Il Sole negli Occhi

L'immagine “http://www.miapavia.it/i/spettacoli/2005/van1_g.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.Quest’estate un attore parlò a me e ad una piccola cerchia di amici del “suo” Van Gogh. Ci disse come nacque quell’idea di fare del carteggio di Vincent e Theo un’opera teatrale, un lungo monologo dedicato a lui, a Van Gogh, agli anni di Arles e al loro epilogo terribile.
Mi ricordo che l’ho sommerso di domande. Gli chiesi, tra le altre cose, chi si era occupato della drammaturgia (lui), chi della scenografia (sempre lui), chi della regia (ancora lui). Pure il commento sonoro e la scelta delle immagini da proiettare sullo sfondo, tutto lui aveva fatto. Ci credo, che era il “suo” Van Gogh.
Ci parlò della tournée, e dei teatri che aveva e avrebbe toccato in tutta Italia. Mi sono ripromessa di controllare passo passo queste date, e se si fosse trovato a passare nel raggio di 100 km non me lo sarei perso. Ma in fondo non ci speravo più di tanto. Sapevo che era altissima la probabilità di rimanere delusa, e di dovermelo perdere. – sospiro –
E invece l’altro giorno leggo sul quotidiano: “Il sole negli occhi”, drammaturgia ed interpretazione di Antonio Zanoletti. Ore 20:30, Auditorium Maria Crocifissa Curcio, Ispica. Ingresso gratuito. COSA???? “Il sole negli occhi”, drammaturgia ed interpretazione di Antonio Zanoletti. Ore 20:30, Auditorium Maria Crocifissa Curcio, Ispica. Ingresso gratuito. COSA???? “Il sole negli occhi”, drammaturgia ed interpretazione di Antonio Zanoletti. Ore 20:30, Auditorium Maria Crocifissa Curcio, Ispica. Ingresso gratuito.
Quindi, ricapitolando, QUELL’Antonio Zanoletti che ha lavorato con Luca Ronconi e con Elisabetta Pozzi (per dirne solo due) veniva QUI a fare il suo Van Gogh??? E non si pagava il biglietto??? Non so quale felicissima congiuntura astrale abbia voluto tutto questo, ma io, ovviamente, non me lo sono perso.

Lo spettacolo è stato eccezionale. Ora ho capito che era il “suo” Van Gogh non solo per una questione di paternità dell’opera e della sua realizzazione, ma per come quest’attore viaggiava e esisteva insieme a Van Gogh, per come se lo portava dentro, e per come se lo strappava fuori quando era sul palco. Incredibile.
Un’ora e rotti di monologo, SOLO monologo, intensissimo, forte, violento. Indescrivibile. Quest’uomo ha rappresentato in maniera perfetta la condizione del genio puro, assoluto, intransigente, ridotto alla fame pur di rimanere tale. Lui che schifava i circoli inamidati degli artisti parigini e si arrabattava con quello che poteva nel Sud della Francia, campando con niente, “sarò povero ma pittore”. Lui che aveva una sensibilità amplificata e dolorante, in una condizione di privilegiato e disperato, per la violenza delle vibrazioni cui era esposto, “la natura mi parla, e io devo tradurla sulla tela”. Poi, schiacciato dalle crisi della malattia mentale, chiuso nella casa di cura di Saint-Rémy, attanagliato dall’angoscia che le sue tele “non si vendono”. Non si vendevano, non valevano niente, nemmeno i soldi spesi nella tela e nei colori.
E alla fine, il colpo di pistola al petto.
Lo dico sinceramente, non ho mai visto una cosa del genere qui a Ispica.

2 Comments

  1. Ho conosciuto Antonio nel 2002 ad un seminario teatrale. All’epoca non sapevo ancora cosa avrei fatto della mia vita, ma lui mi incoraggiò ad andare avanti col teatro, a fare della mia passione il mio lavoro.
    Oggi ho un teatro a Parma, vivo (o, meglio, sopravvivo) di questo ma mi reputo una persona molto felice. Il 2 marzo ho inserito in stagione “Van Gogh – Il sole negli occhi”, spettacolo che vidi nel 2003 ed Antonio farà anche un breve stage di recitazione il sabato 3 e la domenica 4. E’ davvero un uomo di enorme umanità, un attore e regista di estremo talento… E questo tuo post non fa altro che trovarmi d’accordo….

    PS: mi piace il tuo blog!
    Vieni a trovarmi su folleophelia.splinder.com.
    ciao.
    a presto!!!
    gabriella

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