulla viene e in esso si compie, creandosi in virtù di quel che non mi è dato sapere per ora.
    E qui io sono la fucina e non è possibile ripararne il condotto, abilitarne la soffiera…..
    Da qui io vedo.
    Nudi, i piedi nel fango e i capelli al cielo.
    Occhi, per scrutare l’Insondabile, cercano lo spiraglio.
    Braccia, per smuovere l’inamovibile, brancolano nella nebbia.
    Sospesa nel vuoto, indifesa, persa nell’oscuro labirinto della sorte, là dove sono i confini della vita terrena, e dove l’oscuro mistero trasmuta i mali della carne in gioie supreme, ed esse gioie sciolgono la mente in Spirito che involar si deve quando il tempo è reso, non figlia ma Sorella, nella Luce”.
    Rammentate : “QUANDO IL TEMPO E’ RESO”

    Questo soltanto vi chiesi.

  15. Ho ricevuto questo messaggio:
    La colomba della pace vola di sito in sito.
    portala alle persone che vuoi bene.

    *****
    Noi nemmeno col vicino di casa ci capiamo,
    figuriamoci con le persone che fanno di tutto per non farsi amare.
    E allora te la mando io una colomba:
    Non portarla alle persone che ami, non serve.
    Portala ai cattivi, ai delinquenti, agli assassini.
    Portala al drogato, a chi porti più odio.
    Portala ai carcerati.
    Portala al vicino di casa,
    ai terremotati, agli extracomunitari.
    Vedrai, magari volerà più piano,
    ma arriverà. Ci metto la firma
    Michelangelo

    Ora tocca a te, modificala come vuoi, mandala a chi vuoi,
    ma continua a farla volare, NON SOLO PER PASQUA, MA TUTTO L’ANNO.

    ******

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